L' insostenibile leggerezza degli abiti
Scritto da: MELAgodo |
Data: 01/05/2026
Il tempo cambia molte cose, cambia le persone ed alla fine ha cambiato anche me. Ci sono stati anni in cui desideravo un certo tipo di scarpa, magari il giubbotto che avevano tutti i miei amici e quel non poter essere uguale a tutti, mi isolava e un po' mi mortificava. A 30 o 40 anni, nel pieno dell' attività lavorativa, quando i weekend sono soltanto un ostacolo tra te ed il tuo desiderio di realizzazione economica, sogni e indossi giacche e cravatta, perché questo ti dà falsamente, o forse lo da solo a chi ti guarda, l' idea di essere vicino alla metà, di avercela fatta, di fare parte del dorato mondo dell' imprenditoria. Ti compri il sole 24 ore in edicola, perché ti fa sentire come un bambino che per la prima volta, viene ammesso a fare " discorsi da grandi". Poi arriva il terremoto dei 50 anni, quello in cui capisci che sono le persone a contare e non i soldi. Capisci che tu sei il centro dell' universo, che il benessere è un bene prezioso e spesso non lo si può acquistare. Arrivano i 50 anni e cominci a sentire il cappio che si stringe intorno al collo. È il tempo che passa, ma soprattutto quello che è già passato che hai irrimediabilmente perduto. Allora ricerchi la natura, fai un corso di yoga, di massaggio, impari a respirare a vedere oltre il semplice guardare, ad ascoltare il vento a farti scaldare dal sole. Non importa se non sei diventato ricco, importa solo che ci sei. Tu la musica, la natura, il sole, il mare. In questa nuova stagione della vita, è naturale che gli abiti diventino un orpello, un insostenibile fastidio, così ti spogli, dal giudizio, dal pregiudizio, dalla stoffa. Ai tuoi occhi non ci sono più corpi belli e corpi brutti, corpi in sovrappeso e corpi tonici, esiste soltanto la bellezza della libertà. Ogni persona nuda che incontri, è qualcuno che c'è l' ha fatta, che ha capito che la vita è un episodio irripetibile, un fatto maledettamente personale, dove il giudizio altrui è soltanto un vincolo sociale, l' ennesimo pezzo di stoffa che vorrebbe coprire la bellezza che siamo.
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