Non serve un ultimo saluto per rendere omaggio a un maestro. Oggi voglio farlo io, a modo mio, a Francesco Guccini. Ci sono artisti che non hanno mai avuto bisogno di urlare per farsi sentire. Francesco Guccini è uno di questi. Uomo pacato, semplice, di osteria e di montagna, che ha saputo trattare i temi più grandi, la vita, la morte, la fede, il cambiamento, con il linguaggio di tutti i giorni. Per questo è sempre attuale. Per questo una canzone scritta nel 1967 come *Dio è morto* sembra scritta oggi, e lo sarà ancora per altre generazioni. È un inno alla volontà di cambiare. Non dice che tutto è finito. Dice che se qualcosa muore è perché noi lo lasciamo morire, e se risorge è perché noi scegliamo di farlo risorgere. Ho pensato di prenderla in prestito per noi, sostituendo una parola sola. **Il naturismo è morto.** Il naturismo è morto con l'esibizionismo. Il naturismo è morto con le pretese di fare ciò che si vuole, senza rispetto per gli altri. Il naturismo è morto con gli sguardi maliziosi. Il naturismo è morto con chi ti si sdraia a pochi centimetri, anche se c'è tutta la spiaggia libera. Il naturismo è morto con chi giudica a priori, senza conoscerti. Il naturismo è morto con chi accusa tanto per fare, solo per rumore. Il naturismo è morto con chi ti calunnia solo per uno status che hai scritto. Il naturismo è morto con chi ti critica perché mantieni le distanze, e confonde il tuo rispetto per freddezza. Il naturismo è morto nelle richieste di amicizia senza una parola, senza una presentazione, senza un minimo di conoscenza. Il naturismo è morto nella pretesa di un incontro senza essersi mai parlati. Il naturismo è morto nel voler tutti i dettagli tuoi, senza mai dire chi si è. L'ho visto morire anche io, qui dentro, nei nostri spazi virtuali prima ancora che in quelli fisici. **Ma il naturismo risorge.** Il naturismo risorge nelle associazioni che lottano tutti i giorni per i nostri diritti. Il naturismo risorge in chi pulisce le spiagge senza nulla in cambio. Il naturismo risorge in chi si fa promotore di eventi, di giornate, di pulizie, di incontri veri. Il naturismo risorge in chi ha il coraggio di allontanare i personaggi strani, dai luoghi fisici e da quelli virtuali, per proteggere tutti. Il naturismo risorge in chi accoglie chi è alla prima volta, imbarazzato, e gli fa sentire che va bene così. Il naturismo risorge in chi non chiede nulla, non pretende nulla, offre solo un saluto e rispetto per lo spazio altrui. Il naturismo risorge in chi continua a credere che la nudità sia semplicità, non vetrina. Come diceva Guccini, alla fine non è una condanna. È una responsabilità. Allora vi chiedo: dove lo avete visto morire voi? E soprattutto, dove lo avete visto ridorgere?