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RogerHawk
iNudistamico


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Città: Treviso


74 Messaggi

Inserito il - 29/01/2017 : 20:49:05  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

RogerHawk ha scritto:

*********** Senza paranoie, ma coscienti dell'importanza di cibo e nutrizione, soprattutto per l'impatto che ha sulla nostra salute e benessere in generale (sapersi alimentare significa anche buona autogestione delle proprie energie).

Paul Valery scriveva addirittura che nulla è più importante del mangiare, perchè "ciò che mangiamo è, alla fine, il nostro corpo, diventa noi stessi"


Intanto ti ringrazio per il contributo dato, interamente.
Ma mi pregio di sottolineare queste due frasi in particolare.

Ciò che distrugge oggi la vera salute, è la montagna di menzogne che vengono sparse secondo i vari intenti.... E soprattutto l'assurda battaglia che viene propinata con ogni forma per "ammazzare" un prodotto o valorizzarne un alto.
Cosi si ottengono solo benefici commerciali di chi vende, e nessun beneficio di chi consuma.

Si ottengono persone fissate che calcolano ogni singolo componente che ingurgitano, creando i paranoici ipocondriaci che per pensare e calcorare tutto, perdono quello che uno dei pochi piaceri della vita: mangiare (anche se in modo salutare).
E si ottengono persone che, stufi di tutte queste demonizzazioni, alla fine dicono un bel vaff... e addio ogni consiglio salutistico[...]

Un esempio per tutti. Cerchiamo di produrre da soli, se possibile, cerchiamo di mangiare sano, evitando gli eccessi, qualunque nome abbiano. Ma nemmeno fasciamoci la capoccia per ogni cagata che ci viene propinata... Altrimenti diventeremo solo malati di salute forzata, e non è un buon modo di vivere.






Sì, quoto queste considerazioni, verissimo che si può innestare una reazione di rigetto se si vuole imporre ipersalutismo calcolato al "grammo", davvero pesante e controproducente.

La guerra commerciale purtroppo esiste e se non ci si informa bene, invece di aiutare il consumatore, lo può confondere ed esasperare e la Rete in questo può essere buona o "cattiva maestra". Sì,il 'profano' cittadino può finire per mandare al diavolo tutto e tutti, equiparando bufale e importanti scoperte o conferme scientifiche utili.

E molto spesso può anche mancare la forza e il tempo per informarsi. Per compensare e riequilibrare la situazione è a mio avviso opportuno che i "consumatori" e le comunità, (virtuali e non), interessate, facciano network e si tengano un minimo aggiornate, in modo da non essere burattini inconsapevoli nelle mani del "libero mercato", dell'industria alimentare e del consumismo di massa.

Senz'ansia e ipocondrie appunto, l'accortezza della moderazione nelle quantità e della varietà e "rotazione" degli alimenti in una dieta equilibrata sono ancora validissimi riferimenti. Equilibrio,un minimo di cautela.

La saggezza alimentare credo stia nel contemperare le necessità e i benefici nutrizionali richiesti dal nostro corpo con un, almeno minimo ma costante, gusto o "piacere" di alimentarsi, senza che un amabile bisogno primario diventi un sacrificio sofferto per la sopravvivenza salutistica perfetta. Come se mangiare fosse un quotidiano funambolismo circense da applicare matematicamente previa laurea specialistica in scienze alimentari o sotto dettatura di un Dietologo

Questo proprio no,ma ritengo sia prudente e opportuno sapersi informare,così da alimentarsi bene e consapevolmente,serenamente,e se si è sani,anche con una certa,dosata, soddisfazione di palato. Questo,almeno per me, è il piacere della "buona tavola". :)






Modificato da - RogerHawk in data 29/01/2017 21:08:05
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RogerHawk
iNudistamico


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Inserito il - 29/01/2017 : 21:03:54  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
siman ha scritto:

Personalmente apprezzo tutte quelle associazioni che svolgono controlli e studi accurati su ciò che ci viene dato da mangiare.
Non sono un vegano ma convengo che sarebbe meglio (specialmente dopo una certa età) diminuire il consumo di carni e derivati come anche, appunto, controllare meglio gli ingredienti (tutti) delle confezioni di cibi già preparati o semipreparati.

C'è una cosa, tuttavia, che nessuno ha mai preso in considerazione e anzi, due:

1) La crisi economica ci...."obbliga" a cercare di risparmiare dove possibile, spesa alimentare inclusa.
2) Non tutti possono accedere al contadino vicino di casa che ci vende "le cose di una volta".
[....]






Rilievi corretti, li condivido, personalmente ho preso l'abitudine molto semplice di leggere bene le informazioni nutrizionali di quello che compro, non è una fatica eccessiva, oggi le etichette sono (e devono essere) chiare, molto esplicative.

