Il Naturismo dei Sogni (e l'Incubo della Realtà): Risposta a un Idealista con la Testa tra le Nuvole
Scritto da: CoppiaNaturisti |
Data: 11/05/2026
È tutto molto poetico, davvero, sembra quasi di sentire il profumo della lavanda e il frinire delle cicale mentre si legge questa difesa del "naturismo della cultura", ma scendiamo un attimo dall’iperuranio e proviamo a camminare a piedi nudi sulla ghiaia della realtà. L’idea che il "buon senso" possa sostituire un regolamento è la più grande utopia mai partorita da chi, probabilmente, non ha mai dovuto gestire un tizio che scambia una spiaggia protetta per il set di un film porno o che pensa che "libertà" significhi piantare l'ombrellone sopra il tuo asciugamano perché si sente in "armonia con lo spazio". Il buon senso, purtroppo, è come il mostro di Loch Ness: tutti ne parlano, ma nessuno lo vede mai davvero in azione quando serve, specialmente quando la "sensibilità civica" dovrebbe frenare l'arroganza del singolo. Affidarsi alla cultura che "educa" invece che alla norma che "impone" è un esercizio di ottimismo che sfiora l’incoscienza, perché presuppone che il genere umano, una volta nudo, subisca una mutazione genetica istantanea che lo trasforma da cafone a filosofo stoico. Chiamare "gendarmeria" o "follia burocratica" il semplice fatto di stabilire dei confini chiari è un trucchetto retorico un po' infantile: serve a far sentire "libero e ribelle" chi non ha voglia di accettare che la propria libertà finisce esattamente dove inizia quella del vicino di sdraio. Le regole non sono nate per soffocare lo spirito o per spostare lo sguardo dal cielo al comma scritto in piccolo, ma per tenere a bada quegli esemplari di "homo sapiens" che, in assenza di un divieto esplicito, interpretano l’armonia con la natura come il diritto di fare i propri comodi a scapito della dignità altrui. Questa visione purista puzza di un elitismo fuori tempo massimo, come se il naturismo fosse un club per pochi eletti che hanno raggiunto l’illuminazione trascendentale, quando invece è un’esperienza che deve accogliere tutti, compresi i neofiti che hanno bisogno di coordinate chiare per non trasformare un'oasi di pace in un caos cafone. La verità è che chi sputa sulle regole di solito è il primo a invocare un "custode" non appena qualcuno calpesta il suo, di spazio. Quindi, continuiamo pure a sognare un mondo dove l’etica del rispetto piove dal cielo come rugiada mattutina, ma mentre aspettiamo che l’intera umanità evolva verso questo stato superiore dell’essere, forse è meglio tenersi stretto il regolamento all'ingresso: è l'unica cosa che impedisce alla tua "estetica dell'essere" di essere calpestata dal primo maleducato convinto di avere molto più "buon senso" di te.
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