Ditelo senza timore!

Emanuele 02/09/2026 21:37 1.410 Visite
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01/01/2000 00:00
non penso proprio che quelle clausole arrivino a condizionare la vita privata di una persona. Certo per assurdo potrebbero inventarsi scuse su un certo comportamento legato magari al fatto che uno possa avere contatti con clienti etc. (giusto ora al tg stan parlando di mobbing pesante ad una trans) Altro discorso è se partecipi ad una manifestazione pubblica...nudo, con magari il logo dell'azienda dipinto sulle chiappe [:81] Buona fortuna a te! Io l'altro giorno ho scoperto di una palestra vicino a casa dove puntano tutto sull'esercizio a corpo libero (inteso senza macchine) il valore dell'armonia del corpo etc etc.....mi son detto non posso non chiedere se permettono/fanno/stan pensano alla stessa attività ma senza l'impiccio di indumenti acrilici... Al momento il messaggio sembra essere finito nel cestino senza "passare dal via". Vado a riscrivergli..
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01/01/2000 00:00
Fenice è anche giusto così da parte dell'azienda. Nel privato sei libero, ma se nel privato vai contro l'azienda non è corretto. Dove lavoro io l'anno scorso c'era un po di agitazione e svariati colleghi sui social ne dicevano di ogni.... Li diventa una questione aziendale.
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01/01/2000 00:00
Emanuele Cinelli ha scritto: Perchè non dovrei parlarne apertamente ma solo nascondendomi dietro parafrasi e metafore?
Chi ha detto questo? Chi si nasconde dietro metafore? Sto dicendo che, se si entra in argomento, dichiaro tranquillamente di essere nudista, come se si parla di moto dico che sono motociclista. Ma non mi presenterò mai ad una persona con un: "ciao, sono Massimo, sono nudista e motociclista".[:D]
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01/01/2000 00:00
Bravo... e fortunato!
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
Emanuele Cinelli ha scritto: Perchè non dovrei parlarne apertamente ma solo nascondendomi dietro parafrasi e metafore?
Chi ha detto questo? Chi si nasconde dietro metafore? Sto dicendo che, se si entra in argomento, dichiaro tranquillamente di essere nudista, come se si parla di moto dico che sono motociclista. Ma non mi presenterò mai ad una persona con un: "ciao, sono Massimo, sono nudista e motociclista".[:D]
Concordo con i Quagli e pure con gli Ozzi. [:)] Io credo che il giusto atteggiamento stia nel mezzo: se capita l'argomento nudismo si dice senza alcun imbarazzo che lo si pratica (sempre, spesso, poco, saltuariamente che sia) e se, invece, si sta parlando di tutt'altri argomenti non si interrompe con un: "A proposito della teoria del big bang e dei viaggi interstellari, lo sapete che io sono un nudista?" Beh ovviamente se, come nel mio caso, non ci si vergogna a esprimere il proprio essere nudista se e quando capita, ma neppure si vuole diventare un evangelista della nudità. Quanto, invece, ad affermare lo status nudista in un eventuale curriculum vitae...siccome non reputo (il nudismo) una cosa negativa (e neppure positiva) e neanche vantaggiosa o svantaggiosa riguardo a mie eventuali competenze lavorative/professionali, non lo inserirei. Ciò che sono o decido di essere nella mia vita privata e se non danneggia il prossimo, sono emeriti fatti miei.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Beh nel curriculum non si dice nemmeno se si è onnivori o vegani, che c'entra? Non si parla di marchiare a fuoco la fronte per far sapere a tutti cosa si è o cosa si fa, ma che se capita occasione, discorso, diatriba etc, è bene che non ci si nasconda e che si parli tranquillamente di tutto. Si troverà più apertura di quanto non si creda.
Se capita l'occasione e non se ne parla... ...non si tratta di essere o non essere buoni nudisti ma essere ignavi oppure persone (che non condivido) estremamente abbottonate. Ecco: "nudista abbottonato", senza volerlo ho inventato un ossimoro. [;)]
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01/01/2000 00:00
Emanuele Cinelli ha scritto: La questione è sempre la stessa: come si dicono le cose, in quale momento, con quale linguaggio e con quali segnali non verbali, soprattutto quest'ultima parte è quella fondamentale, quella su cui è quasi impossibile mentire, quella che tutti, anche senza saperla leggere, la percepiscono forte e chiara.
