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Eroe
iNudistfedelissimo

Puma 4

Regione: Abruzzo


2372 Messaggi

Inserito il - 20/02/2011 : 22:02:45  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Secondo qualcuno tentare di definire il naturista "ideale" è sbagliato io invece ritengo che sia utile perché solo così si capisce e distingue fra chi è naturista o tenta d'esserlo e chi sa solo mettersi nudo. Questo articolo parla di alimentazione naturista spiegandone i perché:
http://www.abruzzonaturista.it/component/content/article/34-informazioni/150-alimentazione-naturista-2.html?sms_ss=facebook&at_xt=4d616652d24c5f12%2C0

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inudisti



142 Messaggi

Inserito il - 17/04/2011 : 21:19:51  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
NOTA di MODERAZIONE: topic epurato da discussioni e liti a norma di regolamento. Si restituisce originale



Problemi, suggerimenti, proposte? Scrivi a moderazione@inudisti.it con tua email o tramite il modulo in home page del sito.
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Eroe
iNudistfedelissimo

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Regione: Abruzzo


2372 Messaggi

Inserito il - 17/04/2011 : 23:32:02  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Alimentazione Naturista (2)
ALIMENTAZIONE NATURISTA: ATTENTA ALL'AMBIENTE

Sicuramente alla maggior parte delle persone sfugge il fatto che nella nostra alimentazione c’è un forte impatto sull’ambiente. Mangiare consapevole aiuta a ridurre le emissioni di gas, mentre con lo stile di vita e di consumo che abbiamo, stiamo mettendo a rischio l'ambiente. Il settore alimentare contribuisce alle emissioni di ossido di carbonio nell’aria perché dalla terra del contadino il viaggio dei prodotti alimentari è lungo, a volte lunghissimo, sia in termini di distanze che di tempo. La trasformazione, la conservazione, il marketing, il trasporto, l’imballaggio, sono cosi impattanti che portano l’alimentazione umana a contribuire alle emissioni di gas serra per circa il 30% delle emissioni totali. Secondo la FAO, sarebbe sufficiente che nei paesi occidentali ci si privasse di un bistecca a settimana per liberare una quantità di cereali sufficiente per nutrire gli abitanti dell’intero pianeta. L’eccessivo utilizzo della carne oltre che ad avere effetti nocivi sulla salute, li ha anche sull’ambiente. La produzione di carne rappresenta il 9% del totale delle emissioni di CO2 del pianeta e il 18% dei gas a effetto serra. Inoltre l’allevamento è causa di degradazione del pianeta, deforestazione, desertificazione.

Per ogni chilo di carne bovina si consumano 10 kg di cereali, per ogni chilo di carne di maiale 5 kg di cereali, senza tenere conto del consumo d’acqua. Neanche il pesce se la cava bene, complice gli allevamenti intensivi nel sud est asiatico in particolare di gamberi, cha ha distrutto la barriera corallina e le foreste di mongrovie sul mare e trasformato i contadini coltivatori di cereali in allevatori di pesce. Inoltre il trasporto incide moltissimo sul prodotto nelle emissioni di CO2. Per esempio sulla frutta e la verdura, visto che in Italia abbiamo la consuetudine di importare verdura da ogni dove, come le carote dall’Africa del Sud, ananas dal Ghana, frutti di bosco dal Cile, pomodori dalle Canarie e dall’Olanda (!), per fare degli esempi. Si è calcolato che per ogni kg di Ananas si emettono un quantitativo pari a 5 kg di emissioni di CO2. Acquistiamo anche molta frutta come fragole, peperoni, pomodori che arrivano da Almeria in Spagna dove a causa dell’agricoltura intensiva, la zona e a rischio desertificazione.
L’acqua è la risorsa primaria e viene utilizzata sia per produrre alimenti che per produrre bevande. Ci vogliono da 4 a 10 litri d’acqua per produrre un litro di birra, da 3 a 9 litri per un litro di Coca Cola, per un litro di soda ci vogliono cinque litri d’acqua. Il succo di frutta ha provenienze diverse, ma un dato su tutti: il Brasile consuma 100 litri di petrolio per produrre una tonnellata di succo d’arancia. I succhi di frutta concentrati, disperdono acqua; prima tolgono acqua per concentrarli e poi li reidratano. L’acqua minerale invece è responsabile del maggior inquinamento da plastica di terra, fiumi, laghi e mare. Perché non impariamo a bere acqua del rubinetto? Un comportamento naturista insegna a consumare prodotti di stagione; frutta e verdura di stagione, acquistando prodotti che si coltivano nella nostra zona e in mancanza il più vicino possibile. Insegna a frequentare di più i mercati dei contadini o i piccoli negozi di biologico, riciclare quanto più possibile i contenitori, bere acqua del rubinetto. Infine se non mangiamo l’ananas di certo non moriremo, e le terre dove viene coltivato smetteranno di essere preda delle multinazionali, di rischiare la distruzione della loro biodiversità e le popolazioni di essere sfruttate in modo disumano. La ricchezza portata da colture intensive è sempre per pochi, pochissimi; mai per la gente locale. Da sole queste poche cose possono aiutarci a ridurre l'impatto sull'ambiente e muovere l'economia locale; diventare cioè un po’ più naturisti.
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Eroe
iNudistfedelissimo

