Da figlio tessile a padre nudista (conclusione)
Scritto da: Skull |
Data: 14/08/2026
Come ho raccontato nell'altra discussione, io e la madre di mio figlio non viviamo assieme. Lei non è nudista ma mi ha lasciato libero, fin da quando era piccolo, di mostrarmi a lui quando è da me e di portarlo con me nei luoghi nudisti, a un patto solo che non abbiamo mai messo in discussione, finché lui fosse sereno. Oggi quel patto ha un altro suono, perché la serenità a quindici anni non è più quella di prima. Devo dire che con mio figlio, su questo, siamo in un momento buono. Non ha problemi a vedermi nudo e non se ne fa troppi a farsi vedere lui. Non lo dico con orgoglio da sbandierare, lo dico con gratitudine, perché so che è una fiducia che si costruisce piano e che può cambiare da un giorno all'altro. E so anche che questa fiducia non è scontata fuori da casa nostra. Bella e vera è stata la parte che è emersa parlando dei suoi amici. Alcuni sanno che veniamo da una storia di nudismo, alcuni sono incuriositi, alcuni, mi ha detto, sono quasi invidiosi di un rapporto così libero con il padre. Invidiosi non del nudo in sé, ma dell'idea di poter stare l'uno davanti all'altro senza vergogna, senza dover recitare una parte. Questo mi ha fatto riflettere molto, perché quello che per me era naturalezza, per un quindicenne fuori diventa subito racconto sociale. Cosa dico, a chi lo dico, quanto mi espone. Ed è qui che si inserisce in modo pacato il discorso del corpo che cambia. Perché a quindici anni il corpo non è più lo stesso di un anno fa e non sarà lo stesso tra un anno. Si allunga, si allarga, cambia voce, postura, odore, confini. E con lui cambia anche il modo di abitarlo. Quello che prima era semplicemente stare, adesso è anche misurarsi. Le domande ovvie della crescita arrivano anche in una casa dove la nudità non è un tabù, solo arrivano con un tono diverso. Non sono più perché tu sei nudo e io no, ma sono domande di riconoscimento. È normale che mi stia cambiando così.
—È normale che a volte voglia stare nudo e a volte no, anche nello stesso giorno. È normale che con te mi senta tranquillo e con gli altri no. È normale che il mio corpo mi piaccia e a volte non mi piaccia per niente.—
Io ho imparato che non devo avere risposte pronte. Se rispondo subito con la mia filosofia sul corpo libero, rischio di chiudere uno spazio che invece ha bisogno di restare aperto. La cosa che funziona di più, da noi, è stare su un piano semplice, è così per tutti, ognuno ha i suoi tempi, e tu hai diritto di cambiare idea. Senza aggiungere spiegazioni sul suo corpo, senza commenti, anche affettuosi, su come sta diventando grande. A quell'età un complimento sul fisico, anche se ben intenzionato, può diventare un peso. Quello che mi ha aiutato ad assestarmi nelle varie fasi è stato capire che la nostra crescita è davvero a due. Io non sono fermo mentre lui cambia. Anch'io ho dovuto ricalibrare cosa significa per me mostrarmi. Da piccolo era un modo per dirgli non c'è nulla di strano. Ora che non ha problemi a vedermi e a farsi vedere, mostrarmi è diventato soprattutto un modo per dirgli non devi fare nulla per compiacermi. Se domani avesse bisogno di più riservatezza, anche solo per un periodo, la mia serenità non crollerebbe. E forse è questo che i suoi amici intuiscono e invidiano un po'. Non il fatto che padre e figlio possano stare nudi nella stessa casa, ma il fatto che ci sia un accordo implicito per cui il corpo non è mai un ricatto affettivo. Non devi mostrarti per dimostrare che ti fidi di me, non devi nasconderti per dimostrare che sei cresciuto. Puoi semplicemente stare come ti senti in quel momento, e io resto tuo padre allo stesso modo.
Lasciare aperta la porta delle domande ovvie, quelle che tutti i ragazzi si fanno, senza dare l'impressione di volerle provocare non è sempre immediato. Io per ora mi tengo stretto una cosa piccola, non commentare mai il suo corpo quando è nudo, commentare semmai come sta quando è vestito, arrabbiato, contento, stanco. Perché alla fine la libertà che mi ha concesso sua madre all'inizio, e che lui oggi rinnova a modo suo, non è la libertà di vederci nudi. È la libertà di sentirsi sereno, comunque scelga di abitare il suo corpo che cambia.
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