Noi, i nudisti dello zoo di Berlino.
Scritto da: Skull |
Data: 18/06/2026
Premessa:
Il titolo di questo racconto è un omaggio al celebre romanzo Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, da cui prende spunto solo per il riferimento allo “zoo” e al luogo simbolico della città. La storia che segue, però, parla di tutt’altro: non ci sono degrado giovanile, dipendenze o situazioni di emarginazione. È semplicemente il racconto di un’esperienza all’aperto, legata alla libertà del corpo, alla natura e al modo particolare in cui Berlino vive i propri spazi pubblici. Se cercate una storia con le atmosfere del romanzo originale, potete interrompere qui la lettura. Se invece siete interessati a un racconto di viaggio, di nudismo vissuto con naturalezza e del rapporto tra persone e spazi verdi in una grande città, proseguite.
Sono appena rientrato da Berlino, questo è un periodo ideale per scoprire la città all’aperto. Le giornate sono lunghe, il clima piacevolmente estivo e il verde urbano diventa quasi un luogo di fuga dal ritmo della capitale. Berlino è una città dove i parchi hanno un ruolo fondamentale nella vita quotidiana. Tra questi, il Tiergarten è sicuramente uno dei più importanti: un’enorme area verde nel cuore della città, a pochi passi dai luoghi più conosciuti, ma capace di offrire angoli di tranquillità. Per chi arriva dal centro, uno degli accessi più pratici è la zona della stazione Zoologischer Garten. Da qui bastano pochi minuti a piedi per entrare nella parte occidentale del parco. La zona è ben collegata con U-Bahn, S-Bahn e autobus, quindi è una scelta comoda anche per chi soggiorna in altre aree della città. Entrando nel Tiergarten ci si lascia rapidamente alle spalle il traffico cittadino. I grandi viali alberati, i sentieri secondari e le zone più nascoste permettono di trovare spazi dove rilassarsi lontano dal passaggio continuo dei turisti. È proprio in alcuni angoli più tranquilli del parco che abbiamo trovato una realtà particolare, persone che praticano nudismo in modo informale in un parco centrale di una grande città. Non si tratta di una zona FKK ufficialmente delimitata, quindi è necessario ricordare che il comportamento deve sempre essere rispettoso del luogo e degli altri frequentatori, inteso che si deve essere ancora più discreti che in una zona ufficialmente riconosciuta. Tuttavia, questa consuetudine esiste da tempo e viene generalmente vissuta con grande naturalezza. Mi risulta che le associazioni naturiste tedesche stanno da tempo lottando per il riconoscimento della pratica nudista in questo parco, purtroppo senza risultati. Quel pomeriggio il sole era caldo ma non eccessivo. Abbiamo contato circa cinquanta persone nude, con una prevalenza maschile, le donne sole, in coppia f/f o f/m non mancavano, tutte distribuite in modo molto tranquillo nell’area. Non c’era confusione: qualcuno leggeva, qualcuno prendeva il sole, altri conversavano semplicemente tra loro. La cosa che colpiva maggiormente era la normalità della situazione. Nessuna ostentazione, nessun atteggiamento fuori luogo, putroppo piuttosto tipico in molte zone italiane. Il nudismo veniva vissuto come un modo per stare nel parco, allo stesso modo di chi correva, pedalava o si sdraiava sull’erba con il costume. L’episodio più curioso della giornata è stato l’arrivo di un uomo in giacca e cravatta. Sembrava appena uscito da un ufficio, camicia, abito elegante e passo deciso. Ha attraversato il prato con la sua borsa, ha salutato alcune persone che evidentemente conosceva, poi ha sistemato il suo asciugamano e, con assoluta naturalezza, ha lasciato da parte gli abiti della giornata lavorativa per godersi qualche ora di sole. Un momento quasi simbolico, poche ore prima poteva essere un dirigente in riunione, un avvocato o un impiegato diretto a un appuntamento importante; in quel momento era semplicemente una persona seduta/sdraiata in un parco berlinese, senza il ruolo sociale rappresentato dai suoi vestiti. Abbiamo trascorso il pomeriggio alternando passeggiate e soste nel verde, osservando la vita del Tiergarten: famiglie, sportivi, ciclisti e persone alla ricerca di un momento di tranquillità.bQuesta è forse la caratteristica più interessante di Berlino: la capacità di far convivere realtà diverse nello stesso spazio, purché ci siano rispetto e buon senso. Il nostro “zoo di Berlino” quindi non è quello raccontato dal famoso romanzo, ma un luogo molto diverso: un parco dove alcune persone scelgono di vivere il rapporto con la natura e con il proprio corpo in modo semplice, discreto e rilassato. Giusto alla fine del mio racconto avviso che con il buio il parco di tinge di ombre più scure e non è particolarmente sicuro restarci.
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