Puma 4


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Inserito il - 17/04/2011 : 23:48:38  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
CONSUMI: ASPETTO ETICO

In un mondo dove pochi possono esercitare il Diritto Naturale alla caccia, alla pesca ed alla coltivazione per uso diretto, non possiamo non tenere conto che ogni nostra azione quotidiana si trasforma in consumi. Ogni nostro consumo, proprio perché non si attua nell’utilizzo di risorse strettamente locali auto-rigeneranti, diventa impattante per la natura, la terra e gli altri esseri viventi. Dato per scontato, quindi, che una volta che ci siamo fatti l’orto, abbiamo tagliato la legna del bosco rispettando le quantità di riproduzione, abbiamo catturato la selvaggina a disposizione e allevato 4 galline, tutto il resto dei nostri consumi è impattante (produzione, energia usata, imballaggi, trasporti ed infine rifiuti). Risulta quindi importantissimo esercitare l’unico diritto che ci resta: il voto a mezzo acquisti. Se compriamo all’Esselunga votiamo Caprotti e il suo libro demenziale “Falce e Carrello”; se compriamo alla COOP votiamo il sistema cooperativistico, spesso assistenzialista; se compriamo nei mass-market votiamo lo sfruttamento dei dipendenti a basso stipendio. Un bel dilemma dunque. Non esisterà qualcosa di veramente alternativo alle aziende, che in un modo o nell’altro, indossando gli abiti del lupo o della pecorella smarrita, stanno però di fatto alle regole del sistema capitalistico? A dire il vero esiste, anche se in Italia sono realtà molto marginali. Ma perché dunque non smettere di votare sempre per i soliti (ig)noti e iniziare a votare per realtà che vogliono farsi conoscere? Anzi, che si fanno conoscere di persona, che se vuoi puoi andarli a trovare, e che se non puoi andare a trovarli puoi sapere di loro tutto: i dettagli del loro progetto di vita, di produzione, di comunità, di filosofia. Il consiglio preciso è quindi il seguente: sposta almeno il 30% mensile dei tuoi consumi verso realtà etiche Italiane. Ribadiamo: Italiane. Il modo migliore per aiutare l’Africa o il Sud America è diminuire il nostro impatto sull’ambiente e cioè diminuire i consumi (trasporti, energia, servizi, prodotti esteri) dato che ogni prodotto ruba da loro le materie prime necessarie; nessun “missionario esterofilo” o “consumatore esterofilo” è necessario allo scopo di riequilibrare il divario di benessere a disposizione tra nord e sud del mondo. Anzi la salvezza del sud inizia nel momento in cui il nord smette di prosciugare tutte le riserve e le materie prime per poi lavarsi la coscienza spedendo soldi o cibi scaduti (altri nostri rifiuti) con missioni umanitarie improponibili; inutili perché insegnano alle popolazioni tutto il peggio dell’occidente. E’ meglio acquistare presso importatori del mercato equosolidale estero solo quanto non è producibile in Italia, come cacao, caffè, zucchero di canna, per fare degli esempi. Ma se esiste l’alternativa italiana, o ancora meglio locale, è nettamente da preferire.

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Eroe
iNudistfedelissimo

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Inserito il - 17/04/2011 : 23:50:32  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
REALTA' ETICHE IN ITALIA: DOVE COMPRARE?

Negli ultimi anni stanno nascendo aziende naturali e/o biologiche che producono in Italia e vendono direttamente senza intermediari e che hanno come plus imprescindibile la realizzazione, nei loro obiettivi, di significativi progetti, garantiti dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni e Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale, sono realtà che sostengono progetti etici, spirituali, sociali, originali e alternativi. Puoi contribuire a farle crescere destinando i tuoi acquisti a loro invece che alle multinazionali ed ai commercianti spregiudicati. Prendi il tuo biglietto della spesa e verifica se i prodotti/servizi che acquisti normalmente da iper e super mercati, commercianti e aziende non etiche, sono disponibili presso queste realtà. Scegli partendo da quelle più vicine alla tua abitazione, per poi man mano allontanarti, se non ne trovi vicine a te. Puoi andare a ritirare i prodotti/servizi direttamente da loro (previa telefonata), se ti è comodo, oppure riceverli per posta o corriere direttamente a casa tua. Questa è una rete dove anche chi fornisce servizi/beni è a sua volta cliente di altre realtà facenti parte della stessa rete, al fine di sostenere l’economia della rete stessa. A tutti i consumatori chiediamo di spostare consapevolmente i loro consumi verso queste realtà che oltre a garantire prodotti biologici e servizi ad alto contenuto umano, sostengono progetti o realtà dove si realizza un mondo migliore da subito. Mettiti in contatto diretto e inizia il nuovo corso dei tuoi acquisti e dei tuoi consumi. Anche questa è Alimentazione Naturista.

