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Forum de iNudisti - Nudismo e istituzioni in Francia
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naturik
iNudistaffezionato

Naturik

Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino


562 Messaggi

Inserito il - 10/09/2020 : 00:29:31  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho trovato molto interessante la lettura sul forum "VivreNu.com" di una lettera inviata recentemente dalla Federazione Francese di Naturismo alle autorità.

La riporto qui nella traduzione che mi sono dilettato a fare per mio esercizio e per chi non mastica il francese (spero senza troppe imprecisioni) per chi avesse voglia di leggerla (metto anche la versione originale di seguito).

La Presidente della FFN (Fédération Française de Naturisme), Viviane Tiar, ha indirizzato una lettera aperta a M. Dupont-Moretti, Guardasigilli - Ministro della Giustizia e a M.me Marlène Chiappa, Ministro delegato alla Cittadinanza:

Signor Guardasigilli – Ministro della Giustizia,

Ho sentito su LCI, giovedì 16 luglio scorso, la signora Ministro delegata del Ministero degli Interni, incaricata della cittadinanza, ricordare « che nessun costume o tradizione è superiore alle leggi della Repubblica ». Ciò non ha mancato di ridarmi un po’ di speranza per la nostra battaglia per la Libertà e il rispetto delle evoluzioni giuridiche in materia di nudità, parziale o integrale.

Constatiamo sfortunatamente da qualche tempo delle derive in materia di applicazione dell’articolo 222-32 del codice penale su « l’esibizione sessuale », qui ricreano l’omologazione « nudità = sessualità ». Semplici naturisti si vedono ancora perseguire e talvolta condannare per questo motivo. Qui e là fioriscono decreti municipali, o semplici cartelli, che vietano il naturismo, con unico riferimento l’articolo 222-32… Questo viene a dire che « i naturisti sono dei delinquenti sessuali … secondo la legge » ( !!??).

Ora, il naturismo è una filosofia di vita che si eleva come tutte le altre forme di pensiero alla libertà d’opinione e di coscienza così come alla libertà di espressione. Queste sono garantite dagli articoli 10 e 11 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (DDHC), dagli articoli 10 e 11 della Convenzione europea della salvaguardia dei diritti dell’uomo (CESDH) così come dagli articoli 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE).

Questo clima deleterio può anche indurre alcuni sindaci a emettere dei decreti di divieto del torso nudo in città, senza alcun fondamento giuridico legale, quando a New-York si legalizza il topless in nome dell’uguaglianza di diritti tra le donne e gli uomini. Atti di violenza hanno luogo contro persone parzialmente denudate o totalmente nude anche fuori dal contesto di spiagge o luoghi naturali. Senza parlare delle donne che si fanno aggredire per la loro tenuta giudicata « indecente ».

La World Naked Bike Ride Paris 2019 (WNBR) che abbiamo organizzato l’8 settembre 2019, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi climatici, della biodiversità e dell’uscita dai combustibili fossili a base di carbonio, è stata vietata dal Prefetto di Polizia di Parigi con la motivazione del 222-32... Questa manifestazione festosa e pacifica, con « abbigliamento facoltativo » al fine di simboleggiare la fragilità umana, eppure esiste in molti Paesi e più di 300 città, in giro per il mondo, da circa venti anni… Quella di Bruxelles 2019 è stata anche integrata nel programma Grande Partenza del Tour de France ciclistico…

Tutto ciò si configura manifestamente come attacco alle libertà fondamentali con talvolta dei giudicamenti che possono essere qualificati come arbitrari. Certe giurisdizioni continuano in effetti ad agire come se la riforma del codice penale del 1994 non avesse modificato il rapporto con la nudità nel nostro paese, come se il vecchio articolo 330 « di oltraggio pubblico al pudore » non fosse stato abrogato. Fingendo così di non vedere queste evoluzioni, questi tribunali commettono diversi errori gravi e si sostituiscono al legislatore:

1. Ignorano i 3 elementi costitutivi di un’infrazione penale: legalità della condanna, materialità dei fatti secondo l’interpretazione stretta e elemento morale;

2. Trasgrediscono il principio di LAICITA’, ritornando a una dottrina impregnata di morale religiosa (nell’occasione cattolica – mito del « Peccato originale »), imposizione del tempo in cui la Chiesa non era ancora separata dallo Stato;