Questo è quello che faccio io: ammettere sempre ma senza ostentare.
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01/01/2000 00:00
Nel tuo caso c'era una clausola contrattuale sulla quale hai - correttamente - richiesto chiarimenti. Anch'io, in qualsiasi contesto, ammetto tranquillamente di essere nudista, ma di certo non lo scriverò nel mio CV. Tu, invece, potresti anche farlo, poiché riguarda tue attività extralavorative.
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01/01/2000 00:00
Personalmente preferisco tenere separata la sfera privata da quella lavorativa e viceversa. Il mio datore di lavoro non deve giudicarmi per quello che faccio nel mio tempo libero ma per come svolgo il mio compito quando sono sul posto di lavoro. Hai fatto benissimo a scrivere per chiedere chiarimenti e probabilmente loro già sapevano della tua passione. La risposta al tuo chiarimento doveva e poteva essere solo positiva, poichè il tuo operare "attivamente al fine di informare e formare la società alla ragione della nudità sociale" è perfettamente legale.
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01/01/2000 00:00
Ottimo! [:)]
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
ma di certo non lo scriverò nel mio CV. Tu, invece, potresti anche farlo
Infatti c'è, come c'è sul mio profilo Linkedin e su tutti gli altri che uso per trovare lavoro, e in questo periodo ne ho mandati in giro diversi. Cosa credi che faccia un selezionatore appena riceve il tuo CV? Apre Google, digita nome e cognome del candidato e guarda cosa salta fuori. Prova a farlo con il mio nome e cognome e vedi :) Metterlo a questo punto è indicazione di carattere e sicurezza, di forza interiore, di coraggio, di solidità morale, tutte doti che un selezionatore apprezza e... cerca! Non fissatevi sempre sul caso specifico, cone ho ben detto è l'ennesima riprova, ovvero ci sono state tantissime altre occasioni in cui sono uscito allo scoperto con colleghi, clienti, amici, fornitori, parenti, sconosciuti, datori di lavoro, e via dicendo ed è sempre andata bene. Se lo fate una volta sola e vi va male direte d'essere stati sfortunati, se vi va bene direte d'essere stati fortunati, se lo fate trenta, cinquanta, cento, mille volte, sarà man mano sempre più probabile che vi vada bene e non è questione di fortuna, ma di sincerità e... comunicazione, anzi programmazione neuro linguistica. La questione è sempre la stessa: come si dicono le cose, in quale momento, con quale linguaggio e con quali segnali non verbali, soprattutto quest'ultima parte è quella fondamentale, quella su cui è quasi impossibile mentire, quella che tutti, anche senza saperla leggere, la percepiscono forte e chiara.
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01/01/2000 00:00
EnIgMa ha scritto:
Fenice è anche giusto così da parte dell'azienda.
No, non è così che funziona (dovrebbe funzionare), questo è quello che i poteri ci hanno indotto a credere perchè fa comodo a loro e solo a loro, l'azienda manco dovrebbe avere il diritto di spulciare nella mia vita privata. Intanto vediamo di non confondere mele con pere, qui si parla di avere un profilo contenente semplici riferimenti all'azienda (lavoro per loro, rilanci di loro post, eccetera) e al nudismo, non di commenti negativi sulla stessa (che poi sono, anche giuridicamente, pure libero di farli se dico la verità). Se tu fai questo su un sito di alpinismo, nuoto, eccetera l'azienda non solo non ti dice nulla ma magari ti ringrazia anche per la pubblicità occulta e gratuita che gli stai facendo, perchè deve essere diverso per un sito di nudismo? Sul mio profilo Linkedin (sn dedicato al lavoro) da sempre ho ambedue le cose, ora ho bloccato i repost degli articoli di Mondo Nudo ma solo perchè in questo momento devo lasciare massima evidenza a quelli di PEARL al fine di trovare lavoro. Appena risolto riattivo il collegamento. Ah, attraverso PEARL arriverò a proporre corsi vestiti facoltativi, siatene certi, anzi già l'ho fatto. C'è un'azienda che non solo mi supporta rilanciando anche alcuni dei mie post su Twitter, ma si è da sempre resa disponibile a comparire nelle locandine dei mie eventi e di quelli de iNudisti e il mondo non le si è rivoltato contro, anzi, un intero paese del bresciano ora apprezza quello che sono e che faccio. Finiamola di renderci noi stessi schiavi di un sistema malato, se vogliamo crescere (e far cambiare le cose) dobbiamo contrastare con tutte le nostre forze tali atteggiamenti discriminatori e insulsi!
quagliozzi ha scritto: Questo è quello che faccio io: ammettere sempre ma senza ostentare.