Articolo redatto da "Benessere Naturista.it"
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casper
iNudistospite

Prov.: Roma


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Inserito il - 18/04/2011 : 00:46:23  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
le bistecche non vanno mangiate perchè emettono gas: più o meno di ceci e fagioli? Parliamone.
Gli ananas non vanno comprati perchè si usano i trasporti per farli venire. Il buffo è che anni fa han lottato per far smettere a quei contadini di produrre cannabis e cocaina, a trasformare quei campi in coltivazioni di frutta. Giusto, smettiamo di comprare ananas, loro riprenderanno a produrre coca, e cosi compreremo quella, e saremo tutti molto più felici e .. sessualmente attivi.
Non compriamo all'esselunga perchè, ne alla Coop perchè, ma solo ai biologici. Buona la proposta del contadino, per chi vive in campagna, ma chi vive in città come milano o simili, cioè una buona percentuale italiana? si fa 100 km per andare dal medesimo? Per cui non un camion inquinante che porta tutto a casa, ma mille, milioni di auto alimentate ad aria che vanno in campagna a prendere i fagiolini.
Oppure, l'ottima alternativa di comprare appunto equo solidale. Messo e non concesso che sia un sistema valido, dato però il dato di fatto che un fagiolino alla coop costa uno, e all'equo costa 5, a quando gli aumenti di stipendio per far fronte alla nuova spesa, tenendo conto che la maggioranza dei vegetali non puoi nemmeno congelarli, e dunque aumentano anche i viaggi pro natura, quanto gas si emette, e al fatto che se rinunci ad una bistecca, poi devi comprare alternativamente carote, zucchine e simili?

L'acqua del rubinetto. Su questo hai ragione da vendere, per chi abita nella di cui prima campagna. Ma chi abita in città, con acquedotti del tempo dei romani, che quando va bene viene terra, quando va meglio viene varichina, ben miscelata con piombi, atrazina, nonchè liquami delle relative fogne, atrettanto distrutte e ben miscelate caon la cosiddetta acqua potabile, dimmi te chi se la beve. E' già tanto che ancora si prova a usare per lavare corpo e panni.
Però una soluzione ci sarebbe...beviamo vino, quello dovrebbe esserci all'equo solidale.
Belli i progetti e i...sogni. Certo sbattono un po con la realtà dei fatti, ma sognare non fa male a nessuno.
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Eroe
iNudistfedelissimo

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Inserito il - 18/04/2011 : 02:14:16  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Io ho solo fatto copia ed incolla di un articolo che comunque ha il merito di di far riflettere su quello che mangiamo ed acquistiamo. Per quanto riguarda ceci e fagioli tieni presente che per un chilo di carne che si mangia servono da 5 a 10 kg di cereali per farla crescere per cui mangiando direttamente cereali e legumi si produce complessivamente molto meno inquinamento sopratutto se si tengono presente i mega allevamenti ove le deiezioni, invece di essere concime naturale, diventano liquami tossici. Non sarà la scelta di una minoranza a far fallire chi produce ananas che comunque non sono i contadini tradizionali ma coltivazioni estensive fatte da multinazionali che sottopagano e non rispettano i contadini che lavorano per loro e in un documentario che ho visto anni fa si denunciava che in centro america, per motivi di risparmio, irroravano i campi, con gli aerei, di antiparassitari mentre i contadini lavoravano.
Volendo realmente aiutare contadini ed artigiani di quei luoghi è meglio fare acquisti presso i negozi equo solidali.

Modificato da - Eroe in data 18/04/2011 02:22:27
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Eroe
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Inserito il - 30/08/2011 : 13:56:16  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://www.disinformazione.it/necrofagia.htm

Anni ‘20. Com’erano moderni quei naturisti contro la "necrofagìa”


