37 anni fa la prof Palermo all'Orientale di Napoli ci fece una lezione sui liberali inglesi e ci parlò del pensiero di Thomas Paine (rivoluzionario secondo wikipedia) che a fine 700 diceva piu' o meno cosi':
"Che i proletari stiamo tranquilli, non vogliamo sfruttarli piu' di tanto, abbiano fede e a poco a poco la loro condizione migliorerà".
C'erano 300 bravi studenti che prendervano appunti diligentemente e un fesso che si alzò disse "ma a me non sta bene che qualcun altro decida i tempi della mia esistenza, io voglio quello che voglio con i miei tempi".
Mi ritrovo qui dopo 37 anni (con tante colpevolezze mie) a rispettare i diritti di tutti eccetto i miei.

C'è sempre qualcuno che che ci ricorda di rispettare le regole, i regolamenti e persino il buonsenso dei tessili.
Ora io mi domando, ma non è il caso che noi ogni tanto forziamo un po' la mano?
Perché aspettare la manna dal cielo che ci arriverà quando e come vorranno ALTRI?
Per esempio, non ci fossero state le suffragette le donne quando avrebbero avuto il voto?
E senza femminismo quando si sarebbe parlato di emancipazione?

Io trovo che rispettare gli altri sia fondamentale, rispettare se stessi VITALE e lottare per i propri convincimenti è il senso stesso della vita.

Se è vero che per cambiare il mondo  bisogna cambiare se stessi, è vero pure che è necessario spendersi per cambiare gli altri, con le parole e con i fatti.

Questo per dire che in ogni occasione sia possibile io mi toglierò i vestiti (non alla prima della Scala, è ovvio!) e, sono sicuro, constaterò che i vicini di spiaggia, gli altri nuotatori, saranno piu' tolleranti delle leggi. E un passo avanti sarà stato fatto.