Ma il "cambiamento climatico" sta creando più nudisti?
Scritto da: basicgray |
Data: 01/10/2026
Dopo ogni estate, soprattutto una tremenda come questa, si pensa a quando si arrivava a casa, ci si chiudeva la porta dietro e ci si toglieva tutto. Dalla t-shirt o dalla camicia e poi i pantaloni, e quando ci si accorgeva che anche i calzini erano faticosi da togliere si era già in piedi in mezzo alla stanza davanti al ventilatore o al condizionatore sotto il getto o davanti a un flebile percorso d'aria più fresca, senza più niente addosso e con un sollievo che sembrava quasi una piccola conquista.
L'estate 2026 ci ha messo tutti davanti a questa scena, tutti in tutta Europa. Il CNR l'ha confermata la più calda in Italia dal 1950, con (ho letto i dati precisi): 24,3 °C di media nazionale contro i 23,6 °C del 2003, che tutti ricordiamo ma che è stato surclassato da questa appena passata, e con numeri così drammatici e senza piogge quello che è successo dentro le case è facile da immaginare. Facendo qualche battuta con amici, parenti e conoscenti veniva fuori da essi la volontà di spogliarsi del tutto e senza remore o paraventi di formalità.
Quella che quindi era solo una nicchia è diventata addirittura un'esigenza e una comprensione maggiore dello stato di libertà raggiunto dal togliersi gli abiti, e nelle zone adeguate la cosa migliore, soprattutto in climi tropicali, è quella di togliersi ogni cosa. In effetti era difficile anche tenersi qualche bracciale o anello, tutto era fastidioso e i vestiti, man mano che l'estate è avanzata, hanno perso sempre meno senso per sempre più persone.
Se a 20 gradi nessuno si chiede perché ci si veste, a 40 succede che ogni capo smette di sembrare ovvio e diventa da tenere tra la pelle e il poco fresco che si riesce a trovare. E se bisogna uscire nuovamente per un impegno o per lavoro, in testa si fa spazio una domanda impellente: «Ma io questo, adesso, devo davvero indossarlo?»
Le lunghissime e torride estati trasformeranno tutti in nudisti filosoficamente convinti? Qualche estate più calda difficilmente porterà milioni di italiani a iscriversi a un'associazione o a passare le vacanze in una spiaggia nudista. Il nudismo comprende una filosofia, una comunità e un modo diverso di vivere la vita di tutti i giorni, ma vedremo gli sviluppi, dato che ci vengono prospettate, a ragione o a torto, estati simili a questa. Però queste condizioni nuove che ci portano a nuovi adattamenti stanno cambiando anche poco a poco culturalmente certe definizioni e abbattendo certi limiti. Molti potranno ancora non definirsi mai nudisti nella filosofia e nella teoria ma lo saranno di fatto nella pratica e quindi un po' meno convinti che il poi stare nudi sia così sconveniente. Se questa idea di libertà data dall'emergenza però resterà anche quando il caldo finirà del tutto, magari può essere un cambiamento futuro più positivo per tutti, tessili e nudisti convinti.
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