Nico Valerio - http://nicovalerio.blogspot.com/

Spulciando nella propria biblioteca si fanno scoperte curiose. Ho trovato un malandato opuscolo del 1927 che rivela il buon livello che la cultura naturista o igienista (ma loro giustamente si definivano "naturisti") aveva in Italia in quegli anni. Ci sono medici, anche specialisti e docenti, divulgatori, giornalisti entusiasti. Il naturismo mette al primo posto correttamente la "questione alimentare", secondo la tradizione del cibo semplice, che però è anche medicina, che da Ippocrate passa per il dottor Carton (e gli altri terapeuti ippocratici) e arriva ai giorni nostri. Ma con una precisa scelta vegetariana, e in alcuni autori addirittura fruttivora o veganiana. Il rapporto con l'ambiente e gli animali è strettissimo: sorprendono le motivazioni circostanziate, molto simili a quelle odierne, 80 anni dopo.
Ma la preziosa rivista, diretta dal prof. Fortunato Peitavino, offre squarci di vita culturale e scientifica che vanno ben al di là del contenuto degli articoli.
Eloquente la pubblicità: ristoranti vegetariani di ottimo livello e prezzi modici (come quello di Torino, della signora Pissarreff, vedova Bocca, in Corso Vittorio Emanuele 41 ("Scelto e variato servizio, cucina esclusivamente vegetariana"). Molti gli studi medici collegati o raccomandati, gestiti da sanitari vegetariani o addirittura propagandisti del naturismo salutista e vegetariano. Un collegamento che oggi, per ipocrite "norme deontologiche", è difficilissima se non impossibile da trovare sulle riviste del settore.
E ancora: "E' uscito in seconda edizione Il Vegetarismo, [manuale] di Nigro Licò, a lire 1,50 la copia". Doveva essere lo pseudonimo d'un medico, probabilmente il prof. Nicola Grillo, di Chiavari.
Colpisce il trafiletto "Naturoterapia" [oh, finalmente il termine corretto: nel '27 non erano così ignoranti come nel 2000, quando si ciancia, anche nei testi di legge, di "naturopatia", cioè letteralmente...malattia naturale], trattato completo dell'antica Scienza della Salute, per la quale tutti possono arrivare ad essere Medici di se stessi e degli altri. Di Juan Angelatz y Albornia].
E com'erano aggiornati e internazionali. In apertura, a pagina 3 vi si riferisce dell'importante Congresso vegetariano di Londra, a cui parteciparono vegetariani di 14 Paesi, dalla Danimarca all'America del Sud. Tra l'altro si sostiene che in Italia, nel lontano 1927, i vegetariani erano moltissimi, paragonabili a quelli delle nazioni d'Europa più progredite. "Il numero dei simpatizzanti a questo regime è superiore a quello delle Nazioni predette; essendo però essi dispersi, non possono unirsi per manifestare le loro nobili idee": Insomma, al solito, il difetto italico di organizzazione e di associazionismo.
Dal fascicolo riporto l'articolo sulle ragioni etiche del "vegetarismo" (non "vegetarianesimo", meno male). Il titolo è originale, il sottotitolo-sommario è una mia aggiunta. (Nico Valerio)






Per quanto riguarda l’energia è necessario investire nella ricerca sulle fonti alternative.
Per la spazzatura 2 esempi: http://www.youtube.com/watch?v=BUeVCjVn9ds
http://www.lastampa.it/2010/10/28/cultura/opinioni/buongiorno/virtuoso-fuori-luogo-34c41OaxKdIyzlqwhUrHDP/pagina.html
Iscritto A.N.AB. http://www.abruzzonaturista.it/index.php
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Eroe
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Inserito il - 30/08/2011 : 13:57:44  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La Necrofagìa

"La carne? Diffonde le malattie.


E gli amici degli animali siano coerenti: diventino vegetariani"
di Nigro Licò in Salute-Longevità, anno I, n.3, 30 maggio 1927
"Organo per la divulgazione scientifica della scienza del ben vivere"


La questione del vegetarismo può essere considerata da diversi punti di vista, i quali però nel complesso si riducono a due principali: quello dell'igiene e quello della morale. Ora io tratterò del lato morale, prescindendo perciò dal fatto, ormai dimostrato, che il regime vegetariano è altrettanto adatto alla conservazione dell'individuo normale e alla cura dell'anormale, quanto è disadatto il regime carneo. Intendo spiegare che il regime vegetariano vale anche a preservare il regno animale da un cumulo di sofferenze e di vere torture, che l'uomo gli infligge per farne suo cibo.
Richiamo dunque la principale attenzione sul tatto della necrofagia e della crudeltà ch'esso implica; pel quale scopo. riporto qui tradotto un articolo che fu stampato nel periodico dì Mulhouse, "L'ami des animaux", annata 1925, n. 6 e 7.

Dice quell'anonimo articolista:
"Tutte le sofferenze inflitte al mondo animale mediante la vivisezione, le corride, l'ammaestramento, la caccia, il commercio delle pelliccia, il lavoro, messe in ano dei piatti della bilancia, sarebbero come una pagliuzza relativamente alla massa terribile dal dolore causato dall'alimentazione carnea.
"Al pascolo e nella stalla, buoi, montoni e vitelli ricevono già numerosi maltrattamenti, bastonate, o morsicature di cani stimolati dai pastori e dai boari. Allorchè bisogna abbandonare il prato nativo per andare in città, sulle banchine delle stazioni, alla cinta daziaria, quei cattivi trattamenti si raddoppiano, occasionati dallo spiegabile spavento delle povere bestie, le quali non avanzano che a colpi di randello e di nervo di bue.....
Poi cominciano gli orrori del viaggio. Per ore e per giorni le bestie sono ammucchiate in vagoni, o, peggio, nelle stive di navi in cui, sballottate, urtate, soffrono crudelmente la sete ed il caldo in estate, il freddo nell'inverno. Molte hanno le membra rotte e ricevono colpi di piedi dalle loro compagne di sventura. All'arrivo delle navi da trasporto per bestiame, si trova sempre un buon numero d'animali morti in condizioni miserevoli. Chi non ha sentito stringersi il cuore nell'udire i dolorosi muggiti che escono dai vagoni-bestiame lasciati per lunghe ore in pieno sole lungo le linee ferroviarie?

