Il blogger N. Alimonos, "Being and Nakedness", ha passato una notte a discutere con Meta AI, che ha cancellato una parte del suo archivio naturista. Temeva che quelle immagini potessero metterlo nei guai, pur non essendo oscene. Fotografie che erano qualcosa di normale per lui e invece per Meta no. Nel post di pochi giorni fa racconta anche di aver provato a modificare alcune foto delle vacanze con un’applicazione AI sul suo nuovo Mac. Il programma però le aveva rifiutate perché era nudo. Erano immagini personali, che non intendeva pubblicare. Caricandole sull'intelligenza artificiale essa le vede come cose oscene. Magari quelle di violenza invece no. Il chatbot prospetta conseguenze legali, raccomanda di cancellare fotografie e illustrazioni. L’autore ha provato a spiegare che cosa rappresentano, porta esempi tratti da libri regolarmente pubblicati. Le risposte continuano a spingerlo verso la soluzione più drastica: eliminare tutto ciò che potrebbe creare problemi. L'AI confonde spesso i divieti delle piattaforme con la legge, esponendo conclusioni discutibili con grande sicurezza, salvo poi dire, hai ragione...ma dopo è troppo tardi. Negli USA (Maryland) la nudità, anche di adulti rende automaticamente una fotografia materiale vietato. Il guaio è che, quando vengono prospettate accuse così gravi, la paura può prendere il sopravvento. Alimonos cancella una buona parte delle immagini che voleva difendere. Il consiglio drastico arriva dall'AI a cui ci si era rivolti per capire meglio, e il risultato è l’autocensura preventiva. Non è assurdo? Per chi pratica il naturismo, una famiglia in spiaggia può essere semplicemente una famiglia in spiaggia. L’assenza dei vestiti appartiene a quel modo di vivere, senza dare alla scena un significato erotico. Pubblicare immagini dei propri figli richiede certamente attenzione alla loro privacy e a come quelle foto potrebbero circolare, in questo sono d'accordo anche io. Ma trattare OGNI rappresentazione della nudità come un possibile abuso rende molto più difficile ragionare sulle differenze e alimenta sospetti inutili nella società del controllo. Il nostro blogger alla fine ha cancellato vecchie riviste naturiste di 40, 50 anni fa, sì quando mostravano molto più di oggi, che ci riteniamo moderni. L' AI consiglia di togliere le immagini e tenere solo il testo. Siamo arrivato a questo. In una conversazione Mowgli con le illustrazioni del Libro della giungla e la copertina di Nevermind dei Nirvana fanno impazzire l'AI che le rileva come pornografiche. Inutile per l'autore dare un contesto di autorevolezza e arte dell'immagine, no vanno cancellate, è per il tuo bene. Inutile dire che l'articolo ha suscitato perplessità tra i suoi lettori. Un amico commenta che cancellare la rappresentazione della nudità quotidiana rischia di lasciare spazio solo a quella realmente pornografica e la situazione di normalità sarà sempre meno ovvia. Alla fine resta questo fastidio: dover diventare invisibili per essere considerati più rispettabili. E una fotografia delle vacanze naturista finisce per far paura perfino a chi l’ha scattata. Benvenuti nel futuro.