Sulle carni, in particolare rosse, è molto opportuno e saggio ridurne il consumo, non solo per ragioni ambientali e di ecosostenibilità (anche nel nostro interesse) ma specialmente per chi ha una storia pregressa familiare di disturbi o patologie anche serie (tumorali) gastrointestinali.

Io personalmente poi non ho mai amato la carne, ho faticato solo un po'i primi mesi di tanti anni fa per eliminare completamente gli affettati. Vedendo poi cosa è emerso sul tema, per come vengono trattati gli animali in certi allevamenti intensivi e per come vengono salati e confezionati certi prosciutti, direi che è stata una scelta "etica" giusta e felicemente "premiata".
Sono vegetariano da ormai 20 anni e non mi faccio mancare saltuariamente vari piaceri di gola come il cioccolato, che a dosi moderate e sporadiche è persino benefico. (sia fondente che al latte, solido o spalmabile, come la Rigoni d'Asiago)

Modificato da - RogerHawk in data 29/01/2017 21:09:18
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a_fenice
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Inserito il - 29/01/2017 : 21:37:11  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Io vedo poco, e capisco ancora meno nelle limpidissime e microscopiche etichette dei componenti. Poi non sono ne un chimico ne uno specializzato in materia, e per quanto posso essere informato, non saprò mai cosa c'è dietro a tutto.
Quindi, un po per il piacere del palato, un po per tradizione, un po perchè di chimica ci vivo, e possibilmente non vorrei nutrirmici, se non in casi veramente sporadici, ricorro agli elementi naturali:
- maiale
- sale
- pepe
- aglio
- vino
- e come aggiunte extra, tracce di arancia, ove occorra.

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e se proprio necessario, note di
- finocchio
- limone
- noce moscata
- cannella
suddivisi nei relativi prodotti


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Nota bene: non ci sono tracce di conservanti, coloranti, additivi, ne residui di glutine, farine, latti, gamberetti, coccie di chissà cosa, oli di palma, di soia, di vattelapesca cacchio ci spremono dentro..... al massimo, se proprio sfuggito ai poveri e stanchi occhi, giusto un'improbabile setola.

E..... non è nemmeno carne rossa......






Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

Libero Pensatore - Stay hungry, stay foolish - Casa mia e cosa ci puoi trovare http://villafenice.blogspot.it
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Zeno
iNudistaffezionato

Zeno



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Inserito il - 30/01/2017 : 00:33:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Questo tread a distanza di tempo, continua sempre interessante. Aggiungo che arrivare alle domande che ci siamo posti qua è già un bel passo, penso che tutti dovrebbero essere informati e istruiti sulle cose base, quelle che mettono d'accordo ogni studioso ad ogni latitudine. Come avevo scritto sul forum, io farei una bella materia a scuola "Equilibrio psico-fisico", belle 3 o 4 ore a settimana, dove inserire ginnastica, scienze dell'alimentazione, educazione all'igiene personale, sessuologia, tecniche di rilassamento ...mi piacerebbe avere uno Stato che avesse premura di insegnare ai cittadini a conoscere meglio il proprio corpo e rispettarlo (sai che bel risparmio nel sistema sanitario!).

Detto questo, ho imparato a mangiar meglio anche mangiando più piano e collegando il mio stato post-pasto a quello che avevo ingerito. "Ho mangiato questo, com'è l'attività del mio cervello? com'è l'attività del corpo? come ho dormito dopo quella cena? ho bevuto tot bicchieri di vino, come mi sono svegliato? mangio questo con tale clima, ho più caldo, più freddo?". Magari per alcuni questo discorso è banale, per me tutt'altro e facendoci attenzione, alla fine mi dirigo naturalmente verso i cibi che mi fanno star meglio, senza aver l'impressione di rinunciare a qualcosa.

Ultimo esempio, le belle mangiate, quelle con tutte le prelibatezze della cucina italiana e con il buon vino, le ho dirottate tutte a pranzo (il classico pranzo domenicale!) e dormo molto meglio. Alla fine se mangi e dormi bene ...il più è fatto, basta muoversi un po'.
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a_fenice
iNudisti Staff - Amministratore a_fenice@inudisti.

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Inserito il - 30/01/2017 : 08:54:44  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ragionamenti affatto banali Zeno, ma che vengono per lo più quando hai "un'età"…
Cominci dal fatto che cominci a trovarti in tachicardia, e ti dico: forse è bene che calo qualche caffè.
Segui col fatto che di notte ti ritrovi a non digerire, le prime buste di antiacido, oppure ti fai gli incubi, sudi, dormi male; e allora devii carne o pasti pesanti al pranzo, e la cena stai naturalmente più leggero.
Idem per alcooli vari. Cacchio se esagero mi trovo dormiente, rimbambito, magari anche sotto ne risente. Ma lasciamo il bicchierozzo in più, l'amaro, il vino nobile al pranzo della domenica, come dici te, o all'uscita in disco o al pub con gli amici, e cerchiamo di essere meno rimbambiti che già diamo di nostro nel normale.