3. Ignorano la giurisprudenza del Corte d’appello di Douai del 1989 (pure datata al tempo del vecchio articolo), che segnava già un’evoluzione e stabiliva che « La semplice nudità senza atteggiamenti provocanti o osceni non configura il delitto » ;

4. Deviano il senso della riforma del 1994 che sostituisce la sezione IV degli « attacchi ai costumi » con la nuova sezione 3 « delle aggressioni sessuali ». Come sapete non è più questione oggi di reprimere la semplice nudità e le violazioni alla morale religiosa (i costumi), ma solo le aggressioni contro le persone; non la dotazione dei capi di abbigliamento e la « correttezza » ma « gli atti aggressivi di natura sessuale ». « Solo i comportamenti sessuali che presentano il carattere i una esibizione imposta a terzi ricadranno sotto la legge penale, e non saranno incriminati altri che gli atteggiamenti osceni e provocanti che sono normalmente esclusi dalla pratica del naturismo », aveva spiegato ai parlamentari M. Henri Nallet, allora Guardasigilli e Ministro della Giustizia incaricato della riforma del Codice Penale.

Siamo molto preoccupati di tutte queste derive in controcorrente alle evoluzioni giuridiche in corso nella maggior parte dei Paesi democratici (Spagna, Inghilterra, Germania, Austria, Paesi Scandinavi, Croazia, Nuova Zelanda, Australia…).
Riteniamo che almeno una circolare dovrebbe essere indirizzata urgentemente all’insieme degli attori giudiziari e ai Prefetti, similmente ai nostri vicini britannici (documento allegato).

Ma pensiamo anche cue sarebbe opportuno presentare un disegno di legge, sul quale siamo disponibili a lavorare con i vostri servizi, per :
- Proteggere tutte le forme di nudità, con uno sviluppo universale (filosofico, revendicativo e artistico), in particolare per la creazione di un reato di nudofobia. In effetti siamo sempre più sollecitati per i fatti di aggressioni fisiche e/o verbali a causa della nudità parziale o totale, spesso accompagnati da insulti omofobi verso gli uomini o machisti e sessisti nei confronti delle donne (che ci porta a creare un numero di ascolto « SOS NUDOPHOBIE » ) ;

- Impedire « tutte le cattive interpretazioni » dell’articolo 222-32 del codice penale, dotandolo di una definizione che riprende bene quella che formulò Henri Nallet nella presentazione nazionale (citata sopra) ;

- Organizzare questa libertà della nudità parziale o totale annullando i decreti non conformi alla legalità emanati dalle comunità locali (compresi quelli riferiti al « torso nudo ») e dando rango di decreto applicativo di questa legge alla circolare citata sopra.

« Non potendo la legge proibire altro che quanto nuoce alla società », ci pare utile chiedervi: in cosa la nudità sarebbe nociva alla società?

Tra noi i ragazzi e le ragazze crescono nel rispetto del proprio corpo e di quello degli altri. Arrivati all’età adulta sanno perfettamente che una donna non è un « oggetto sessuale »… Hanno perfettamente integrato che anche completamente nuda la si rispetta in quanto soggetto di diritti, che non la si « molesta », che non la si insulta e che non la si fotografa per poi diffondere le immagini sulla rete sociale. Per i nostri bambini la nudità è perfettamente naturale, sana e dunque banale. Essi hanno perfettamente compreso che la sessualità la si vive nell’intimità e che non è uno spettacolo.
Non esiste il « giovinismo » o « la discriminazione degli anziani » grazie alla coesistenza tra le generazioni, come nemmeno il rifiuto dell’altro a causa della sua differenza. Non è forse una bella scuola di vita?

I naturisti non sono inclini al settarismo, ma al contrario a favore della mescolanza e della Fraternità. In questo inizio del XXI secolo rifiutano di essere « messi da parte », in una sorta di apartheid moralista e respinti in « campi ». Il naturismo non è un genere di consumo turistico o del tempo libero, è una filosofia, uno stile di vita permanente con dei valori conformi a quelli della Repubblica e che può (deve?) servire da esempio per le nostre società in cerca di un nuovo modello « post crisi del Covid ». Come precisa la nostra definizione internazionale, « Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, e che ha per conseguenza il favorire il rispetto di se stessi, il rispetto degli altri e dell’ambiente ».