"Arrivati nelle città è peggio ancora. Lo sbarco è un'altra tappa atroce che percorrono i disgraziati animali commestibili, calvario che raggiungerà il suo apice negli ammazzatoi in cui le povere vittime della ghiottoneria e dell'ignoranza umana saranno sacrificate in un luogo sudicio e ripugnante, nel mezzo di violenze e crudeltà ancora più brutali, le ultime tuttavia. Sembra che solo nella morte i nostri umili e disgraziati servitori trovino l'estremo rifugio contro la brutale ferocia dell'uomo.
La somma delle sofferenze cagionate agli animali coll'alimentazione carnea è terribile. Mentre in tutta l'Europa si trovano solo alcune dozzine d'infermi di vivisezione e poche centinaia d'arene spagnuole e di circhi, si contano a migliaia i mattatoi e a milioni le loro vittime. Ecco la grande, la principale sorgente della sofferenza animale. Ed essa ha questo di specialmente tragico: che é ignorata. Solo nelle stazioni lontane, nei quartieri remoti, l'umanità, che sacrifica gli animali alla sua gastronomia, compie il suo basso lavoro, lungi dal pubblico. Le brave persone, la cui anima sensibile soffre vedendo un carrettiere che dà un colpo di frusta ad un cavallo e che proteggerebbero gli animali dai maltrattamenti, mangiano impavide la loro cotoletta o bistecca, senza che niente evochi in esse le sofferenze che hanno preceduto ed accompagnato lo strozzamento, il colpo di mazza delle disgraziate vittime della loro alimentazione.

"Quand'anche si ammetta necessario di mangiare della carne per vivere, si potrebbe a rigore rassegnarsi, colla morte nell'anima, come è voluto dalle abitudini alimentari, ad uccidere gli animali per mangiarli, circondando però gli ultimi istanti delle nostre vittime colle massime cure e col maggior sollievo possibile.
Ma ciò è inutile. "Per fortuna l'uomo non é condannato a nutrirsi dei sangue, della carne e del grasso degli animali. Egli può vivere, e vivere assai bere, coi frutti della terra. Centinaia. di milioni di vegetariani, in tutti i paesi e in tutti i tempi, l'hanno provato più che a sufficienza, mediante l'esempio, il quale annienta tutte le discussioni e le ipotesi sulla possibilità od impossibilità di vivere senza carne.
Non soltanto è possibile di vivere senza carne, ma ciò é necessario se si vuole rafforzare la propria salute ed evitare i reumi, l'appendicite ed il cancro, queste piaghe del mondo moderno.
La loro recrudescenza infatti é dovuta alla generalizzazione dell'alimento carneo che gli igienisti ed i medici, impressionati dai suoi pericoli, cominciano a combattere.
Dal punto di vista personale ed igienico, l'uomo ha dunque interesse a cessare di mangiar carne, la quale è la causa della maggior parte delle malattie di cui soffre. Dal punto di vista morale, è quello un dovere, giacchè in tal modo egli eviterà di causare le sofferenze e la morte degli animali, che sono ora sacrificati ogni giorno, affatto inutilmente, alla sua ghiottoneria.

Divenendo Vegetariano e frugivoro, egli troverà in un'alimentazione sana, abbondante e piacevole, di legumi, di noci, di cereali, di frutti, la forza e la salute del corpo, la chiarezza e la libertà della mente, nel tempo stesso ch'egli farà la pace cogli animali.
Da più di un secolo i filantropi, gli animi buoni, hanno tentato di alleviare gli orrori della guerra, di umanizzarla. Si é visto dal 1814 al 1918 fino a qual punto vi siano riusciti.
Pretendere di umanizzare la guerra, è quanto darsi a un gramo e truce scherzo. Bisogna sopprimerla. Lo stesso si deve dire per l'uccisione degli animali. Gli amici degli animali, se sono logici, se sono coerenti, se vanno al fondo dei fatti, devono voler sopprimere i mattatoi, col cessare di mangiare carne e non col tentar di umanizzarli. Questo, d'altronde, sarebbe vano, giacché l'alimentazione carnea implica ineluttabilmente la sofferenza. Infatti, quand'anche si giungesse ad anestetizzare gli animali prima di sacrificarli, bisognerebbe pur sempre portarli a destinazione, ed è il loro trasporto ciò che li fa soffrire di più. Cosicchè il voler sopprimere le sofferenze degli animali e continuar a mangiare carne strappata ai loro cadaveri ancora palpitanti, é altrettanto ridicolo quanto il voler empire la botte delle Danaidi. Se i protettori sono sinceri, diventino vegetariani.
Essi avranno le mani pure da ogni sangue animale, nel tempo stesso che saranno più sani e più lieti, vivendo nella dolcezza e nella pace, in armonia colla vita universale".