So tutte cose che a farle son da giovani porterebbero solo guadagno.




Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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siman
iNudistfedelissimo

siman


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Inserito il - 30/01/2017 : 12:57:47  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di siman  Rispondi Quotando
RogerHawk ha scritto:

siman ha scritto:

Personalmente apprezzo tutte quelle associazioni che svolgono controlli e studi accurati su ciò che ci viene dato da mangiare.
Non sono un vegano ma convengo che sarebbe meglio (specialmente dopo una certa età) diminuire il consumo di carni e derivati come anche, appunto, controllare meglio gli ingredienti (tutti) delle confezioni di cibi già preparati o semipreparati.

C'è una cosa, tuttavia, che nessuno ha mai preso in considerazione e anzi, due:

1) La crisi economica ci...."obbliga" a cercare di risparmiare dove possibile, spesa alimentare inclusa.
2) Non tutti possono accedere al contadino vicino di casa che ci vende "le cose di una volta".
[....]






Rilievi corretti, li condivido, personalmente ho preso l'abitudine molto semplice di leggere bene le informazioni nutrizionali di quello che compro, non è una fatica eccessiva, oggi le etichette sono (e devono essere) chiare, molto esplicative.

Sulle carni, in particolare rosse, è molto opportuno e saggio ridurne il consumo, non solo per ragioni ambientali e di ecosostenibilità (anche nel nostro interesse) ma specialmente per chi ha una storia pregressa familiare di disturbi o patologie anche serie (tumorali) gastrointestinali.

Io personalmente poi non ho mai amato la carne, ho faticato solo un po'i primi mesi di tanti anni fa per eliminare completamente gli affettati. Vedendo poi cosa è emerso sul tema, per come vengono trattati gli animali in certi allevamenti intensivi e per come vengono salati e confezionati certi prosciutti, direi che è stata una scelta "etica" giusta e felicemente "premiata".
Sono vegetariano da ormai 20 anni e non mi faccio mancare saltuariamente vari piaceri di gola come il cioccolato, che a dosi moderate e sporadiche è persino benefico. (sia fondente che al latte, solido o spalmabile, come la Rigoni d'Asiago)



Senza offesa e non rivolto espressamente a te (che sei vegetariano e perciò, suppongo, mangi derivati animali come uova, formaggi e soprattutto burro)...tutto questo bailamme sollevato da vegani sugli alimenti delle ditte che "li" danneggiano, mi lascia perplesso...

...a chi non mangia burro, latte, formaggio e si nutre solo di erbetta, frutta e di semi...che cazzo gliene frega di quello che mettono dentro ai cibi che contengono prodotti e/o derivati animali?

Quanto poi all'idea che bisognerebbe diventare tutti mangiatori di frutta, verdura e semenze...se mai dovesse accadere, dubito che i prezzi successivi di tutte le cibarie da orto e frutteto non lieviterebbero alle stelle.

Un conto sono i filosofeggiamenti, ben altro il cosiddetto "conto della serva" comprendendo in quest'ultimo anche la perdita di ricchezza all'economia nazionale portata dalle ditte "carnivore", dall'indotto e soprattutto delle famiglie che in tale ambito trovano occupazione.

E poi...quando leggo:
"basta olio di palma e si alle pesche e albicocche così si ferma la deforestazione...", mi scappa da ridere.
Non credo proprio sia scientificamente provato quella gente senza scrupoli che deforesta per le palme da olio, sia così imbranata da non deforestare per gli alberi da frutta e rimanere senza il loro business.

Io rimango dell'idea che senza allarmismi più o meno fanatici, ma con moderazione, si possa mangiare e bere di tutto (olio di palma, carne, formaggi, salumi e vino inclusi), magari stando attenti ai "tempi e occasioni" come dicono Zeno e Fenice, perciò, se per caso, invece che a 90 anni morirò a 89...pazienza.

Vivere da malato per morire sano non è, e non è mai stato, nelle mie corde.







UN FORUM E' COME UN'ORCHESTRA. MA FAR PARTE DI UN'ORCHESTRA NON SIGNIFICA SAPER COMPORRE UNA SINFONIA.

SII FELICE DA VIVO PERCHE' RIMARRAI MORTO PER UN BEL PEZZO

Semel in anno licet insanire




Modificato da - siman in data 30/01/2017 14:52:18
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RogerHawk
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Inserito il - 30/01/2017 : 19:06:10  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
siman ha scritto:

RogerHawk ha scritto:

siman ha scritto:

Personalmente apprezzo tutte quelle associazioni che svolgono controlli e studi accurati su ciò che ci viene dato da mangiare.
Non sono un vegano ma convengo che sarebbe meglio (specialmente dopo una certa età) diminuire il consumo di carni e derivati come anche, appunto, controllare meglio gli ingredienti (tutti) delle confezioni di cibi già preparati o semipreparati.

