Concordo con jarod, anche se non parlerei di propensione innata al nudismo ma piuttosto ad una propensione alle aperture mentali.
Stare nudi senza crearsi paranoie varie, non è altro che una apertura mentale, scevra da preconcetti, gli stessi rpeconcetti che le varie culture e la nostra in particolare, ci insegnano.
Guardiamoci un attimo, a prescindere dal nudo.
Di norma, amiamo gli animali e li rispettiamo. Non ci atteggiamo come esseri superiori arrogandoci diritti di vita o di morte, schiavitù o utilizzo. Li amiamo come esseri viventi.
Nessuno che io conosca, ha pregiudizi razziali o sessuali. Nessuna discriminazione verso l'omosessualità, verso religioni, razze, idee politiche. Ci rispettiamo come persone umane.
Nessun preconcetto su pettinature, pircing, tatuaggi. Possiamo essere favorevoli o contrari ma non giudichiamo mai la persona.
Ci sarebbero tantissimi altri esempi per spiegare che il fatto di vedere la nudità con logica serenità deriva semplicemente da una mentalità più pulita e più aperta di tanti altri.
Un ultimo esempio, a cui però tengo particolarmente.
PAsseggiando con mia moglie in un villaggio naturista, mi faceva notare come, in quasi vent'anni che lo frequentiamo in vari periodi, non abbiamo mai assitito a liti, a reazioni nervose/violente, a intolleranze ecc...
Chiunque abbiamo trovato si è dimostrato particolarmente gentile, disponibile, amichevole. Eppure la densità e la digfferenza di utenza è enorme.
Questo non accade nei vilalggi tessili in cui, bene o male, abbiamo assitito a liti per la radio alta o per l'auto parcheggiata male o per i bambini che corrono ecc..ecc....
Non penso sia perchè senza costume non si litiga, penso dipenda proprio da una diversa mentalità d'approccio verso il prossimo.
Quindi, più che parlare di "spinta" a diventare naturisti, parlerei di mancanza di freni.