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spagna ha scritto:
| Messaggio di menesteus
Data la mia esperienza escursionistica mi piacerebbe accompagnare coppie etero e/o singole donne in zone poco conosciute della Liguria di Levante .
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La prima parte era carina, ma hai sciupato la presentazione con questa frase, prova a sostituire
coppie etero e/o singole donne
con
altre persone
e ripartiamo da capo
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Uffa Spagna. Bisogna acculturarsi prima di fare reprimende [:(]
Storia della patata
liberamente tratto da:
http://www.placidasignora.com/2008/03/31/storia-della-patata/
Solo i
naturalisti s’interessarono molto alla povera patata (dalla parola haitiana batata), che battezzarono solennemente Solanum tuberosum; ma pure loro la consideravano soltanto una gradevole pianta decorativa .
Per fortuna dopo i
naturisti (celeberrimi figliastri dei naturalisti) arrivarono i
nudisti che, invece, la scoprirono oltremodo...commestibile.
In Italia la patata fu introdotta dai Carmelitani scalzi, che dalla Spagna ne portarono un bel po’ in dono a papa Pio V (1566-1572) il quale, grande appassionato di botanica, ne riempì i giardini vaticani, guardandosi bene però dal mangiarla.
(sennò che razza di Papa sarebbe stato?)
In Francia, nel 1600, la patata venne addirittura proibita come alimento, perché ritenuta portatrice di tremende malattie.
Pare che il tutto sia stato suscitato dai sermoni e anatemi puristici del FAMOSISSIMO
Sant'Erveo da Nizza
che soleva definirle:
"LA VERGOGNA DI FRANCIA"
Un secolo dopo, e qui viene il bello, il sovrano prussiano Federico II detto il Grande,
(da qui probabilmente l'appellativo IL GRANDE)
obbligò i suoi sudditi a coltivare le patate; ma quando queste vennero portate nei mercati, il popolo le accolse con assoluta mancanza di fiducia e decise che facevano decisamente schifo.
(il popolo, si sa, arriva sempre dopo a godere delle nuove scoperte)
Fu così che Federico, colpito per primo da quell'illuminazione
(e sennò, appunto, che “GRANDE” sarebbe stato?)
che da due secoli latitava ovunque in Europa, comprese il perché di tale violento rigetto: fece così diffondere nel suo regno un bando ufficiale intitolato “Norme di cottura”, avendo finalmente compreso che, effettivamente, mangiare patate CRUDE poteva essere cosa assai sgradevole.
(meglio lasciarle scaldare al sole prive di costumi da bagno a coprirle).
Ma nonostante ciò la patata continuava a suscitare un’incredibile e incomprensibile diffidenza, soprattutto in Italia.
Ad esempio, in Liguria arrivò per merito di un parroco, tal Michele Dondero diRoccatagliata, che nel 1786 se n’era procurate un po’ in Svizzera e piantate nel suo orto.
(si vocifera che un ligure, iscritto a questo stesso forum, stia raccogliendo firme per perorare la sua santificazione presso i Papi Massimo, Mauro e Giampiero).
Dovette sudare parecchio per convincere i suoi parrocchiani che “quelli angaesi” (angaesu= oggetto non ben identificato, NdR) non erano affatto velenosi, che anzi facevano bene, nutrivano con poca spesa
(allora infatti una cena per due e successiva discoteca, erano molto economiche)
e quindi erano un cibo realmente benedetto da Dio.
Gli sforzi vennero premiati, perché nel giro di sei anni la patata conquistò definitivamente non solo i fedeli di don Michele, ma anche tutto il Genovesato e, per conseguenza mercantile, tutte le italiche corti.
Visto noi liguri?
Tiè! [8D]