C'è una cosa, tuttavia, che nessuno ha mai preso in considerazione e anzi, due:

1) La crisi economica ci...."obbliga" a cercare di risparmiare dove possibile, spesa alimentare inclusa.
2) Non tutti possono accedere al contadino vicino di casa che ci vende "le cose di una volta".
[....]






Rilievi corretti, li condivido, personalmente ho preso l'abitudine molto semplice di leggere bene le informazioni nutrizionali di quello che compro, non è una fatica eccessiva, oggi le etichette sono (e devono essere) chiare, molto esplicative.

Sulle carni, in particolare rosse, è molto opportuno e saggio ridurne il consumo, non solo per ragioni ambientali e di ecosostenibilità (anche nel nostro interesse) ma specialmente per chi ha una storia pregressa familiare di disturbi o patologie anche serie (tumorali) gastrointestinali.

Io personalmente poi non ho mai amato la carne, ho faticato solo un po'i primi mesi di tanti anni fa per eliminare completamente gli affettati. Vedendo poi cosa è emerso sul tema, per come vengono trattati gli animali in certi allevamenti intensivi e per come vengono salati e confezionati certi prosciutti, direi che è stata una scelta "etica" giusta e felicemente "premiata".
Sono vegetariano da ormai 20 anni e non mi faccio mancare saltuariamente vari piaceri di gola come il cioccolato, che a dosi moderate e sporadiche è persino benefico. (sia fondente che al latte, solido o spalmabile, come la Rigoni d'Asiago)



Senza offesa e non rivolto espressamente a te (che sei vegetariano e perciò, suppongo, mangi derivati animali come uova, formaggi e soprattutto burro)...tutto questo bailamme sollevato da vegani sugli alimenti delle ditte che "li" danneggiano, mi lascia perplesso...
...a chi non mangia burro, latte, formaggio e si nutre solo di erbetta, frutta e di semi...che cazzo gliene frega di quello che mettono dentro ai cibi che contengono prodotti e/o derivati animali?
Quanto poi all'idea che bisognerebbe diventare tutti mangiatori di frutta, verdura e semenze...se mai dovesse accadere, dubito che i prezzi successivi di tutte le cibarie da orto e frutteto non lieviterebbero alle stelle.
Un conto sono i filosofeggiamenti, ben altro il cosiddetto "conto della serva" comprendendo in quest'ultimo anche la perdita di ricchezza all'economia nazionale portata dalle ditte "carnivore", dall'indotto e soprattutto delle famiglie che in tale ambito trovano occupazione.
E poi...quando leggo:
"basta olio di palma e si alle pesche e albicocche così si ferma la deforestazione...", mi scappa da ridere.
Non credo proprio sia scientificamente provato quella gente senza scrupoli che deforesta per le palme da olio, sia così imbranata da non deforestare per gli alberi da frutta e rimanere senza il loro business.

Io rimango dell'idea che senza allarmismi più o meno fanatici, ma con moderazione, si possa mangiare e bere di tutto (olio di palma, carne, formaggi, salumi e vino inclusi), magari stando attenti ai "tempi e occasioni" come dicono Zeno e Fenice, perciò, se per caso, invece che a 90 anni morirò a 89...pazienza.

Vivere da malato per morire sano non è, e non è mai stato, nelle mie corde.


HAi messo parecchia carne al fuoco, alternando argomenti parecchio diversi anche se certamente correlati

In linea generale, come avevo già specificato, sono d'accordissimo sulla conclusione, in riferimento alla moderazione, alla varietà, al sapersi autogestire e sull'evitare eccessi anche ideologici.

La dieta vegetariana è molto diversa e più completa della vegana. La dieta vegetariana è molto completa ed è ormai acclarato che apporta tutto quanto è necessario a livello nutrizionale ed è seguita da tantissimo tempo da una miriade di persone. La vegana è costretta ad evitare tantissimi cibi naturali,elimina ogni alimento di origine animale e non apporta così neanche la B12 (necessaria). Credo che i vegani attuino questa dieta esclusivamente o quasi per ragioni etiche.

Riguardo alle ricadute economiche e all'impatto ambientale, di studi online (seri, documentati) ce ne sono tanti, io ne ho letti alcuni, con calma, quando ho avuto tempo di farlo e ho trovato importanti conferme, scremando tutto ciò che è marketing, autopromozione, pubblicità e interpretazione distorta e commercialmente interessata.

Come scrivevo l'ideale è riferirsi, come accennava giustamente anche Zeno, a fonti autorevoli e informazioni scientifiche condivise largamente se non all'unanimità. Poi è certamente e sempre vero che occorre autocontrollo e consapevolezza del proprio corpo, dei suoi tempi, delle sue esigenze. Questo è fondamentale.

