Ingresso nel mondo naturista
Scritto da: Stenat2 |
Data: 01/08/2026
Decisa la destinazione e prenotato un paio di notti in un bungalow al villaggio Le Betulle sorge subito un piccolo problema...la biancheria da letto è disponibile per soggiorni di almeno tre notti, invece mi fermo solo per due.
Ora...trovare due lenzuola e una federa in casa non è un problema, la cosa difficile sta nel riuscire a infilarle nel bauletto della moto che già contiene un po' di alimentari, il necessario per l'igiene personale e il telo da spiaggia.
Fortunatamente un venditore tedesco scovato in rete mi recapita una coppia di valigie laterali e i relativi supporti in una settimana. Problema risolto.
Il giorno della partenza è un venerdì (capite l'astuzia? venerdì i torinesi partono in direzione sud per il mare, invece io viaggerò in direzione nord su un'autostrada deserta), mi alzo prima della sveglia con lo stesso spirito di un bimbo il giorno di Natale, e parto per la mia avventura.
In circa due ore e mezza il navigatore riesce, nonostante i miei ripetuti tentativi di perdermi, a depositarmi all’inizio della stradina che porta al campeggio: una strada sterrata in salita e con profondi solchi lasciati dall’acqua; purtroppo il mio scooterone non è assolutamente adatto al fuoristrada, è pesante, ha poco spazio sotto e la sella a 81 cm dal terreno. senza un fondo piatto è un attimo che mi sdraio.
Comunque ormai ci sono, incrocio le dita, metto la prima e prego che la frizione automatica non mi lasci “a piedi”. In qualche modo riesco non solo a raggiungere l’entrata ma addirittura a parcheggiare all’esterno su un terreno pieno di radici affioranti. Senza danni!!
Sapete quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino? Bene, è proprio così.
Fa un caldo infernale e i vestiti tecnici da motociclista, che tengono abbastanza fresco in movimento, si trasformano in un forno da fermo. Faccio per togliermi la giacca ma la maglietta leggera che ho messo sotto è letteralmente inzuppata.
Decido che è meglio patire il caldo che presentarmi come miss maglietta bagnata e mi dirigo in reception con il casco in mano. Arrivato sul posto noto che nel locale ci sono due ragazzi che parlano con qualcuno, verosimilmente un addetto del campeggio; non mi resta che aspettare fuori, sotto un sole infernale e con una giacca di cordura al cui interno ormai viaggio oltre i 40 gradi.
Per fortuna l’attesa dura poco e viene il mio turno di entrare.
La reception è una stanza di tre o quattro metri di lato con una voluminosa scrivania che ne occupa una larga parte, sulle pareti scaffali di libri e qualche fotografia.
Dietro la scrivania una signora completamente nuda mi chiede gentilmente i miei dati per la registrazione: mi sento come se mi avessero svegliato con uno schiaffo...improvvisamente mi accorgo che tutto quello che ho letto sul fatto di stare bene con il proprio corpo, sul naturismo come stile di vita eccetera non sono solo parole; c’è gente che lo fa sul serio.
E’ molto diverso dalla spiaggia naturista del Nido dell’Aquila, dove ognuno stava per conto suo. Qui c’è un’interazione diretta e ravvicinata senza la barriera dei vestiti e la signora non sembra nemmeno accorgersene.
Mi trattiene per una quindicina di minuti chiedendomi come ho iniziato il naturismo, se sono stato in altri posti e così via, poi mi spiega su una mappa come raggiungere il bungalow.
Seguendo le istruzioni riesco ad arrampicarmi in moto fino al punto indicato, parcheggio con un bel po’ di fatica sul terreno sconnesso, stacco le valigie laterali e mi avvio a coprire a piedi, completamente vestito e con 30 gradi all’ombra gli ultimi 20 metri. Vi lascio immaginare in che condizioni sono quando entro nella mia casetta, comunque disfo rapidamente i bagagli (per un campeggio naturista mi sono portato solo un paio di pantaloni corti e una maglietta, nel caso dovessi uscire) mi faccio una doccia veloce per tornare in parte umano, arraffo l’asciugamano, un libro e le chiavi senza nemmeno asciugarmi e mi fiondo in piscina dove riesco ad appropriarmi di un lettino.
Dopo 5 secondi sono in acqua, non esattamente fresca vista la stagione ma certamente meglio della ferocia del sole. Infatti dopo qualche minuto di immersione ricomincio a ragionare e mi accorgo che intorno a me ci sono una trentina di persone completamente nude: chi si tuffa, chi chiacchiera a bordo piscina o sui lettini, chi va e viene dal vicino bar portando birre e altri beni di prima necessità: insomma un luogo dove la vita è quella di sempre, solo che non ci sono vestiti.
Non so come, ma non sono affatto infastidito dal fatto di essere nudo in mezzo a una folla di estranei; dopo qualche minuto in acqua torno al lettino, apro l'ombrellore e con il progetto di stendermi realizzo che ho appoggiato le chiavi sul lettino e non ho un posto dove metterle. Niente tasche!
Guardandomi intorno vedo che non sono l'unico in questa situazione...molti arrivano solo con asciugamano e ciabatte. Dove mettono le chiavi?
A questo punto ho fatto la seconda importante scoperta nel mondo naturista: le chiavi non servono, nessuno ti ruba niente. Addirittura al bar mi chiedono solo il numero del bungalow dicendo che pagherò prima della partenza. In questo mondo la fiducia reciproca ha un ruolo importante e si estende a tutti gli aspetti della vita. Da quel momento non ho più portato le chiavi con me, semplicemente lasciavo la porta aperta.
Sono stati tre giorni fantastici: io mi alzo presto al mattino, quindi ero tra i primi a scendere in piscina sfruttando anche le ore più fresche in attesa che aprisse il bar per la colazione.
Nelle ore centrali della giornata tornavo al bungalow e mi piazzavo all'ombra degli alberi con il mio libro.
Sabato sera è stato organizzato un concerto con una band locale: non ho partecipato perché volevo partire domenica mattina col fresco ma mi hanno detto che è finito a tarda notte con un tuffo collettivo in piscina, così scopro che la piscina è agibile anche di notte; avevo già deciso di tornare e mi viene l'idea di un bagno notturno...sarà per la prossima volta.
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