Mi sento discriminato

AspiranteFORSE 02/09/2026 21:37 1.949 Visite
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01/01/2000 00:00
crazybetty75 ha scritto:
al limite la discriminazione la fa l'associazione che non emette la tessera al singolo se non a certe condizioni.
Questo a riprova della diseducazione di certi rappresentanti "ufficiali" del nudismo, ben in contrasto col concetto di famiglia nudo-naturista che non dovrebbe escludere a priori nessuno. Bisognerebbe che queste pseudo-associazioni vengano stimate alla stessa stregua di patacche truffatrici, un po' come le agenzie di reclutamento che promettono successo e in realtà ti chiedono solo soldi. E' immorale, infatti, pagare la quota associativa per un'associazione che tradisce i valori del naturismo. Altrimenti si chiamino al limite clubs privati: questa non è che mentalità da setta; dalla selezione all'obbligo di essere presentati da altri; come dire, se sei timido e non hai molte conoscenze attaccati al tram, per noi sei un potenziale pericoloso asociale! Alla faccia dell'integrazione. Tutte le associazioni al contrario serie - ANITA ecc. - e i siti come questo (che si sta espressamente battendo contro le discriminazioni) è bene che prendano ogni distanza dai suddetti settari a uno a uno. Pubblicamente, s'intende. Per chi poi "si comporta male" o ha dei "precedenti" dovrebbero bastare le norme che regolano qualsiasi associazione di ogni genere. Altrimenti è inutile girarci attorno: è razzismo, punto. Mi pare che l'art. 3 della Costituzione parli di uguaglianza senza distinzione non solo di "sesso, razza, lingua" e "opinioni politiche", ma anche di "condizioni personali e sociali".
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01/01/2000 00:00
Soprattutto il colmo sarebbe se mortificassi il tuo desiderio di star nudo dandola anche vinta al provincialismo di certe cosiddette associazioni... Per fortuna ce ne sono di serie e, Anita in testa, decisamente più grandi.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
[quote]....io ho provato a parlarne dove abito ma il 50% si è messo a ridere, il 40% è inorridito ed il 5% mi ha detto che una spiaggia comunale non la regaleranno mai a nessuna associazione nudista o meno che sia. .....continuerò ad andare all'estero....[:I]
Meglio non sapere del restante 5% che hai dimenticato...[:)] In effetti, in un Paese così cristallizzato dovrebbe essere fatto proprio a mo' di piccola rivoluzione, quindi "osando" non solo parlarne a tutti, ma anche compiere qualcosa tipo occupare simbolicamente delle spiagge e affini, mettendo in conto gli interventi delle forze dell'ordine e le conseguenze anche negative del ritorno mediatico che potrebbe avere. Ma stiamo parlando di drasticità, appunto.
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01/01/2000 00:00
blatore ha scritto:
Tutto giusto ció che ognuno pensa riguardo alle strutture che richiedono la tessera. Ma mi sovviene una domanda: ma perchè mai si sia così contrari a farla sta benedetta tessera. È un contributo che puó essere utile all'attività dell'associazione e quindi per il naturismi. È così deprecabile farla o ci sente defraudati di qualche ipotetica libertà ? . Io considero la tessera un contributo alla causa di un buon naturismo , non certo per entrae nelle strutture . Anzi in quelle che me la chiedono non ci vado proprio.
S'intende cmq che io parlavo delle condizioni per il rilascio della stessa tessera, non per l'entrata nelle strutture. Lì la tessera può essere giustamente necessaria per tante altre ragioni, come la convenzione delle strutture con le associazioni e via discorrendo. E d'accordissimo sui motivi delle tessere che hai elencato.
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01/01/2000 00:00
Anita non fa storie di nessun tipo, iscriviti e partecipa alle varie iniziative, in programma tutto l'anno.
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01/01/2000 00:00
Come Siman, preferisco essere ignorato che deriso...[:247]
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01/01/2000 00:00
Oddio... Non sapevo ci volessero amici come garanti [B)] Parola torna indietro allora :-s Vediamo che dicono altri più esperti a questo punto [8)]
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01/01/2000 00:00
Mhmmm.... Detto fuori dalle righe?... Fregatene [:D] Io ho provato a portare gente ma alla fine è più il traffico del risultato... A qesto punto quando voglio andare in spiaggia... ci vado [:o)] Un po' di attenzione e cortesia ovviamente non guasta, ma nel complesso fai quello che ti pare. Perché dovresti precluderti un pomeriggio in santa pace?... PS: io sono un neo tesserato [:D][:D][:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
siman ha scritto: *-********************* Bisognerebbe conoscere la ripartizione dei soci di un'associazione tra quanti vi si iscrivono perchè convinti dalla battaglia pro-nudismo (cito a caso: Max, Cordom, Blatore, Asterix per esempio) e chi vi si è associato e vi si asscoierà ogni anno soltanto perchè "costretto" per poter accedere ad una struttura nudista.
