Caro Chicco, sei entrato in punta di piedi e con tutto il garbo auspicabile, e, vista la sincerità con cui poni la tua questione, meriti una spiegazione delle risposte piccate che hai ricevuto.
Questa suddivisione del mondo in due categorie, quella di chi si esibisce e quella di chi guarda, è frutto di una devianza nei normali rapporti tra persone, nudiste o no che siano.
Di norma si intessono relazioni che hanno a che fare con l’interezza delle persone, dotate di corpi, di anime, di sensi: escludere qualcosa o focalizzarsi solo sopra un aspetto induce sempre una riduzione dell’altro a qualcosa di abnorme.
Chi ha provato cosa voglia dire essere guardati parzialmente, sa quanto possa essere mortificante, fosse il capo che non prende in considerazione le tue esigenze al lavoro oppure una persona che ti tratti per il tuo solo aspetto fisico.
Sono considerazioni generali: mettersi a spiare la gente, semmai durante momenti di intimità, costituisce attività morbosa rispetto al semplice guardare che è comunque contemplato nel normale rapporto con le persone.
Cosa diresti se, mentre chiedi di essere accettato dai nudisti che vai a guardare sulla spiaggia del Pellice, qualcuno decidesse di guardare la tua famigliola rimasta a casa con un bel binocolo puntato sulla finestra del gabinetto di casa? Oppure si mettesse su una panchina a scrutare le tue figliole all’uscita dal’asilo?
Vedi che non si tratta solo di una questione di buona educazione, ma di rinunciare a una modalità di intessere rapporti in qualche modo deviati.