Diritto non è Libertà di esser nudi

PaoloBolsena 02/09/2026 21:37 1.818 Visite
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01/01/2000 00:00
PaoloBolsena ha scritto: ...come ha ancora una volta simpaticamente dettagliato Siman...
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01/01/2000 00:00
nick54 ha scritto:
ConteMax ha scritto:
Grandioso il Colosseo quando era integro.....!!![8D]
Hanno dovuto ridimensionare il progetto, per via del costo delle finestre.[:D]
IGNORANTI!!!! [:38] Non è il Colosseo. [:142] E' la torre di Pisa prima che si ammosciasse per via della cura dimagrante.
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01/01/2000 00:00
maro58 ha scritto:
ma poi ci dividiamo sul quando e come... [:)]
Se è per questo, qualcuno si divide anche sul perché....[;)]
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01/01/2000 00:00
nick54 ha scritto: Non ci capisco più nulla, è diventata una Babele......
Zitto, per carità, che se lo viene a sapere Fenice...[8D]
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01/01/2000 00:00
Sono molto d'accordo con quello che scrivi, anzi seppure il nostro stato di diritto faccia acqua da tutte le parti (certezza del diritto, carceri, obbbligatorietà azione penale ecc.) se siamo qui a parlare di queste cose lo dobbiamo proprio al fatto che "di fondo" viviamo in uno stato di diritto. Però non credo che sia una questione di maggioranza. Sebbene sia vero che alcune regolamentazioni del costume pubblico siano giunte (magari via referendum) a colpi di maggioranza, ve ne sono altre (pensa alle unioni gay), che hanno seguito altre vie per così dire "culturali" nazionali, che hanno goduto peraltro di un effetto notevolissimo dovuto alle pressioni internazionali culturali e non. Siamo molto lontani da questo quando parliamo di nudismo. Ma abbiamo alcune armi, credo, a disposizione, armi che non abbiamo avuto prima. Alcune che mi sembra si possano individuare sono: 1. Il bypass amministrativo deciso dalla depenalizzazione ha un effetto rilevante su tutto ciò che è avvenuto prima della depenalizzazione stessa in materia di nudismo (penso alle sentenze cassazione ecc.). Cosa accade agli atti contrari alla pubblica decenza perimetrati da quelle sentenze nel momento in cui - depenalizzati - finiscono in un procedimento amministrativo (equità, appello ecc.) 2. Il comune senso del pudore, che per come è considerato è in sé figlio di un dislocamento linguistico (il pudore è soggettivo, non è attribuibile a terzi), ne esce perimetrato. 3. L'enormità delle sanzioni (molto più elevate di quelle comminate per atti assai più rilevanti). Il diritto positivo è quindi sì schiacciato dalla normativa, ma la normativa non ha mai zoppicato tanto come in questo momento. Mi chiedo se mettendo in fila i pezzi non si possa creare lo spazio per un'azione politica innovativa.
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01/01/2000 00:00
Ok ...ho letto tutto e capito quasi tutto, ma la domanda è "Praticamente che si può fare?" Altrimenti rimane tutto un po' così, tra carte e nuvole.
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02/09/2026 21:37
Dimenticavo nelle ultime chiacchiere che abbiamo fatto un elemento forse non secondario che spesso tendiamo a sottovalutare quando parliamo di nudismo: confondiamo facilmente libertà soggettive e diritti positivi. Basti vedere come gran parte della comunicazione dei nudisti attorno al nudismo, non solo in Italia, giri attorno alla libertà di sentirsi in contatto con l'ambiente piuttosto che di vivere come natura crea ecc. Se ci si fa caso le immagini che vengono proposte sono generalmente quelle di corpi più o meno atletici collocati in panorami mozzafiato. E' un tipo di comunicazione antica e sempre uguale a se stessa che tenta di descrivere le meraviglie di una "libertà nudista" e di sollecitare in chi ne fruisce una sorta di identificazione, del tipo "ah già, certo, solo così posso godere dell'ambiente nel modo giusto" ecc. Nella speranza, evidentemente, che chi riceve il messaggio poi in qualche modo si unisca alla "causa" o quantomeno non la ostacoli. O magari di pubblicizzare un campeggio. Conseguenza di questa comunicazione è venire ignorati o, nel migliore dei casi, ottenere degli spazi mediatici pieni di allusioni e battutine e privi di qualsiasi proiezione. Non è certo a causa di questa comunicazione se oggi il nudismo in Italia è rappresentato da multe salatissime, ma di certo non aiuta proseguire su questa strada. La via dei diritti positivi è quella del passare dal credere che nudismo sia un genere di comportamento a comprendere ciò che invece è in termini identitari. Se si comprende che il comportamento nudista attiene non alla libertà di mostrare le chiappe ma a quella di esercitare appieno la propria personalità ecco che la "libertà soggettiva" diventa un "diritto positivo" in cui qualunque cittadino, nudista o meno, ha un pezzo d sé. I diritti positivi sono gli unici a venire affermati pur tra molte difficoltà nel mondo contemporaneo, si pensi ai matrimoni gay, proprio perché non riguardano piccole minoranze su cui è facile ironizzare ma perché riguardano tutti (se io mi posso sposare perché lui no?). Scusassero la lunghezza [:o)]
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