80/85 % per stuttura, il resto perchè ci crede. I single son gli unici che ci credono, tanto non entrerebbero lo stesso nei campeggi [:D][:D][:D][:D]
Bella fregatura. [}:)] La vedo dura la battaglia pro nudismo in Italia (fortuna che io vado all'estero [:D])
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
quasi tutto giuto il tuo discorso Siman, tranne quello che dicevo post sopra. Al momento attuale è cosi, il gestore decide le sue regole di ingresso (che ricordatevi sono a prescindere controlegge: basterebbe chiamare carabinieri o finanza, e poi vedi se ho la tessera regolarmente col bollino, se non entro!!!!)..... Per cui il discorso se un'associazione mi butta fuori mi affilio con un'altra non funziona. In italia esistono solo due federazioni: Fenait(inf/fni) con circa 5000/6000 associati, e Conait (ormai solo Assonatura e parte dell'Aner, non INF, (con circa 300 associati)). Dura trovare excamotage in questa situazione.
Non entro nel merito di cose che ignoro: finora ho praticato all'estero dove non esistono "menate" tipo singoli si/singoli no e neppure obblighi a tesserarsi con chicchessia. Ho solo, come blando conoscente del settore licenze pubbliche, da eccepire sul discorso regole d'ingresso a "prescindere controlegge"; verissimo però...dette regole non son più redatte da un'attività commerciale ma appunto da un circolo privato che esula perciò dalle leggi e regolamenti commerciali. E' un paradosso lo sò ma è come Villa Fenix (se mi consenti l'esempio): Max invita tutti e la sua porta è sempre aperta ma (ammesso e non concesso) si presenti una persona a lui sgradita, non la lascia entrare. Questi può andare dai Carabinieri o Guardia di Finanza o dal Papa stesso che sicuramente gli daranno ragione ma allo stesso tempo nulla potranno fare perchè....a casa sua Max è sovrano. Un ristorante può affiggere un cartello in cui si richiede l'ingresso per gli uomini in giacca e cravatta, ma se uno vuole entrare con solo camicia può farlo (xchè i Carabinieri o Finanza impongono al titolare di accettarlo) se un club privè (lo sò che è imbarazzante associare tale tipo di locali al nudismo) decide che le donne possono entrare solo se vestite(?) in modo osè...una donna che si presenta con i jeans...non entra punto e basta. Certo, a questo punto, l'unica istituzione che può intervenire è la stessa associazione che appoggia la struttura incriminata ma...rimangono i miei dubbi (illeggittimi e privi di fondamento) se, detta associazione, rinuncerà ai proventi che le arrivano OGNI ANNO da tutti i clienti (tramite associazione obbligatoria) della medesima struttura. Bisognerebbe conoscere la ripartizione dei soci di un'associazione tra quanti vi si iscrivono perchè convinti dalla battaglia pro-nudismo (cito a caso: Max, Cordom, Blatore, Asterix per esempio) e chi vi si è associato e vi si asscoierà ogni anno soltanto perchè "costretto" per poter accedere ad una struttura nudista.
