Adnkronos, peccato che...

Emanuele 13/06/2015 07:39 1.375 Visite
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14/06/2015 08:07
Naturismo nudismo. Andrea porta delle "regole nuove" che in pratica accomuna le due definizioni. Te dici che delle differenze ci sono. Anche per me ad oggi, ci sono delle differenze, ma dato che il naturismo odierno non è più quello degli albori, in fondo tutte queste chiose non ne vedo, se non negli ortodossi. Se proprio andiamo a stringere molto le vedo solo sul rispetto e cura del proprio corpo. Da qui vegani, fumo, medicina naturale, e altre particolarità simili. Posso vedere il nudista come persona più "trasucurata" su questi particolari, ma poco di più. Per quello che riguarda rispetto persone e ambiente, così come il praticare in comunità, più che in compagnia, ad oggi vedo un parallelismo praticamente totale. Da qui la differenziazione, e rispondo alla domanda, con gli "altri" nudi. Un nudo in sauna, in doccia, per il caldo, per il sesso, dal dottore, non fa diventare nudisti. Così come fare una discesa sugli sci a spazzaneve non fa diventare sciatori. Sono atti che usano la nudità come stato necessario o perché dovuto o perché utile. Ma non comporta una voglia di vivere nudi, un odio o rifiuto dei vestiti, un voler stare in natura così come siamo stati creati, un voler assaporare le bellezze naturali senza barriere, un voler condividere senza altri scopi questo stato tra amici. Tra gli "altri" nudi ci sono forme e momenti leciti e non leciti, o meglio, da usare tra consenzienti. Ma queste forme, per me, non possono affibbiarsi etichette di nudismo. Lo andiamo ripetendo tutti ogni giorno. Arriviamo spesso a dire: finché sei nudo da solo in casa, sei solo una persona nuda, non un nudista, figuriamoci tutto il resto. Dunque non sono nudisti, né antinudisti (se non come effetti per la gente e la stampa come quelli che praticano sesso libero all'aperto sotto gli occhi di tutti). Sono semplicemente nudi, per i singoli eventi. È non n possono ne devono essere equiparati, altrimenti equiparazione per equiparazione si arriva al concetto contrario, che usa google, che usano nei privee, che usano in troppi, per cui viene definito nudista prima, naturista poi, ogni forma di nudo, porno compreso. Non ci incazziamo forse quando un sito, un club, i****i austriaci, vengono definiti nudisti, naturisti, fkk? Un esempio al contrario. La manifestazione ciclonuda, per protesta contro inquinamento e compagnia bella. Loro non si definiscono nudisti, perché lo stare nudi è un atto di protesta. Per noi può essere anche nudismo, ma lo è? Perché il paletto, il limite c'è, ma non tra nudisti e naturisti ( che hanno solo pratiche naturali in più o in meno, ma tutto il resto è identico), ma tra, non ripeto tutto, tra chi sta nudo per i mille valori di cui sopra, e chi sta nudo per doccia sesso & C. Poi, come in tutte le cose, anche il nudista sta nudo in doccia, ma perché se deve lavarsi… Anche al nudista/naturista può far piacere fare sesso sotto il sole, ma non lo fa a prescindere, non lo fa durante i raduni pubblici, ma lo fa in separata sede o apposito evento, e soprattutto non sotto gli occhi di chi non ha queste aspirazioni. E in quei momenti (sauna doccia medico sesso) non sta praticando ne nudismo ne naturismo, sta facendo solo le sue cose da nudo.
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14/06/2015 13:06
Sono soddisfatto della tua risposta. Hai toccato molti punti caldi della questione. Mi permetto un passaggio di scala, dal dato singolo al dato collettivo, quindi partendo dall'individuo per arrivare agli stili di vita adottati aggregabili sotto lastessa definizione, passando per la relativa terminologia: Naturismo <> Nudismo Naturista <> Nudusta Così come ritengo che Andrea vi faccia benissimo a rimarcare le differenze originali tra nudismo e naturismo (... ripeto ancora che per me hanno pari dignità, ma sono oggettivamente distinguibili ....!), concordo con te Max, che la differenza tra nudista/naturista spesso è illusoria, se si cerca di affibbiarla dall'esterno. Diventa anche contraddittoria in termini (.... il discorso genere/specie di E. Cinelli). Tuttavia è insindacabile il fatto che uno si autodefinisca come si sente di essere: Descrivendo se stesso come naturista oppure nudista. Spero che si capisca quello che intendo, nel passaggio tra singolarità ed identità collettiva, o categoria spesso i termini assumono sfumature differenti. Poi, tu fai un esempio molto intrigante. Quello dello sci. È vero che chi si porta giù a spazzaneve, essendo ancora alle prime armi, non merita l'appellativo di sciatore, inteso come praticante autosufficiente in grado di modulare l'andatura e lo stile in base alle condizioni della neve, del meteo, dell'affollamento delle piste. Eppure per i dati della società che gestisce gli impianti, anche il principiante, nelle statistiche diventera uno "sciatore". Ogni contesto individua, magari adoperando le stesse parole, quello che risulta maggiormente utile al proprio scopo comunicativo. E qui mi tiro le orecchie da solo: quante volte mi sarà capitato di scrivere, qui sul forum, con enfasi, che in spiaggia con noi c'erano 50/80 naturisti? Mettendo dentro tutti i nudi che con lo sguardo riuscivo a contare. Con ogni probabilità ho in questo caso messo tutti dentro facendo una forzatura, una semplificazione. Quindi, trasferendo questi spunti sulla questione, innescata dall'articolo di Adnkronos, credo che per dare al termine "nudismo" e "nudista" la dignità che meritano, bisogna comunicare sempre meglio quali sono gli elementi che rendono qualificante è consapevole questo modus vivendi rispetto alla strumentale nudità per gli scopi più vari. Leciti/non leciti. Tra consensienti/imposti a tutti. Rispettosi/non rispettosi. Tutto ciò che è altro, per cortesia e nel rispetto delle libertà altrui, vada altrove.
