Il falso naturismo che puzza di privé
Scritto da: CoppiaNaturisti |
Data: 05/05/2026
Il termine "naturismo" è diventato ormai il paravento preferito di chi gestisce attività che con la filosofia del nudo non hanno nulla a che spartire. È in atto un parassitismo semantico odioso: locali che sono a tutti gli effetti dei privé, club per scambisti o centri di "relazioni libere" abusano di un’etichetta nobile per vendere un prodotto puramente sessualizzato.
Il vero naturismo è armonia con l’ambiente, è il corpo liberato dalle convenzioni, praticato da famiglie e persone di ogni età in spazi solari. Nei finti circoli naturisti, invece, l’atmosfera è torbida: luci soffuse, divieti d'ingresso per uomini soli (a meno che non paghino dazi doganali etichettati come "tessere"), e una nudità che non è mai naturale, ma sempre esibizionistica e ammiccante.
Questa confusione deliberata non è un innocuo errore di marketing, ma un danno d'immagine incalcolabile per chi vive la nudità come scelta etica. Spacciare per "oasi naturale" quello che è soltanto un bordello travestito significa ingannare il pubblico e ridicolizzare decenni di battaglie sociali. È tempo di chiamare le cose con il loro nome: se l'obiettivo è il sesso di gruppo o il voyeurismo, lasciate in pace la parola naturismo. Il nudo filosofico cerca la luce, il vostro business cerca solo l'ombra delle zone relax.
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