Discorso è riflessioni che fanno… riflettere.
Davvero oggi “pretendere” di fare il nudista è diventato un problema, anzi, il problema accresce ogni giorno di più.
Ma poi, visto che di riflessione si tratta, ci pensi sopra. E fai parallelismi.
Esempi?
Credo nella differenziata, poi vedo servizi dove chi non la fa, dove ci sono problemi economici e politici, si ritrova sommerso di immondizia, di topi e di prossime infezioni. Ti viene la voglia di fregartene, di allinearti, ma poi dici: ma se mi ci metto anche io, e poi il vicino, e poi gli altri, finisce a strade piene di immondizia pure qui.
Senti ogni giorno di problemi economici, di sprechi, di debiti, di gente che non paga le tasse, e che si gode il maltolto.
E ti viene da dire, caxxo ma allora frego dove posso pure io. Niente scontrino ma sconto, niente fattura e il medico mi curerà meglio, niente progetti e il muratore che guadagna di più mi farà un lavoro migliore. Poi ci rifletti, come mi è successo oggi, e durante un ispezione ho trovato macchine accese inutilizzate, e ho litigato chiedendo chi pagava l’inutile spreco di corrente, portando ad esempio il giovane che era con me e che spera di essere assunto, ma non ci son soldi perché … vengono diversamente sprecati.
Quindi, come diceva il buon Manzoni, la giusta via per me sta nel mezzo. Obbligo di stare nudi? No davvero.
Arrendersi? No davvero.
Godersi però una giornata con amici tessili o fino a tarda sera? (Gli esempi del caro amico conte) perché no? In quel caso il mettersi il costume è un mezzo fastidio, compensato da altri piaceri.
Non tornare tessili, ma nemmeno fissarsi sullo stare sempre nudi.
In vero le mie condizioni di vita attuale non mi richiedono di metterlo, ma se proprio dovessi… il fastidio massimo sarebbe il comprarne uno perché quelli che ho sono ormai ossidati e “mangiati dai topi” [:D][:D]