Io personalmente sono diventato vegetariano quasi spontaneamente, perchè è un'alimentazione che già prediligevo e che mi ha sempre mantenuto in forma e mi consente di minimizzare o almeno contenere l'impatto ambientale (azzerarlo è impossibile). Evito di comprare qualsiasi prodotto derivi da allevamenti intensivi.

Ed evito completamente i cibi confezionati con miliardi d'ingredienti, conservanti, additivi, coloranti, emulsionanti, ecc.
E seguo semplici e consolidate regole di buon senso nella conservazione e pulizia degli alimenti.





Modificato da - RogerHawk in data 30/01/2017 19:24:36
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RogerHawk
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Inserito il - 30/01/2017 : 19:22:40  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Zeno ha scritto:

Questo tread a distanza di tempo, continua sempre interessante. Aggiungo che arrivare alle domande che ci siamo posti qua è già un bel passo, penso che tutti dovrebbero essere informati e istruiti sulle cose base, quelle che mettono d'accordo ogni studioso ad ogni latitudine. Come avevo scritto sul forum, io farei una bella materia a scuola "Equilibrio psico-fisico", belle 3 o 4 ore a settimana, dove inserire ginnastica, scienze dell'alimentazione, educazione all'igiene personale, sessuologia, tecniche di rilassamento ...mi piacerebbe avere uno Stato che avesse premura di insegnare ai cittadini a conoscere meglio il proprio corpo e rispettarlo (sai che bel risparmio nel sistema sanitario!).

Detto questo, ho imparato a mangiar meglio anche mangiando più piano e collegando il mio stato post-pasto a quello che avevo ingerito.[...]Magari per alcuni questo discorso è banale, per me tutt'altro e facendoci attenzione, alla fine mi dirigo naturalmente verso i cibi che mi fanno star meglio, senza aver l'impressione di rinunciare a qualcosa.
[...]Alla fine se mangi e dormi bene ...il più è fatto, basta muoversi un po'.


Caro Zeno, considerazioni analoghe ai miei pensieri sul tema, sono fortemente in sintonia con le considerazioni quotate e altre già espresse e che ho sempre condiviso.

Giustissimo anche il mangiar PIANO e rilassati, favorisce anche la digestione e rende molto più piacevole un pasto.

Ovviamente d'accordo, come scrivevo anche prima, sull'informazione di base che ormai dovrebbe e potrebbe essere diffusa a tutti.

E' sicuramente problematica e a volte addirittura odiosa e spregevole la manipolazione che si fa dei dati per interessi mercantili, di puro commercio e profitto. Questo è un campo minato da evitare.

Anche io mi sono sempre diretto naturalmente verso i cibi che mi saziano, mi soddisfano ma mi fanno anche star meglio, più leggero, "carico" per affrontare la giornata, dormire bene.

L'attività fisica è sempre importantissima, fosse anche solo una passeggiata, solo che l'ideale sarebbe farla all'aperto in un ambiente pulito e dall'aria salubre.

In questo periodo dove abito io, in pianura padana, c'è molto smog e un inquinamento di PM10 in particolare, devastante. Speriamo arrivi presto vento e pioggia ad abbattere un po' queste polveri.
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RogerHawk
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Inserito il - 30/01/2017 : 19:30:04  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ritornando comunque in topic, l'olio di palma non è veleno ma se possibile è meglio ridurre al minimo il suo consumo, per tutte le ragioni esposte e altre che vengono ben segnalate in siti come il Fatto Alimentare che rimanda a fonti scientifiche molto chiare (e neutrali), riportando anche le voci "critiche".
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a_fenice
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Per gli amanti della salute

https://youtu.be/UVqY76BZoWg



Tutti sono abbligati a guardarlo..........

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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Zeno
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mizioeanto
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Inserito il - 02/02/2017 : 08:41:39  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mizioeanto  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

Per gli amanti della salute

https://youtu.be/UVqY76BZoWg

Tutti sono abbligati a guardarlo..........


il nostro profilo sul sito è:
http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=17814
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siman
iNudistfedelissimo

siman


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Inserito il - 02/02/2017 : 09:09:00  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di siman  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

Per gli amanti della salute

https://youtu.be/UVqY76BZoWg



Tutti sono abbligati a guardarlo..........




Ne sai una...
...meno del diavolo.




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a_fenice
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Inserito il - 02/02/2017 : 22:31:14  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
siman ha scritto:

a_fenice ha scritto:

Per gli amanti della salute

https://youtu.be/UVqY76BZoWg



Tutti sono abbligati a guardarlo..........




Ne sai una...
...meno del diavolo.





Per forza, visto che è tua …. È che quindi il diavolo sei te … ma forse … chissà… su qualche altro fronte potrei batterti




Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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siman
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siman


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Inserito il - 03/02/2017 : 11:52:12  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di siman  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:
… ma forse … chissà… su qualche altro fronte potrei batterti







Olimpiadi per esempio?