www.disinformazione.it

Modificato da - Eroe in data 30/08/2011 13:58:19
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Eroe
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Inserito il - 19/01/2012 : 13:23:12  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://it.notizie.yahoo.com/tumore-seno-ricerca-parabene.html
Tumore al seno, una ricerca evidenzia la presenza di parabene nel 99% dei casi
Una nuova ricerca condotta su 160 donne ha riscontrato la presenza di questa sostanza contenuta in cosmetici, medicine e alcuni alimentari nel 99% dei casi ... segue

Sostanza contenuta anche negli alimenti ...
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Eroe
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Regione: Abruzzo


2372 Messaggi

Inserito il - 19/01/2012 : 13:24:57  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://it.notizie.yahoo.com/cancro-pancreas-salsiccia-dieta.html
Una salsiccia al giorno può causare il cancro
Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Cancer il consumo di carne processata aumenterebbe considerevolmente il rischio di contrarre il cancro ... segue

Per quanto riguarda l’energia è necessario investire nella ricerca sulle fonti alternative.
Per la spazzatura 2 esempi: http://www.youtube.com/watch?v=BUeVCjVn9ds
http://www.lastampa.it/2010/10/28/cultura/opinioni/buongiorno/virtuoso-fuori-luogo-34c41OaxKdIyzlqwhUrHDP/pagina.html
Iscritto A.N.AB. http://www.abruzzonaturista.it/index.php
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Andrea vi
iNudistfedelissimo

husky


Regione: Italy


1687 Messaggi

Inserito il - 19/01/2012 : 19:04:13  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Andrea vi  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Andrea vi  Rispondi Quotando
la questione della carne sta nel fatto che ora che passa tutto l'intestino i normali processi di decomposizione vanno avanti creando un'ossidazione all'interno dell'intestino stesso,quindi oltre a limitare la carne sarebbe buona norma accompagnarla con grande dose di vegetali dall'effetto antiossidante;il problema sta nel nostro intestino che è molto più lungo che nei carnivori per cui la carne fa a tempo a putrefarsi prima di essere digerita(o cagata)

life is like yoyo,luck is just a given up go! go!
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ligo
iNudistfedele


Regione: Piemonte


801 Messaggi

Inserito il - 24/02/2012 : 12:18:36  Mostra Profilo Invia a ligo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Interessante dibattito, l'unico rischio però, è di cadere in una visione "integralista" del naturismo.
Penso che ogniuno abbia il suo approccio e le sue motivazioni.

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Eroe
iNudistfedelissimo

Puma 4


Regione: Abruzzo


2372 Messaggi

Inserito il - 03/05/2012 : 01:30:12  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ligo ha scritto:

Interessante dibattito, l'unico rischio però, è di cadere in una visione "integralista" del naturismo.
Penso che ogniuno abbia il suo approccio e le sue motivazioni.

L'integralismo esiste quando c'è chi pretende che tu ti comporta seguendo certe regole ed a me non interessa imporre niente a nessuno tranne il rispetto reciproco e la buona educazione (se fosse in mio potere imporlo). Per esempio integralista sarebbe uno che vorrebbe vietare l'iscrizione ad una associazione naturista chi non è vegetariano ma se semplicemente uno ne parla non vedo dove sia l'integralismo.
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ribes_nero
iNudistaffezionato



297 Messaggi

Inserito il - 04/07/2012 : 22:23:12  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Penso che la discussione integralista sia da riportare, sulla differenze tra nudista o naturista.
Per semplicità faccio questa osservazione: (mentre ce ne sono molte altre) è nudista la bestia che sta nuda in spiaggia o qualsivoglia sito, nasconde le cicche delle sigarette, (a parte il fatto che non dovrebbe fumare, se non vergognandosi, nell'angolo della vergogna, o perlomeno farlo con l'impegno della fatica di allontanarsi dagli altri; da un'altro individuo e sarebbe abbastanza, ma vorrebbe dire rispetto) sotto la sabbia, così il vicino, già affumicato del suo inquinamento, non vede per essere girato nella vaga speranza di respirare. Oppure che contribuisce a ben sporcare, spiaggge e siti, tanto è già sporgo, e non sono stato io il primo e posso buttare e cospargere l'ambiente di varie sostanze.
Le attività di trasporto delle merci è ben superarbile se organizata ed in cooperativa con gli stessi intenti.
Il naturista possiede un diverso approccio verso la natura e tende a non arrecarle danni.
Qualche anno fa in montagna una mia cliente, raccoglieva fazzoletti di carta, che senza pensare distribuivo per abitudine, e con la consapevolezza che l'esigenza primaria, fosse quella di aiutare me stesso nell'asciugarmi l'allergia da naso e gola supportato dall'assunto, che tanto la carta, macerando attraverso processo di naturale decomposizione, la natura l'avrebbe assimilita. Ebbene la Signora invece con religiosa costanza ma facendo, le proprie rimostranze raccoglieva i miei rifiuti. Da sempre naturista, dato che ho praticato le migliori attenzioni all'ambiente, oltre al fatto di essere vegetariano dal 1978, quando non era di moda, nè se ne parlava, mi ha fatto rifletere.
Nel 2004 ho terminato questa sciocca e depauperante attività vegetariana, per delle domande che maturando ci si pone, comprendendo che l'attività era contraria alla natura: ci sono voluti diversi anni.
Ho poi approfondito meglio la questione, e raccolto sufficienti prove per il nuovo comportamento, poichè l'animale uomo che è onnivero, non può privarsi del cibo animale.
Quì allegato un piccolo contribuito a quanto sostengo, (per fortuna supportato da altri e più importanti) che m'inducono a pensare che ci vuole la misura per ogni alimento come in ogni cosa.
Per correttezza, devo riportare che fino al 1996 fumavo oltre tre pacchetti di sigarette.
Un saluto naturista a tutti.

