Buon sabato dal palo 12 della Lecciona, ai confini dell’area A.N.ITA. Mare lievemente mosso, 27 gradi e un vento leggero che rende questo sabato di settembre quasi perfetto. La spiaggia naturista è piuttosto frequentata, oggi forse con più tessili che nudisti. Io, come spesso mi accade, preferisco restare un po’ ai margini: abbastanza vicino per sentirmi parte del luogo, abbastanza lontano per assaporarne il silenzio. Nudo sulla sabbia, lascio che il vento mi scorra addosso mentre guardo il mare. Davanti a me un grande tronco restituito dalle onde e ricoperto di muschio verde. Anche lui è tessile: indossa il muschio. Mi avvicino e passo una mano su quel suo strano vestito naturale: è morbido, umido, sorprendentemente piacevole da accarezzare. Intanto l’acqua lo raggiunge, gli scivola addosso e poi si ritira. Forse, tra tutti e due, quello più vestito è proprio lui. Settembre ha una sensualità diversa dall’estate piena: il sole scalda senza aggredire, l’aria accarezza e la pelle nuda sembra accorgersi di tutto. Del vento, del calore, della sabbia, persino di quel velo d’umidità che arriva dal mare. E mentre il tronco continua a farsi accarezzare dalle onde nel suo abito di muschio, io resto volentieri senza. Perché giornate come questa mi ricordano che, qualche volta, avere meno addosso significa sentire molto di più.