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Eroe
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Puma 4


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Inserito il - 09/02/2017 : 21:09:20  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La ricerca non è quasi mai neutrale ovvero bisognerebbe sapere chi l'ha finanziata e perché. Di conseguenza mi sembra ovvio che chi possiede grandi capitali, come per esempio le multinazionali, ha più possibilità di finanziare la ricerca ed i ricercatori, ipotizzo per la grande maggioranza, ci tengono a ricevere finanziamenti, a fare carriera ed ad avere uno stipendio sicuro. Ora se ci sono ricerche che vanno contro i grossi interessi economici capite perché, in linea generale, le ritengo più attendibili. Poi ci possono essere eccezioni ed altre finalità come in tutte le cose.

Per quanto riguarda l’energia è necessario investire nella ricerca sulle fonti alternative.
Per la spazzatura 2 esempi: http://www.youtube.com/watch?v=BUeVCjVn9ds
http://www.lastampa.it/2010/10/28/cultura/opinioni/buongiorno/virtuoso-fuori-luogo-34c41OaxKdIyzlqwhUrHDP/pagina.html
Iscritto A.N.AB. http://www.abruzzonaturista.it/index.php

Modificato da - Eroe in data 09/02/2017 21:09:45
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a_fenice
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Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono.


Anche se pure delle ricerche… parliamone!!!

Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc



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siman
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a_fenice ha scritto:

Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono.


Anche se pure delle ricerche… parliamone!!!

Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc






È inutile girarci intorno, come ho già detto precedentemente, è ovvio e umano che uno creda alla campana che suona la musica che lui preferisce.





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RogerHawk
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Eroe ha scritto:

La ricerca non è quasi mai neutrale ovvero bisognerebbe sapere chi l'ha finanziata e perché. Di conseguenza mi sembra ovvio che chi possiede grandi capitali, come per esempio le multinazionali, ha più possibilità di finanziare la ricerca ed i ricercatori, ipotizzo per la grande maggioranza, ci tengono a ricevere finanziamenti, a fare carriera ed ad avere uno stipendio sicuro. Ora se ci sono ricerche che vanno contro i grossi interessi economici capite perché, in linea generale, le ritengo più attendibili. Poi ci possono essere eccezioni ed altre finalità come in tutte le cose.


La ricerca scientifica vera, riconfermata peer-reviewed, è neutrale e attendibile, fino a che non venga eventualmente invalidata a sua volta con lo stesso metodo. E' ovviamente orientata,settoriale.

Inoltre è possibile sapere da chi è stata finanziata, da dove arrivano i dati statistici e ogni altra informazione, sono gli stessi ricercatori a doverlo pretendere per le dovute riconferme.

Naturalmente le ricerche finanziate da multinazionali 'alimentari' o farmaceutiche hanno certi precisi interessi, anche economici, il vero limite, se c'è scientificità, è appunto l'indirizzo della ricerca, che è sempre specialistica.

Se i risultati non sono loro "graditi", li devono accettare comunque, o commissionare nuovi studi, perseguire altre direzioni e rifinanziare altre ricerche. Che forniranno comunque altri dati teorici e sperimentali, potenzialmene utili.

Gli esiti attuali delle ricerche sull'idrogenazione e gli acidi grassi trans degli alimenti idrogenati non sono contestati da nessuna fonte autorevole,seria, qualificata e nemmeno da siti generalisti normali.

Lo stesso vale, ad esempio, per le criticità di un consumo eccessivo di grassi saturi o di certi valori di colesterolo (in part.,LDL) che va tenuto sotto controllo. Così come sono largamente noti i rischi dell'obesità e dell'ipertensione perchè predispongono allo sviluppo futuro di gravi patologie.
O le nocività del tabagismo e dell'alcolismo,ormai appurate.

Certo bisogna accettare le risultanze anche quando non piacciono, senza voler mai forzare la realtà alle proprie tesi o, tanto peggio, ai personali preconcetti. Questo è un prerequisito.


Modificato da - RogerHawk in data 11/02/2017 14:51:36
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Zeno
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Zeno



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Inserito il - 11/02/2017 : 21:42:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
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a_fenice
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Zeno ha scritto:

D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
già, studi accademici...peccato che quelli più "scandalistici" arrivano dalle università di vattelapesca, con target estero, non rintracciabile, per non dire della sequela dei nomi altisonanti .... perfettamente sconosciuti. Sembrano come quegli spot ameticani in cui appaiono decine di dottoroni che ti ammaliano con mille sproloqui di varia natura.
Tutto questo ovviamente pone ancora più sfiducia su tutto il sistema.