Per promemoria, il naturismo in Francia coinvolge 4,7 milioni di persone abituali, di cui 2,1 milioni di francesi e 2,6 milioni di stranieri (13,8 milioni di praticanti in Europa e circa 16 milioni di naturisti abituali nel mondo). 11 milioni di francesi sono pronti a fare l’esperienza secondo il sondaggio IFOP 2015 dell’ex Cluster Tourisme et Naturisme d’Atout France. La nostra federazione è inoltre membro del France Nature Environnement per ciò che riguarda il nostro impegno in materia di ecologia.
Abbiamo quindi deciso di lanciare una petizione nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema su Change.org e Avaaz.org, intitolata « La nudité, c’est la liberté ! » . Ben inteso siamo pienamente sostenuti in questi passi dalla Federazione internazionale di naturismo.

Tenuto conto di questo contesto particolarmente deleterio, che favorisce gli integralismi di ogni obbedienza, mi vedo portata a chiedervi di volermi accordare il favore di un’udienza. Poiché la nostra precedente richiesta, indirizzata a M.me Belloubet è rimasta lettera morta, spero che comprendiate che io renda pubblica questa lettera.

Esprimendovi in anticipo la mia più viva gratitudine, vi prego di voler accettare, Signor Ministro, l'espressione della mia altissima considerazione.

Viviane TIAR

Allegati :
- Memoria « Public nudity advice and decision aid / College of policing »
- Intervista del Presidente della Federazioe spagnala di naturismo
- Giudizio dei casi di Quend – TA Amiens
- Giudizio del caso di Peter Misch – TC Nîmes
- Giudizio sul nostro ricorso contro « il decreto prefettorale di divieto della World naked
bike ride Paris 2020 »
- Articolo di stampa sull’aggressione di un atleta nelle docce
- Foto del cartello di Canet de Salars

"La Présidente de la FFN, Viviane Tiar a adressé une lettre ouverte à Monsieur Dupont-Moretti, Garde des Sceaux - Ministre de la justice ainsi qu'à Mme Marlène Chiappa, Ministre déléguée à la Citoyenneté :

Monsieur le Garde des sceaux – Ministre de la justice,

J’entendais sur LCI, jeudi 16 juillet dernier, Madame la Ministre déléguée auprès du Ministre de l’Intérieur, chargée de la citoyenneté, rappeler « qu’aucune coutume ou tradition n’est supérieure aux lois de la République ». Ce qui n’a pas manqué de me redonner un peu d’espoir quant à notre combat pour la Liberté et le respect des évolutions juridiques, en matière de nudité, partielle ou intégrale.

Nous constatons malheureusement depuis quelques temps des dérives en matière d’application de l’article 222-32 du code pénal sur « l’exhibition sexuelle », qui recréent l’amalgame « nudité = sexualité ». De simples naturistes se voient encore poursuivis et parfois condamnés pour ce motif. Ici et là fleurissent des arrêtés municipaux, ou de simples panneaux interdisant le naturisme, avec pour seule référence l’article 222-32… Ce qui revient à dire que « les naturistes sont des délinquants sexuels… selon la loi » ( !!??).

Or, le naturisme est une philosophie de vie qui relève comme toutes les autres formes de pensée de la liberté d’opinion et de conscience comme de la liberté d’expression. Celles-ci sont garanties par les articles 10 et 11 de la Déclaration des droits de l’homme et du citoyen (DDHC), par les articles 9 et 10 de la Convention européenne de sauvegarde des droits de l’homme (CESDH) ainsi que par les articles 10 et 11 de la Charte des droits fondamentaux de l’Union européenne (CDFUE).

Cette ambiance délétère pouvant même conduire des maires à prendre des arrêtés d’interdiction du torse-nu en ville, sans aucun fondement juridique légal, alors qu’à New-York, on légalise le topless au nom de l’égalité des droits entre les femmes et les hommes. Des actes de violence ont lieu contre des personnes partiellement dénudées ou totalement nues y compris hors contexte de plage et lieux de nature. Sans parler des femmes qui se font agresser pour leur tenue jugée… « indécentes ».

