Beh quello è diverso. È una voglia di distinguersi. I giovanissimi che ho visto io nel tempo erano nudi o vestiti in modo molto clothig opzional. Non notavo remore particolari a stare in un modo o nell'altro, però avevano un so che di voler far i/le civette con il costumino, magari ci son sempre entrati a mollo, per toglierselo appena perdeva la valenza di essere un segno di distinzione.
L'uomo per sua natura vuol apparire, mettere vestiti, avvessori, avere tatuaggi, avere la capigliatura ben fatta, è un modo per farlo. A quell'eta basta un costumino per farsi vedere e stanno più tranquilli, meno timorosi di essere importanti nel gruppo. Poi, come iniziano a giocare, la praticita, in non essere necessario distinguersi, prende il sopravvento, e tornano naturali e nudi. E le mamme che si incacchiano dicendo:" ma che l'hai bagnato a fare il costume? Non potevi toglierlo prima di buttarti?" E loro con un sorridono di circostanza, scuotono la testa e proseguono: lo scopo di farsi notare era stato raggiunto, ora pensano a divertirsi.
Ma io questo l'ho sempre visto come un modo come di scongiurare il timore di non essere accettati, anche da amici di lungo corso. Non conta quanto gli amichetti ci conoscono di già, ogni volta devono riemergere e riaffermarsi, nulla di sessuale. Quando poi entrano nel gioco, dalla nuotata ad altro, ecco che il costume torna fastidioso, e se ne liberano, tanto ormai stanno giocando col gruppo, non è più necessario.
Ma questo l'ho sempre visto come fisiologico. Il "dramma" è quando ciò è praticato dagli adulti. Adulti che hanno bisogno di conferme con mezzi esteriori, e non con l'uso del cervello. Vabbe!!!