http://axelsaurus.blogspot.it/2010/11/perche-luomo-e-un-animale-onnivoro-e.html
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Eroe
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Io invece per le mie ricerche sono arrivato alle conclusioni opposte all'amico naturista che gettava i suoi fazzoletti in giro ... d'altra parte se quello che sostengono vegetariani e vegani fosse falso perché le associazioni dei macellai ed allevatori (fatturati enormi) non li denunciano visto che ledono i loro interessi e, dal loro punto di vista, la salute pubblica?
http://www.youtube.com/watch?v=zRDLKD-NAa4&feature=share
A parte i danni enormi che l'alimentazione carnea sta facendo al pianeta.
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15612&cat=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0&sez=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0

Per quanto riguarda l’energia è necessario investire nella ricerca sulle fonti alternative.
Per la spazzatura 2 esempi: http://www.youtube.com/watch?v=BUeVCjVn9ds
http://www.lastampa.it/2010/10/28/cultura/opinioni/buongiorno/virtuoso-fuori-luogo-34c41OaxKdIyzlqwhUrHDP/pagina.html
Iscritto A.N.AB. http://www.abruzzonaturista.it/index.php

Modificato da - Eroe in data 05/07/2012 16:23:50
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Fede
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Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.
Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente.
Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi.
La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova.
Mangiamo troppo.
Ci muoviamo poco.
Produciamo un'enormità di rifiuti.
Dobbiamo rimodulare i consumi.
Per me questo è il futuro.

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Federico ha scritto:

La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova.
Mangiamo troppo.
Ci muoviamo poco.
Produciamo un'enormità di rifiuti.
Dobbiamo rimodulare i consumi.
Per me questo è il futuro.


Ecco vedi? hai appena delineato un perfetto programma naturista.
Ciao.

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Federico ha scritto:

Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.



Scommetto che mangi tantissime carote....



UN FORUM E' COME UN'ORCHESTRA. MA FAR PARTE DI UN'ORCHESTRA NON SIGNIFICA SAPER COMPORRE UNA SINFONIA.

SII FELICE DA VIVO PERCHE' RIMARRAI MORTO PER UN BEL PEZZO

Semel in anno licet insanire



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gomper
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Inserito il - 06/07/2012 : 13:12:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Federico ha scritto:

Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.
Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente.
Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi.
La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova.
Mangiamo troppo.
Ci muoviamo poco.
Produciamo un'enormità di rifiuti.
Dobbiamo rimodulare i consumi.
Per me questo è il futuro.


Un passo di un ipotetico Manifesto del Naturismo: se si sviluppasse e catturasse l'attenzione (il punto è questo...) avrebbe lo stesso impatto di quello del... Futurismo! (con tutto che Marinetti, oltre a quello fondativo, ne fece vari fra cui uno sull'alimentazione ) e curiosamente, stavolta sconfesserebbe il dinamismo della società moderna. Paradossalmente potrebbe venire aiutato perfino da quanto messo in testa in 50 anni dagli spot pubblicitari (ispirati anch'essi in larga parte dagli stilemi futuristi): i vari "Come natura crea", mulinibianchi, "Ocosiopomì" e via discorrendo, tutta l'esaltazione del presunto naturale.
La differenza è che bisognerebbe cercare la "nudità" anche nei prodotti che acquistiamo; non solo intesa come genuinità, considerato che il 70% dei rifiuti prodotti sono le ex CONFEZIONI. E la cosiddetta "lunga conservazione" fa il resto.

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Modificato da - gomper in data 06/07/2012 13:27:32
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Inserito il - 06/07/2012 : 13:32:08  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
gomper ha scritto:

Federico ha scritto:

Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.
Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente.
Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi.
La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova.
Mangiamo troppo.
Ci muoviamo poco.
Produciamo un'enormità di rifiuti.
Dobbiamo rimodulare i consumi.
Per me questo è il futuro.