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01/01/2000 00:00
Al di là della bontà o meno delle associazioni nudiste, del perchè uno decide di iscriversi e della loro indubbia utilità, penso che il discorso spiaggie (o luoghi) dedicati al solo nudismo sia più ampia. Vero che la legge italiana "pare" non vietare il nudismo ma neppure è contemplato o consentito in essa e perciò non è possibile, a quanto ne sappia, che un imprenditore possa istituire nessuna struttura esclusivamente, o in parte, dedicata appunto al nudismo. L'escamotage però è quello di appoggiarsi ad una qualsiasi associazione nudista in modo che il cliente passi, da tale status, a quello di socio e perciò "facente" parte della struttura stessa. Per questo, al momento di entrare per la prima volta in tale struttura, viene richiesto obbligatoriamente, oltre al pagamento dell'ingresso, anche la stipula dell'iscrizione all'associazione nudista scelta dal proprietario. Fatto questo, di fatto, si rende legale il luogo nudista (perchè passa da struttura commerciale/ricettiva pubblica a circolo); va da sè però che l'essere associato, nel caso specifico della struttura ipotizzata, non da al neo associato stesso, nessuna agevolazione di quanto nel regolamento dell'associazione stessa ma solo la possibilità di accedere al villaggio o campeggio in questione e perciò, eventuali paletti per singoli o altre cose, sono regolamenti del gestore stesso che per nulla possono essere contestati come associati alla associazione per cui si è pagata la iscrizione per l'anno solare in corso. Più ampio, forse, il discorso e la giusta recriminazione per diritti negati se la struttura nudista appartiene di fatto alla stessa associazione. Faccio un esempio terra terra: io posseggo un campeggio con spiaggia annessa e decido di "specializzarmi" nell'offrire un campeggio nudista. Mi rivolgo ad una qualunque associazione e chiedo di poter tesserare nella mia struttura nuovi soci; nel frattempo decido (da solo e senza interpellare la detta associazione) che nel mio campeggio possono accedere solo uomini e donne coi capelli neri (esempio del cavolo lo sò, ma passatemelo lo stesso). A questo punto può capitare che il sig Rossi (nero di capelli) che un'ora prima ha pagato la tessera per se' e sua moglie (bionda ma in quel momento assente), quando sta per entrare venga fermato perchè la signora Rossi non corrisponde ai canoni. Deluso e arrabbiato può solo rivolgere reclamo all'associazione stessa ma che....guarda guarda riceve nuovi associati (e nuovi denari) dalle tessere che io, in quanto titolare del campeggio che odia le bionde, riesco a fargli avere. Domanda: che fa l'associazione? Mi toglie la possibilità di farle avere nuovi associati oppure tergiversa verso il (giustissimo) reclamo del Sig. Rossi? A me (gestore) non frega una cippa perchè, eventualmente, mi rivolgo e tessero per un'altra associazione.
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01/01/2000 00:00
Se volete posso darvi l'IBAN di una nuova asscoiazione naturista; si chiama PRO-SIMAN, ognuno sia coppie, singole e singoli possono andare dove vogliono...nessuna discriminazione e neppure nessuno stress con sabba natalizi, no tav, imposizioni alimentari, riviste e rivistone da ricevere a casa. [:D]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
in questi giorni si stava seguendo una battaglia pro Nuovi Turismi in quel di Garda, e Emanuele ci faceva vedere come sapeva infilare nei commenti dei vari proponenti, la parola nudismo, per cominciare a seminare bene, sperando di raggogliere ancor più a breve. insomma due cose, metterci la faccia, e dirlo senza problemi ovunque. Sul discorso faccia l'abbiamo già detto e ridetto, ma se riuscissimo a fare un bel ComingOut? Sul discorso esposri, seminare, se ognuno di noi, invece di stare SOLo dentro i forum nudisti, cominciassimo a seminare ovunque sia possibile l'idea del nudismo libero?
Giustissimo ma....non tutti sono come te e pochi altri...(me compreso)... ....io ho provato a parlarne dove abito ma il 50% si è messo a ridere, il 40% è inorridito ed il 5% mi ha detto che una spiaggia comunale non la regaleranno mai a nessuna associazione nudista o meno che sia. .....continuerò ad andare all'estero....[:I]
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01/01/2000 00:00
salve all'estero (vedi valalta) hanno iniziato da quest'anno per i frequentatori non abituali a chiedere la tessera ai singoli (soprattutto maschi), ma credo più per sicurezza interna (anche se sappiamo che la tessera non garantisce per il comportamento delle persone), e quindi per questa politica non accettano singoli che non siano tesserati (anche se penso dipenda da chi si trova alla reception). nelle strutture ritengo cmq corretto che ci sia un controllo di accesso regolamentato per cercare di garantire tutti gli ospiti, oltre a controlli effettivi dentro la struttura durante il girono e la notte... non è una forma di discriminazione ma di controllo di accesso. al limite la discriminazione la fa l'associazione che non emette la tessera al singolo se non a certe condizioni. saluti andrea
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01/01/2000 00:00
Mah, francamente io non darei peso più di tanto a queste "senzazioni". Anch'io, quasi sempre, vado da solo, anche se devo dire frequento spiagge libere e non mi faccio scrupolo di quello che possono pensare o dire gli altri. Se cominciamo a crearci delle paranoie, le cose si complicano, naturalezza inanzi tutto!
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