La World Naked Bike Ride Paris 2019 (WNBR) que nous avions organisée le 8 septembre 2019, afin de sensibiliser l’opinion publique sur les enjeux climatiques, de biodiversité et de sortie des énergies fossiles carbonée, s’est vue interdite par le Préfet de Police de Paris au motif de l’article 222-32... Cette manifestation festive et pacifique, avec « vêtements optionnels » afin de symboliser la fragilité humaine, existe pourtant dans de très nombreux pays et plus de 300 villes, de par le monde, depuis près de vingt ans… Celle de Bruxelles 2019 avait même été intégrée au programme Grand Départ du Tour de France cycliste…

Tout ceci relève manifestement d’atteintes aux libertés fondamentales avec parfois des jugement qui peuvent être qualifiés d’arbitraires. Certaines juridictions continuent en effet de faire comme si la réforme du code pénal de 1994 n’avait pas modifié le rapport à la nudité dans notre pays, comme si l’ancien article 330 « d’outrage public à la pudeur » n’avait pas été abrogé. En feignant ainsi de ne pas voir ces évolutions, ces tribunaux commettent plusieurs fautes importantes et se substituent au législateur :

1. Ils font fi des 3 éléments constitutifs d’une infraction pénale : légalité de la peine, matérialité des faits selon l’interprétation stricte et élément moral ;

2. Ils bafouent le principe de LAÏCITÉ, en revenant à une doctrine empreinte de morale religieuse (en l’occurrence catholique - mythe du « Péché originel »), imposée du temps où l’Église n’était pas encore séparée de l’État ;

3. Ils font abstraction de la jurisprudence de la Cour d’appel de Douai de 1989 (datant pourtant du temps de l’ancien article 330), qui marquait déjà une évolution et actait que « La simple nudité sans attitude provocante ou obscène ne constituait pas le délit » ;

4. Ils détournent le sens de la réforme de 1994 qui remplace la section IV des « attentats aux mœurs » par la nouvelle section 3 « des agressions sexuelles ». Comme vous le savez, il n’est plus question aujourd’hui de réprimer la simple nudité et les manquements à la morale religieuse (les mœurs), mais seulement les agressions contre les personnes ; non pas les tenues vestimentaires et la « bienséance » mais « les actes agressifs de nature sexuelle ». « Seuls les comportements sexuels présentant le caractère d'une exhibition imposée à des tiers tomberont sous le coup de la loi pénale, et ne seront incriminées que les attitudes obscènes et provocatrices qui sont normalement exclues de la pratique du naturisme », avait expliqué aux parlementaires M. Henri Nallet, alors garde des Sceaux et Ministre de la justice en charge de la réforme du Code Pénal.

Nous sommes très inquiets de toutes ces dérives à contre-courant des évolutions juridiques à l’œuvre dans la plupart des pays démocratiques (Espagne, Angleterre, Allemagne, Autriche, Pays Scandinaves, Croatie, Nouvelle-Zélande, Australie…).
Nous pensons qu’à minima, une circulaire devrait être adressée de façon urgente à l’ensemble des acteurs judiciaires et aux Préfets, à l’instar de nos voisins britanniques (document ci-joint).

Mais nous pensons aussi qu’il conviendrait de présenter un projet de loi sur lequel nous sommes disposés à travailler avec vos services, pour :
- Protéger toutes les formes de nudité, dans une démarche universelle (philosophique, revendicative et artistiques), notamment par la création d’un délit de nudophobie. En effet, nous sommes de plus en plus sollicités pour des faits d’agressions physiques et/ou verbales, en raison de la nudité partielle ou totale, souvent accompagnées d’insultes homophobes à l’égard des hommes ; ou machistes et sexistes à l’encontre des femmes (ce qui nous conduit à créer un numéro d’écoute « SOS NUDOPHOBIE » ) ;

- Empêcher « toutes mauvaises interprétations » de l’article 222-32 du code pénal, en le dotant d’une définition qui reprenne bien celle qu’avait formulée Henri Nallet devant la représentation nationale (citée ci-dessus) ;

- Organiser cette liberté de la nudité partielle ou totale en annulant les arrêtés non conformes à la légalité pris par les collectivités locales (y compris ceux qui s’attaquent au « torse-nu ») et en donnant rang de décret d’application de cette loi, à la circulaire citée ci-dessus.

« La loi ne pouvant interdire que ce qui est nuisible à la société », il nous paraît utile de vous interroger : en quoi la nudité humaine serait-elle nuisible à la société ?