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14/06/2015 17:29
Riprendo proprio dal l'esempio dello sciatore. Difficile inerirlo, ma con un po di buona volontà ci riusciamo. Uno che fa spazzaneve,, ma soprattutto uno che senza guida indossa degli sci e scende il pista, di fatto diventa un pericolo più che un neofita. Io amo quelle persone, e vorrei tanto aiutarle, che vengono qui e dicono che avendo visto, avendo sentito parlare, vorrebbero provare con una "guida" e non da soli. Molti pensano siano dei marpioni, li deridono, e invece son cose che andrebbero fatte. Portare per mano i nuovi e fargli capire le differenze. Non tra nudismo e naturismo, che ci sarebbe da parlare per mesi prima di trovare queste cosiddette su cui si è d'accordo (andrea stesso riportando alcune "regole" ha detto una cosa è il suo esatto contrario; il gran capo spesso non ha le idee chiare e si contraddice, ma lasciamo perdere questa chiosa), ma tra nudo "corretto per l'etichetta", e nudo qualunquista. Perché questo? Perché intorno a noi ci sono coloro che ci apprezzano, ma anche coloro che ci danno battaglia, che inorridiscono a pensarci o vederci nudi. E sono soprattutto questo che vanno educati a capire le differenze tra nudisti/naturisti e gli altri "nudi". Ed è qui che scatta la mia nota di attenzione a ciò che mandiamo in giro, tutti, attenti a non farci addosso ma a far fronte comune.
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17/06/2015 10:07
Io sono nudista, non naturista. Alberto
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17/06/2015 15:32
Giuro che non sono impazzito (ha ragione Max)[;)]ma non credevo proprio che questo articolo scritto dalla giornalista dopo una BREVE chiacchierata con me (che naturalmente non poteva ne parlare di tutto ne approfonditamente) sollevasse tutto questo "casino" [;)]. Dopo mesi riesco nuovamente ad essere presente sul forum (causa grossi problemi con il computer e con il tempo sempre tiranno in particolare da quando sono nonno [:)])e mi trovo nuovamente una discussione su naturismo e nudismo che credevo oramai superata da tempo. In primis desidero chiarire alcune cose: 1) sono Vice Presidente di un'Associazione Naturista (e non nudista) per cui era normale che parlassi di naturismo[;)], è per questo che mi hanno cercato [;)]. 2)L'intervista, ripeto, è stata breve e forzatamente non poteva volgere su tutto lo scibile riguardante il naturismo/nudismo. (non ho parlato dell'aspetto economico così come dell'aspetto legislativo ma anche di altre tanti altri aspetti del naturismo). 3) non sono sato io ad indicare le spiagge e le strutture naturiste ma è stata la giornalista che le ha assunte da internet (la prima spiaggia di cui mi ha parlato è stata quella di Fiumicino di cui ho detto quello che mi avevano detto gli amici romani, e cioè che è brutta, ma non lo ha riportato [;)]). 4) E' vero che mi è stata fatta la domanda sulle differenza tra nudismo e naturismo (me la fanno sempre) ed è vero che ho detto che pur essendo insito nel naturismo (è obbligatorio) la nudità dei corpi preferisco utilizzare questo secondo termine a mio parere più chiaro e preciso (non per nascondere la parola "nudo" come sembra affermare Emanuele) ma perchè sia chiaro che nel naturismo c'è qualcosa di più della semplice nudità del corpo. 5) So benissimo che c'è chi la pensa diversamente da me su questo argomento ma il bello del naturismo è anche avere opinioni diverse e rispettarle. Io non ho detto che chi fa del nudismo è un pervertito; ho fatto vari esempi (chi sta nudo in casa sua e mai condivide o condividerà questa sua nudità con altri fa del nudismo e non del naturismo)e ho detto che le concessioni sono per spiagge naturiste (non a caso) e non per spiagge nudiste. A questo proposito ho detto che le spiagge le suddividerei in tre grandi gruppi (ma è così anche sul nostro sito, forse non ve ne siete mai accorti); spiagge autorizzate, spiagge in cui il naturismo è consentito o ampiamente tollerato, e spiagge in cui il naturismo è osteggiato o non praticato correttamente e che io non definirei naturiste; solo nel primo gruppo (spiagge autorizzate) vi è un minimo di controllo da parte delle Associazioni o di gruppi di naturisti (a volte anche nel secondo gruppo di spiagge). 