Un passo di un ipotetico Manifesto del Naturismo: se si sviluppasse e catturasse l'attenzione (il punto è questo...) avrebbe lo stesso impatto di quello del... Futurismo! (con tutto che Marinetti, oltre a quello fondativo, ne fece vari fra cui uno sull'alimentazione ) e curiosamente, stavolta sconfesserebbe il dinamismo della società moderna. Paradossalmente potrebbe venire aiutato perfino da quanto messo in testa in 50 anni dagli spot pubblicitari (ispirati anch'essi in larga parte dagli stilemi futuristi): i vari "Come natura crea", mulinibianchi, "Ocosiopomì" e via discorrendo, tutta l'esaltazione del presunto naturale.
La differenza è che bisognerebbe cercare la "nudità" anche nei prodotti che acquistiamo; non solo intesa come genuinità, considerato che il 70% dei rifiuti prodotti sono le ex CONFEZIONI. E la cosiddetta "lunga conservazione" fa il resto.

La parte "morale" delle mie convinzioni non condivide la modica quantità di animali ... per il resto condivido pienamente e se proprio dovete nutrirvi anche di animali che almeno possano fare una vita naturale e non nei mega allevamenti.

Per quanto riguarda l’energia è necessario investire nella ricerca sulle fonti alternative.
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Inserito il - 06/07/2012 : 15:09:18  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
siman ha scritto:

Federico ha scritto:

Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.



Scommetto che mangi tantissime carote....


Sei un veggente?
Come fai a saperlo?
Ah, Bugs Bunny... dovevo immaginarlo....

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Inserito il - 06/07/2012 : 15:12:15  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
biot ha scritto:

Federico ha scritto:

Bella discussione...
Personalmente io mi nutro prevalentemente di tutto ciò che non è di origine animale.
Prevalentemente, perché ogni tanto mangio derivati del latte, alcuni tipi di pesce (pesce azzurro), in quantità veramente minime e saltuariamente.
Per me il problema non è mangiare carne o no, il problema è limitare gli eccessi.
La carne in tavola va bene al massimo una volta alla settimana, idem a il pesce e i derivati del latte e le uova.
Mangiamo troppo.
Ci muoviamo poco.
Produciamo un'enormità di rifiuti.
Dobbiamo rimodulare i consumi.
Per me questo è il futuro.


concordo pienamente

....e magari, anche riuscire ad auto produrci ciò che consumiamo sarebbe una bella cosa


Autoprodurre sarebbe una cosa saggia.
Immaginatevi se tutti i supermercati dovessero rimanere senza più alimentari...
Un incubo!

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Fede
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Inserito il - 06/07/2012 : 15:20:03  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Tengo a ribadire che la scelta alimentare è una scelta personale.
Ognuno deve scegliere cosa mettere e quanto mettere nella propria pancia.
Piuttosto si tratta di prendere coscienza e capire che tutto ciò che scegliamo produce delle conseguenze.

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Inserito il - 07/07/2012 : 19:00:12  Mostra Profilo Invia a Eroe un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Federico ha scritto:

Tengo a ribadire che la scelta alimentare è una scelta personale.
Ognuno deve scegliere cosa mettere e quanto mettere nella propria pancia.
Piuttosto si tratta di prendere coscienza e capire che tutto ciò che scegliamo produce delle conseguenze.


Pienamente d'accordo ... Certo che è personale ma è anche una scelta che coinvolge direttamente ed indirettamente altri viventi e l'ambiente per cui una maggiore riflessione e conoscenza sui nostri usi e consumi e loro conseguenze credo sia opportuna visto come stiamo riducendo il pianeta.
Esempi di cosa vuol dire mangiare carne oggi:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=15612&cat=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0&sez=Verso%20la%20scienza%20della%20sostenibilit%E0
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=234829066625625&set=a.108051509303382.14821.100002956002389&type=1&relevant_count=1

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Modificato da - Eroe in data 07/07/2012 19:06:34
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Fede
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Inserito il - 13/07/2012 : 17:40:33  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
L'uomo è fatto di ciò che mangia,
di ciò che beve,
di ciò che respira.
Io aggiungo anche i rapporti sociali e i pensieri di cui si nutre e che nutre.

Possiamo immaginare come siamo messi oggi!


nosci te ipsum
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ligo
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Inserito il - 18/07/2012 : 11:57:19  Mostra Profilo Invia a ligo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Male...

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Inserito il - 18/07/2012 : 15:15:50  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Almento sappiamo dove siamo...
è un buon inizio!

nosci te ipsum
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siman
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Inserito il - 18/07/2012 : 15:19:24  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di siman  Rispondi Quotando
Evviva l'ottimismo.....



UN FORUM E' COME UN'ORCHESTRA. MA FAR PARTE DI UN'ORCHESTRA NON SIGNIFICA SAPER COMPORRE UNA SINFONIA.

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alex65
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Inserito il - 19/07/2012 : 10:32:16  Mostra Profilo Invia a alex65 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Federico ha scritto:

L'uomo è fatto di ciò che mangia,
di ciò che beve,
di ciò che respira.


Young man says "you are what you eat" - eat well
Old man says "you are what you wear" - wear well

Chi riconosce detti versi (cantati)?

Alessandro Socio 3VeNat / A.N.ITA.
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Fede
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Inserito il - 19/07/2012 : 14:08:49  Mostra Profilo Invia a Fede un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non è nel mio repertorio....

nosci te ipsum
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