Se c’è una cosa che amo dell'esplorazione, è il brivido dell'ignoto. Dopo essere stato in altre due spiagge naturiste, la mia bussola personale mi ha spinto verso Rocca di Minerva. E lasciatemi dire una cosa: se il viaggio contasse più della meta, questo posto sarebbe da dieci e lode. Il sentiero per arrivarci è pura magia. Stretto, immerso nella natura incontaminata, con la macchia mediterranea che ti profuma i passi e scorci di mare da togliere il fiato. Un paradiso per gli amanti del trekking. Camminavo con l'hype a mille, pregustando già il momento in cui mi sarei liberato di tutto per godermi il sole e il mare in totale libertà. Poi, però, sono arrivato in spiaggia. E la bolla è scoppiata. Grandi aspettative, fredda realtà La prima cosa che noti? L'ombra. La maestosa rocca che rende il paesaggio così epico purtroppo fa il suo lavoro fin troppo bene: poco sole. La seconda cosa è la geografia "umana" del posto. La spiaggia si divide nettamente: a sinistra la zona frequentata dalla comunità gay, a destra un mix. Ma il vero problema, per me, è stato un altro: c’era più gente in costume che senza. Quando ti ritrovi in una spiaggia naturista e la maggioranza indossa il costume, scatta uno strano cortocircuito. Per non rischiare di passare per il "guardone" di turno (e sì, purtroppo qualcuno che fissava c'era), ho preferito lasciare il costume addosso. La delusione a quel punto ha preso il sopravvento. Niente bagno nudo, niente tintarella integrale. Persino le onde oggi sembravano d'accordo con il mood della giornata, consigliandomi di restare a riva. Alla fine, ho guardato il mare con un briciolo di amaro in bocca, senza nemmeno la voglia di tuffarmi vestito. Non tutto è da buttare: l'incontro della giornata Nonostante la mezza débâcle, c'è stato un lato positivo. A differenza di altre spiagge dove la presenza è quasi esclusivamente maschile, qui ho notato moltissime coppie. Ho iniziato a chiacchierare con una di loro, due ragazzi davvero simpatici. Anche loro erano in costume, ma mi hanno confessato di frequentare spesso la Rocca e di adorare il nudo quando la situazione lo permette. Insomma, non ero l'unico a essere rimasto "coperto" per via del contesto di oggi! Il verdetto Rocca di Minerva promossa a pieni voti per il viaggio e la natura selvaggia, ma rimandata a settembre per l'esperienza naturista. Ci tornerò? Forse sì, ma solo per il gusto del sentiero. E voi? Siete mai stati in una spiaggia che sulla carta sembrava un paradiso e poi vi ha lasciato l'amaro in bocca? Fatemelo sapere nei commenti!