6) Ho cercato, non so se ci sono riuscito, di dare un'immagine positiva del naturismo a chi di naturismo e nudismo non sa niente; tenete conto che l'adnkronos è un'agenzia giornalistica e che, come poi è successo, le sue agenzie vengono utilizzate anche da altri giornali. 7) Se è vero che sia Max che Emanuele mi conoscono bene (ad Emanuele avevo appena scritto complimentandomi per la riuscita della giornata dell'orgoglio nudista (e non naturista, ma non per questo ho fatto polemiche, ognuno si può definire come meglio crede e io lo rispetto), invece di tirar su tutta questa polemica (che tra l'altro mi sembra che poco interessi agli utenti del forum visto che a parte Andrea e Stefano non vi sono stati interventi significativi [;)])mi si poteva scrivere una mail (come altre volte è successo) e chiedermi se ero impazzito o meno. Mi auguro di aver chiarito le cose più importanti in merito all'articolo apparso (che naturalmente non è il mio articolo) che ha avuto almeno il pregio di far apparire notizie sul naturismo in Italia anche su quotidiani nazionali e mi permetterà in futuro di avere un canale con una giornalista per affrontare (forse) altre tematiche sul naturismo che in quell'articolo, per ovvi motivi di brevità, non si sono affrontate [;)]. Ringrazio tutti per la pazienza [;)] e saluto calorosamente [:)]. Francesco Ballardini Vice Presidente A.N.ITA. 1)P.S. Quando escono articoli o interviste di altri prima di guardare se quanto detto o scritto corrisponde al mio pensiero mi chiedo se possa essere utile per "sdoganare", in qualche modo, l'argomento naturismo. A mio parere quell'articolo, con tutti i difetti che qualcuno vi può trovare (magari perchè già nudista o naturista), da un'aspetto positivo del naturismo. 2)P.S. (per Max) Non ho mai detto o scritto che il buon naturista sia solo chi è iscritto ad un'Associazione; so benissimo che ci sono degli ottimi naturisti non iscritti a nessuna Associazione (federata o meno) e dei pessimi naturisti con una tessera in tasca [;)].
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17/06/2015 17:24
Guarda che avevo già supposto che molto è stato composto dalla giornalista. Ho aggiunto anche, a proposito, che non pensavo fosti impazzito. Su nudismo e naturismo ci sarebbe da parlare una vita, e tanto non se ne verrebbe a capo perché oggi ognuno si affibbia il termine che preferisce, e sappiamo che naturismo è preferito dai più e dai media, perché in nudismo integra anche la parte meno nobile e appartenente alle diverse tipologie non nudiste. Su questa cosa conosciuta, si fa tutti finta di non leggerla per non stare sempre angustiati. Quando però ho letto quella frase fondamentalmente discriminatoria, alla giornalista avrei dato un bacetto per essersi occupata dell'argomento, assieme a una forte tirata d'orecchi per aver offeso una grossa parte buona del nudismo. Che poi, come rilevava emanuele, manca tutta una grossa fetta di argomenti pesanti che dovremmo tutti cominciare a mettere in primo piano, manca e non c'è dubbio. Ma anche qui l'ho detto, di sicuro questa è una di quelle che alza il telefono, fa due domande a trabocchetto, e tra il poco tempo dell'intervistato e la conoscenza zero di chi pone domande, la parte forse più essenziale, per il pubblico, di tutte, viene alla fine tralasciata. Non vedo lettura di colpe rivolte a te, ma solo la constatazione di un'occasione persa, per caso fortuito, ma persa. Detto questo il tutto semmai va letto come uno stimolo per noi tutti a stare attenti a dirigere l'interesse dei giornalisti, e semmai una colpa alla giornalista di aver messo giù cose troppo "per caso" e aver così fatto del bel casotto. Se fosse stato come il vecchio articolo che anche tu ben conosci, sul Tantra rosso, di un nostro poco caro "amico", allora si che le colpe e la responsabilità era diretta. Qui è solo una constatazione, nessuno si è veramente adirato, al massimo rimasto deluso. Ma come diciamo sempre: purché se ne parli. Se arriviamo a farne parlare meglio… meglio. Email privata? Si se pensavo che avevi cambiato idee e strade, ma la discussione, ripeto, verte su cosa i media ancora hanno di deviato in testa. E di media stiamo parlando. Dunque l'argomento è pubblico, perché a ognuno di noi, soprattutto se impegnati sul fronte, può capitare prima o poi, un giornalista "tra i piedi" [:)] e sapere di stare attenti a come parliamo è meglio.
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