Quello che dicevo io è tutt'altra cosa (tecnica di comunicazione che se ben usata mi permette di far apprezzare il nudismo pressoché a tutti). Visto che hai tirato in ballo la questione... Perchè non dovrei essere orgoglioso di essere nudista? Perchè non dovrei parlarne apertamente ma solo nascondendomi dietro parafrasi e metafore? No, questa è altra cosa insulsa e assurda alla quale siamo stati indotti da un certo naturismo che trova sostegno (clienti) proprio in ciò. Parlarne liberamente non è ostentare ma essere sinceri e liberi! Non conosco alpinista, nuotatore, motociclista, ciclista, filatelico e via dicendo che si ponga tali problemi, solo noi e questo la dice lunga, moooolto lunga!
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01/01/2000 00:00
Beh nel curriculum non si dice nemmeno se si è onnivori o vegani, che c'entra? Non si parla di marchiare a fuoco la fronte per far sapere a tutti cosa si è o cosa si fa, ma che se capita occasione, discorso, diatriba etc, è bene che non ci si nasconda e che si parli tranquillamente di tutto. Si troverà più apertura di quanto non si creda.
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01/01/2000 00:00
EnIgMa ha scritto:
Fenice è anche giusto così da parte dell'azienda. Nel privato sei libero, ma se nel privato vai contro l'azienda non è corretto. Dove lavoro io l'anno scorso c'era un po di agitazione e svariati colleghi sui social ne dicevano di ogni.... Li diventa una questione aziendale.
beh, se lavorassi per un mattatoio, o per un salumificio, e poi nei miei socil dico che lo odio, perchè sono vegano.... quasi quasi potrei anche capirlo. Se lavorassi per la sanità [:0][:0][:0] e nei miei social propagandassi sigarette, droga e alcool o medicina alternativa, potrei anche capirlo Se lavorassi per (boh) Oviesse, e scrivo che i prodotti fanno schifo (è solo un esempio), e van preferiti negozi di marca, potrei anche capirlo Se lavorassi per la Banca Pinco Pallino, e scrivo che son ladri, e che alla Cassa di Risparmio di Tiziocaio fanno i tassi migliori, potrei anche capirlo. Se lavorassi per l'Arcigay, e poi nei miei social propagandassi odio razziale e omofobico, potrei anche capirlo.... Su cose cosi ci sarebbe tutta la legittimazione di farlo, di intimarmi, di buttarmi fuori, ma per come misero l'avviso, anche solo l'accenno a cose più fondamentali di un'uscita a cena o dell'ultima ricetta di cucina.... beh allora non sono assolutamente daccordo. Ma siccome per chi lavoro son cacchi miei per il solo tempo dell'orario di lavoro e degli obblighi conseguenti, io non dico dove lavoro, e quel che faccio son emeriti cifolini miei. Per questo dico accontento capra e cavoli. Io non faccio pubblicità a loro, ne negativa ne positiva, e nel mio privato/pubblico, faccio quello che mi piace (e tra l'altro è tutto bello lecito e pulito) E come disse "Razza de can": sono solo fatti miei!!!!!
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01/01/2000 00:00
A me è capitata una cosa simile. È arrivato un avviso in cui si diceva che se nei nostri profili social c'erano riferimenti all'azienda, e relativa commistione con cose non consone, porno etc, saremmo stati perseguiti per diffamazione aziendale o qualcosa di simile. Beh, io non ho mai scritto ne dove né per chi lavoro, e nel mio profilo metto quel che mi pare e piace (porno no, ma nudismo sempre presente), e ho risolto capra e cavoli. Capirai, ormai che son nudista lo sanno anche i sassi, devo aver paura proprio di loro? Ottimo emanuele
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