Come quando leggevo le ricerche di greenpeace sulle trivelle. Erano i primi a dire che trovavano qualcosa solo sui pali delle trivelle, sui mitili spazzini come le cozze, cioè accumuli di mesi se non anni si filtraggio delle acque. Quando poi si allontanavano un metro, non torvavano più nulla.

Altra cosa: come facciamo a sapere, a vagliare, a credere, se i metodi utilizzati sono validi, affidabili, se non poteva essere fatto di meglio, si più, di diverso, con risultati magari diametralmente opposti?
Certo di qualcuno tocca fidarsi.
Già, e di chi?
Di sicuro c'è del vero e più del vero, su tanti fattori: fumo, grassi trans, etc etc, ma vale davvero la pena di ammazzarsi nello stare bene basandosi su cose di cui nessuno ha certezze serie?
Perchè non ho certezze serie?
Perchè mi domando in primis: se una cosa fa male, perchè non viene vietata? E' tutto commercio e politica come per il fumo, per cui le sigarette rimangono perchè poi c'è troppa gente, monopolio in primis, che ci rimette? Come per i giochi di soldi, che prolificano nonostante la gente comincia ad ammazzarcisi per i debiti?
Forse.
Di secondo mi domando: ma l'industria di solito, quando sente soffiare un vento malevolo, cerca di porre rimedio da sola, prima di essere trascinata dentro. Vedi l'olio di palma. Perchè invece quasta insistenza feroce su cose ormai già conosciute?

Sere fa ero ad una cena. Portano una bottiglia di sorbetto confezionato. Cavolo, avranno fatto una crema? Assaggio, buono ma strano, sembrava si una crema, ma di quelle da spalmarsi addosso.
Curioso, trascinato da questi discorsi, son andato a leggere gli ingredienti.
L'unico elemento naturale era il 7% di succo di limone. Mi aspettavo qualche conservante, ovviamente, ma invece ho trovato un concentrato di chimica. Nemmeno il latte per la crema. IN più l'avvertenza ormai comune: potrebbero esserci tracce si pinco, pallo, pesce, etc etc

ok, morale: tra diffidenza dei predicatori, dei guaritori, dei propinatori di maialate, da chi dovrebbe proteggerti per mandato istituzionale, di chi fidarsi ancora?
Di quasi nessuno direi. Difendersi del tutto è impossibile.
Applicare le protezioni normali ancor di più: non sai cosa effettivamente fa male, cosa uccide, cosa ammala.

E ti domandi: ma 100 anni fa che succedeva? Come vivevano fino ad un secolo fa, quando l'industrializzazione era sconosciuta, quando la chimica si occupava di varichina e bombe?
Vivevano senza industria, mangiando le cose più varie e miscelate, e il più possibile autoprodotte.
Applicabile in tutto? No di sicuro, soprattutto per chi sta in città.
Ma rinunciare a ciò che è chimico, preconfezionato, non è difficile. Senza rivolgersi a quello che credo sia un falso BIO, stracaro, e cercare di stare il più possibile in linea con la tradizione sia il sistema più salutare in assoluto.
Poca carne in genere, molta verdura, ben lavata come minimo, mangiare poco, variato, senza tante menate e senza ammalarsi di autoprotezionismo, credo sia la tecnica il più possibile vicino ad un'idea di salute.

Poi.... speriamo che me la cavo.....




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Se l'unico modo per stare alla lontana da cibi spazzatura,(leggere ultima frase scritta da FENICE)di cui condivido,come mai stiamo ancora qui a parlare di ARTICOLI VARI?
Maaaaaaaaa..........
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maurobuio ha scritto:

Se l'unico modo per stare alla lontana da cibi spazzatura,(leggere ultima frase scritta da FENICE)di cui condivido,come mai stiamo ancora qui a parlare di ARTICOLI VARI?
Maaaaaaaaa..........



perchè non abbiamo di meglio da fare e ci passiamo il tempo




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ahahahah...... OK.
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ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive.


E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto ricc




Hai bisogno di aiuto? Scrivimi alla seguente mail: pieros_it@inudisti.it

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Modificato da - pieros_it in data 13/02/2017 23:40:38
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e dopo queste asserzioni, da domani su tutto torna l'olio di palma, soprattuto sui cibi destinati ai piccoli, e si farano un vanto di dire "CON OLIO DI PALMA"






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siman
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pieros_it ha scritto:

ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II

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L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive.


E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto ricc



Il fatto è che è più facile avere un seguito dicendo "fa male" piuttosto che un misero "non è peggio di altri".

Se pensiamo che ci sono persone che vorrebbero far togliere il premio nobel e la quarantina di lauree Honoris causa a Sabin...è tutto detto.

Se affermi che la ruota e il fuoco sono state invenzioni eccezionali non ti caga nessuno, ma se sciorini i numeri delle vittime di incidenti stradali e ferroviari e di quelli negli incendi, diventi un guru di primaria importanza e i link delle tue affermazioni verranno postati in ogni dove.





