La legislazione per problematiche come quella di cui discutiamo non avviene, purtroppo, attraverso il governo e neppure attraverso strutture che a questo dovrebbero essere adibiti, vale a dire i partiti o i movimenti in genere. La questione viene affrontata e considerata solo in quanto già norma (intenedendosi come normalità) nel comune sentire. Questo è avvenuto con il topless, con il divorzio, e con altri fattori etici e/o morali. Anche se qualcuno ha tentato una via legislativa, non ha trovato consenso, non tanto perchè non ve ne sia in linea di principio nel mondo politico, ma perchè non ha le caratteristiche di spinta che pervengono dalla società. Noi , il mondo naturista/nudista, possiamo continuare a perorare la nostra causa, cercando di trovare sponsor, rendendo visibile la questione, facendo anche proselitismo, e forse, dico forse, in capo a qualche anno ci potrà essere qualla spinta dalla società che sfocia in un contesto legislativo. I paesi che hanno una legislazione sul nudismo erano in realtà già propensi come società ad accettare una normativa di fatto in essere come consuetudine o come forma mentis. In Italia tale formazione mentale è ancora molto debole. Noi stessi ci ritroviamo spesso a discutere sull'opportunità o meno di stare al parco su una panchina a prendere il sole nudi. Come possiamo pretendere che la società possa modificare il proprio sentire rispetto ad una tradizione fatta tutta di restrizioni, pregiudizi, e ambiguità. Vizi privati e pubbliche virtù sono all'ordine del giorno. Vediamo scambismo ed altre amenità simili e non ci scandalizziamo, ma se vediamo uno/una nudo/a che prende il sole, apriti cielo. ma fa aff......[:(][:(][:(]