Riflessioni post vacanze

pa0la 01/09/2014 21:20 1.897 Visite
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22/09/2014 13:52
La discussione mi ha fatto pensare al momento di ribellione adolescenziale. Anche loro hanno il diritto e il dovere di formare il loro senso critico. Spesso sono gli adulti che credono di essere nel giusto, senza pensare che per imparare a essere e a fare le proprie scelte, bisogna necessariamente passare per strade diverse. Quindi, questo mettersi il costume, non è sempre giustificato dal senso di inadeguatezza del proprio corpo, ma dal desiderio di autoaffermazione, che è fisiologico! Sul fatto che i giovani vedono soprattutto i diversamente giovani nelle strutture nudiste, penso che, quando cominciano a essere un po' più grandicelli, si sentano come in un "ghetto", isolati da gente "diversa" (tessile), ma che è, comunque, la maggioranza. I giovani desiderano vivere nel mondo. Non gli interessa sentirsi liberi nel corpo, perché vivono sul piano mentale e desiderano costruirsi il loro spazio nella società. Questo è ciò su cui ho riflettuto.
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22/09/2014 14:02
Fede ha scritto: I giovani desiderano vivere nel mondo. Non gli interessa sentirsi liberi nel corpo, perché vivono sul piano mentale e desiderano costruirsi il loro spazio nella società.
Per essere liberi nel corpo, penso bisogna per prima cosa essere liberi nella mente ed i giovani di oggi non mi sembrano proprio liberi nella mente. Al contrario mi sembrano tutti "indottrinati" in schemi preconfezionati decisi da altri. Lo si vede spesso nei ragazzi fuori dalle scuole, tutti vestiti uguali, con lo zaino uguale, spesso pettinati uguali, tutti con il telefono ben saldo nella mano, incapaci di parlare con la bocca invece che con la tastiera. Questa incapacità spesso la riscontriamo anche in questo forum, persone incapaci di crearsi amici nella vita di tutti i giorni che ripiegano sulla rete. Per costruire il proprio spazio nella società ci vogliono le palle di pensare ed agire fuori dal coro, ma non è sempre facile, è più facile aggregarsi alla massa e far finta di essere uno di loro ed allo stesso tempo di avere degli amici. abbiamo già sentito di ragazzi che non hanno voluto aggregarsi alla massa e per questo sono stati scherniti , se non sottoposti a vere e proprie campagne diffamatorie, portando i soggetti più deboli al suicidio.
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22/09/2014 14:20
asterix ha scritto:
Fede ha scritto: I giovani desiderano vivere nel mondo. Non gli interessa sentirsi liberi nel corpo, perché vivono sul piano mentale e desiderano costruirsi il loro spazio nella società.
Per essere liberi nel corpo, penso bisogna per prima cosa essere liberi nella mente ed i giovani di oggi non mi sembrano proprio liberi nella mente. Al contrario mi sembrano tutti "indottrinati" in schemi preconfezionati decisi da altri. Lo si vede spesso nei ragazzi fuori dalle scuole, tutti vestiti uguali, con lo zaino uguale, spesso pettinati uguali, tutti con il telefono ben saldo nella mano, incapaci di parlare con la bocca invece che con la tastiera. Questa incapacità spesso la riscontriamo anche in questo forum, persone incapaci di crearsi amici nella vita di tutti i giorni che ripiegano sulla rete. Per costruire il proprio spazio nella società ci vogliono le palle di pensare ed agire fuori dal coro, ma non è sempre facile, è più facile aggregarsi alla massa e far finta di essere uno di loro ed allo stesso tempo di avere degli amici. abbiamo già sentito di ragazzi che non hanno voluto aggregarsi alla massa e per questo sono stati scherniti , se non sottoposti a vere e proprie campagne diffamatorie, portando i soggetti più deboli al suicidio.
E' vero quanto hai scritto. L'appartenere al mondo vuol dire appartenere a degli schemi, che ti vengono "imposti". Ma gli adolescenti non hanno, purtroppo, altri modi per creare la loro "falsa"individualità". In molti percorreranno quella strada. In pochi capiranno di avere sbagliato. Il grosso problema dei Media è l'appiattimento del pensiero. Io spero che quando questo "sistema" avrà dimostrato il suo "fallimento", gli "esseri umani" si ravvedano e capiscano di aver scambiato la schiavitù per libertà.
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22/09/2014 15:24
Io credo e mi auguro che l'esempio dei teen agers in formato fotocopia non sia riconducibile ad una certa forma di "falsa individualità". E' un passaggio "quasi obbligato" nella strada soggettiva di ognuno e in quel periodo della vita si tende a voler stare nel branco. Personalmente non mi sento mai un conformista assoluto (e spero di non esserlo) ma e con tutto questo, ricordo i miei Camperos, il maglione peruviano e altri oggetti distintivi tipici della mia generazione.
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22/09/2014 17:27
Direi che tu, Siman, non sei per niente un conformista... A volte credo che dai teenagers chiediamo più di quanto possano dare, intendo nei termini di maturità e di coscienza, che a volte, anche gli adulti non hanno.
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