A me questo giornalista fa venire in mente i tizi che hanno organizzato i vari Family Day finendo col fare pubblicità alla causa omosessuale e spostando l'opinione pubblica dalla parte opposta, perchè la chiusura mentale e/o il bigottismo induce la maggior parte delle persone a pensarla diversamente. La libertà piace a tutti e quando la si vuol limitare, anche se con la scusa di un certo moralismo, la gente si schiera dalla parte della libertà.
Tornando alla nostra questione, le linee da seguire ritengo siano tre: una è quella giudiziaria, cioè denunciare a propria volta chi cerca di limitare la nostra libertà, fare ricorsi al TAR e, se necessario, arrivare persino in Corte Costituzionale; la seconda è quella culturale, cioè far conoscere la cultura naturista, cosa significa, il beneficio che si trae dall'accettazione del sè ecc.; per ultima, ma non meno importante, la rilevanza economica, citando ad esempio cifre e dati concreti (ottenute da quei paesi dove il naturismo non è un tabù) raccolti magari con l'aiuto delle associazioni estere. Certo che se le varie associazioni la smettessero di fare le primedonne e collaborassero unendo sforzi e soldi ... sarebbe meglio.