@ soleaureo. Il secondo "problema", quello dei siti, ha due sole soluzioni: determinazione gestionale e aiuto degli iscritti.
Le linee gestionali si possono sollecitare, quando deviano da una linea ben definita. E per quanto ci riguarda il problema non esiste. Vorrei poteri mettere non il numero dei bannati giornalieri, me i perché e le proteste che poi mandano. L'ultimo millanta la sua correttezza e reclama che ha mandato una foto tranquilla; si, peccato che la foto da seduto aveva tra le gambe il pene in piena erezione. …
Gli utenti, gli iscritti, noi possiamo solo stimolarli di continuo a denunciare coloro che cercano tutto fuorché nudismo, o nudismo per arrivare ad altro. Senza questo prezioso aiuto nessuno può sapere cosa fanno questi nella privacy della messaggistica.
Per gli altri siti, a suo tempo siamo già intervenuti sollecitando maggiore attenzione a chi non la metteva in atto. Non siamo stati ascoltati. aD oggi la conseguenza, se ciò che abbiamo saputo per vie traverse è vero, è stata il dover chiudere il sito.
Su questo aspetto non c'è molto di più da dire credo.
Invece sul primo, i siti che targano come naturista una cosa destinata a tutt'altro, è un altro ben duro problema, su cui c'è molto da lavorare per trovare soluzioni. Ma sulle cui soluzioni tutti noi abbiamo forti dubbi di soluzioni.
Pretendere il copyright del termine è impossibile. Il naturismo è uno status quo, chiunque può affibbiarsi l'etichetta. Non c'è un organismo che concede l'IGP a cui appellarsi.
Protestare pubblicamente? Si, finché lo si fa in modo generico, senza nomi ma solo con aggettivi. Se usi nomi, fai il loro gioco: gli fai pubblicità di cui ti ringrazieranno.
Che altro? avanti coi suggerimenti, di fatto nessuno di noi ha ancora trovato il sistema migliore. Sotto con le proposte, ma attenzione, pensiamo le sempre come una spada a doppio taglio, controlliamo che se taglia da una parte, non lo faccia anche nell'altra.