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Modificato da - siman in data 14/02/2017 09:17:15
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pieros_it ha scritto:

ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive.


E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto...


La "scienza" ha poco o nulla a che fare con un "convegno".Questo è un incontro dei tantissimi in cui emergono spunti, chiarimenti o rettifiche.

I risultati scientifici derivano da studi LUNGHI, peer-review, con fonti scientifiche, dati verificabili, esperimenti ripetibili e pubblicazioni autorevoli su riviste e siti qualificati, dove si valutano gli esiti comprovati e condivisi e le eventuali divergenze.

Questo esemplifica proprio quanto scrivevo in precedenza.

Da un convegno all'altro, a seconda dei relatori invitati e promotori vari, si enfatizzerà un aspetto o l'altro della questione, da una certa prospettiva rispetto a un'altra. O si offrirà una sintesi orientata.

Alcune informazioni quotate sono a dir poco fuorvianti e altre pura disinformazione.

L'olio di palma è un olio mediocre, ha troppi grassi saturi, gli alimenti industriali che lo contengono sono tantissimi (e ripeto che da qui è emerso il problema), i problemi ambientali che ha causato in passato sono pure molti e ampiamente documentati.

Non è un olio NOCIVO come tale, chi aveva fatto allarmismo(online enon) si appoggiava infatti su "convegni" e articoletti di segno opposto e pubblicazioni online depistanti e parziali.

Il problema che era stato denunciato in origine, correttamente, non era la sua tossicità tout court (che ribadisco, non esiste), ma la sua estrema diffusione, quasi onnicomprensiva nei prodotti alimentari industriali. E i problemi che ne potevano derivare.

Per questo una sua assunzione abbondante indiscriminata può essere molto poco salutare. Inoltre, fino a pochissimi anni fa, NON si conosceva la presenza specifica di quest'olio negli alimenti, perchè ricadeva nella dicitura generica degli "olii vegetali". Da qui era emersa una richiesta di trasparenza,sacrosanta, che ha portato a scoprirlo pressochè ovunque.

Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia
NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto".
Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...
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Inserito il - 14/02/2017 : 20:44:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
RogerHawk ha scritto:

RogerHawk ha scritto:

[quote]pieros_it ha scritto:

ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II

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L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive.


E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto...


La "scienza" ha poco o nulla a che fare con un "convegno".Questo è un incontro dei tantissimi in cui emergono spunti, chiarimenti o rettifiche.

I risultati scientifici derivano da studi LUNGHI, peer-review, con fonti scientifiche, dati verificabili, esperimenti ripetibili e pubblicazioni autorevoli su riviste e siti qualificati, dove si valutano gli esiti comprovati e condivisi e le eventuali divergenze.

Questo esemplifica proprio quanto scrivevo in precedenza. Un articolo sensazionalistico su un "incontro" programmato.

Da un convegno all'altro, a seconda dei relatori invitati e promotori vari, si enfatizzerà un aspetto o l'altro della questione, da una certa prospettiva rispetto a un'altra. O si offrirà una sintesi orientata.

Alcune informazioni quotate sono a dir poco fuorvianti e altre pura disinformazione.

L'olio di palma è un olio mediocre, ha troppi grassi saturi, gli alimenti industriali che lo contengono sono tantissimi (e ripeto che da qui è emersa la questione), i problemi ambientali che ha causato in passato sono pure molti e ampiamente documentati.

Non è un olio NOCIVO come tale, chi aveva fatto allarmismo(online enon) si appoggiava infatti su "convegni" e articoletti di segno opposto e pubblicazioni online depistanti e parziali.

Il problema che era stato denunciato in origine, correttamente, non era la sua tossicità tout court (che ribadisco, non esiste), ma la sua estrema diffusione, quasi onnicomprensiva nei prodotti alimentari industriali. E i problemi, anche seri, che ne potevano derivare.

Per questo una sua assunzione abbondante indiscriminata può essere molto poco salutare. Inoltre, fino a pochissimi anni fa, NON si conosceva la presenza specifica di quest'olio negli alimenti, perchè ricadeva nella dicitura generica degli "olii vegetali". Da qui era emersa una richiesta di trasparenza,sacrosanta, che ha portato a scoprirlo pressochè ovunque.

Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia
NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto". Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...
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Grazie molto bello leggerti

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RogerHawk ha scritto:


Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia
NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto".
Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...


perdonami ma non mi piace quando per avvalorare la propia tesi si discredita a prescindere chiunque dica cose opposte.....prima ti schieri contro quelli che fanno disinformazione e poi proprio tu definisci "nutrizionista" un professore dell'Istituto Superiore di sanità .....ti ricordo che l' Istituto Superiore di Sanità è il principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica in Italia....quindi non parliamo di "Totò e Peppino"....






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