L'esperienza di Robby è affine alla mia. Il problema è che non si tratta solo di disagio, ma ti senti, come dicevo, trattato come un appestato. Quello che è sconvolgente, non è il dievieto della nudità nel market. che a mio avviso ci sta tutto, ma è proprio il trattamento riservato a coloro che inconsapevolmente lo disattendono. E tutto questo in un villaggio .... naturista. Sapete cos'è ? Ipocrisia. In realtà gli astanti potevano abbozzare, e sopratutto lasciar compito alla commessa, la quale avrebbe dovuto segnalare il difetto con un semplice accenno dello sguardo e magari con un sorriso.
L'altro elemento esperienziale di Robby è diverso e più complesso. La vergogna, sentimento naturale e giusto, non deriva dal fatto che ti sei trovato nudo in mezzo ad altri vestiti, ma dal fatto che non ne avevi contezza, cioè non lo sapevi. In quel caso non essendo una scelta consapevole, sei in difesa. non sei nelle condizioni psicologiche di reagire, in quanto preso alla sprovvista. Non sei, come tutti noi, nelle condizioni di imporre il tuo status.
Vi è poi un ulteriore elemento di riflessione. Spesso, e lo faccio anch'io, respingiamo o non perdoniamo la non completa nudità in un villaggio naturista. Perchè ?. Voglio dire perchè reagiamo così male. Cosa ci spinge a stabilire la "nefandezza" di colui che nudo non è ?. E se questi si sentisse esattamente come noi in talune occasioni ? Forse si dovrebbe rivedere la cosa. Se vogliamo tolleranza alla nudità, bisogna necessariamente averna per chi nudo non è.[:)]