Chez nous, les garçons et les filles grandissent dans le respect de leur propre corps et de celui des autres. Arrivés à l’âge adulte, ils savent parfaitement qu’une femme n’est pas un « objet sexuel »… Ils ont parfaitement intégré que même entièrement nue, on la respecte en tant que sujet de droits, qu’on ne la « tripote » pas, qu’on ne l’insulte pas et qu’on ne la prend pas en photo pour ensuite la diffuser sur les réseaux sociaux. Pour nos enfants, la nudité est parfaitement naturelle, saine et donc banale. Ils ont parfaitement compris que la sexualité se vit dans l’intimité et qu’elle n’est pas un spectacle.
Il n’existe pas de « jeunisme » ou « d’âgisme » du fait de la coexistence entre les générations, pas plus que de rejet de l’autre au motif de sa différence. Quelle belle école de la vie n’est-ce pas ?

Les naturistes ne sont pas pour le communautarisme mais au contraire, pour la mixité et la Fraternité. En ce début de XXIe siècle, ils refusent d’être « mis à part », dans une sorte d’apartheid moraliste et renvoyés dans « des camps ». Le naturisme n’est pas un produit de consommation touristique ou de loisir, c’est une philosophie, un art de vivre permanent avec des valeurs conformes à celles de la République et qui peut (doit ?) servir d’exemple pour nos sociétés en recherche d’un nouveau paradigme « post crise du Covid ». Comme le précise notre définition internationale, « Le naturisme est une manière de vivre en harmonie avec la nature, caractérisé par la pratique de la nudité en commun, et qui a pour conséquence de favoriser le respect de soi-même, le respect des autres et de l’environnement ».

Pour mémoire, le naturisme en France concerne 4,7 millions de personnes régulières, dont 2,1 millions de français et 2,6 millions d'étrangers, (13,8 millions de pratiquants en Europe et près de 16 millions de naturistes réguliers dans le monde). 11 millions de français sont prêts à faire l’expérience selon le sondage IFOP 2015 pour l’ex Cluster Tourisme et Naturisme d’Atout France. Notre fédération est également membre de France Nature Environnement pour ce qui concerne notre engagement en matière d’écologie.
Nous avons donc décidé d’engager une pétition nationale pour sensibiliser l’opinion publique à ces enjeux, sur Change.org et Avaaz.org, intitulée « La nudité, c’est la liberté ! » Bien entendu, nous sommes pleinement soutenus dans ces démarches par la Fédération internationale de naturisme.

Compte tenu de ce contexte particulièrement délétère, qui favorise les intégrismes de toutes obédiences, je me vois conduite à vous demander de bien vouloir m’accorder la faveur d’une audience. Notre précédente demande, adressée à Mme Belloubet étant restée lettre morte, j’espère que vous comprendrez que je rende cette lettre publique.

En vous exprimant à l’avance ma plus vive gratitude, je vous prie de bien vouloir agréer, Monsieur le Ministre, l'expression de ma très haute considération.

Viviane TIAR

Pièces jointes :
- Briefing note « Public nudity advice and decision aid / College of policing »
- Interview du Président de la Fédération espagnole de naturisme
- Jugement affaires de Quend – TA Amiens
- Jugement affaire de Peter Misch – TC Nîmes
- Jugement sur notre recours contre « l’arrêté préfectoral d’interdiction de la World naked
bike ride Paris 2020 »
- Article de presse sur l’agression d’un sportif dans les douches
- Photo du panneau de Canet de Salars"

Andrea vi
iNudistfedelissimo

husky


Regione: Italy


1945 Messaggi

Inserito il - 10/09/2020 : 08:44:15  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Andrea vi  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Andrea vi  Rispondi Quotando
aggiungo che come da noi stanno cercando di raggiungere lo scopo a suon di sentenze della corte costituzionale
http://naturisme-hebdo.fr/index.php/2020/09/03/nudite-un-proces-nimois-important/

life is like yoyo,luck is just a given up go! go!
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Fede
iNudistfedelissimo

Bunny


Regione: Veneto
Prov.: Treviso


3103 Messaggi

Inserito il - 14/09/2020 : 21:07:14  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Meno male che i francesi sono più avanti di noi!

nosci te ipsum
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