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ConteMax ha scritto:
Rifiuti richiamano rifiuti. "non sarà mica il mio a dare fastidio, è già pieno qui...."
Ricordo 40 anni fa in Austria. A Mestre si camminava tra pacchetti di sigarette fogli di giornale e carte di caramelle, li pulitissimo. Scarto la caramella e non mi viene per nulla istintivo di gettare a terra la carta. Mi guardo in giro e vedo un cestino a 20 metri. Vado e la butto. Oggi Mestre ha tantissimi cestini per le strade che ora sono pulitissime.
Si chiama educazione indotta.
poi ci dovrebbero essere le scuole. Tra le tante materie inutili, dovrebbero inserire un'ora alla settimana di educazione ambientale, iniziando dalla prima elementare. Creare la prossima generazione più consapevole e responsabile potrebbe essere parte della soluzione
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Quoto le tue opportune considerazioni, ma oltre all'educazione indotta dovrebbe esserci sempre un'educazione originaria, familiare, che rende pleonastica l'indotta e la deterrenza delle sanzioni. Condivido anche il rilievo didattico, basterebbe anche inserire l'educaz. ambientale in un programma pedagogico di una materia più vasta e fondamentale (e spesso assente o trascurata), cioè educazione CIVICA.
A tutto questo mi verrebbe comunque da aggiungere che per chi ha una sensibilità ecologica plenaria il gettare/lasciare rifiuti dovrebbe comunque provocare naturale repulsione.Così come vederli abbandonati irresponsabilmente in pubblico,in città come in aperta natura. Io quando sono in luoghi sporchi, inquinati e sim. o scorgo in giro rifiuti (di ogni genere, in particolare i non-biodegradabili), ho uno spontaneo rigetto e fastidio, con la tendenza a volerli raccogliere e ripulire subito tutto. E' d'altronde vero che un concreto rischio di "assuefazione" c'è, basti pensare a certe zone di Roma o, appunto, ad alcune spiagge libere
ciao