Dado, hai ragione e hai torto.
La cosa sarebbe corretta, a mio avviso, se l’avversione fosse tale da impedirti di praticarla. Se l’avversione è solo nel coinvolgimento personale, allora non hai ragione.
Provo a spiegare.
Le due persone di una coppia non sono mai di norma identiche su tutto. Sarebbero due fotocopie, senza stimoli reciproci, quindi destinati a fallire.
Nella pur collimazione di vedute generali, è proprio la differenza tra i due che, se da una parte obbliga a compromessi o a farsi piacere/tollerare/accettare i desideri dall’altra parte tiene unita e viva la coppia stessa.
Degli esempi: a uno piace la pasta all’altro la minestra
A uno piace stare sul cibo tradizionale all’altro sperimentare cibo nuovi.
Ad uno piace perdersi la domenica nelle partite di calcio, all’altro piace andare a passeggio o con amici
Ad uno piacciono le pantofole, all’altro stare sempre con la valigia in mano
Potrei proseguire all’infinito.
Intanto l’importante è che la visione dell’uno non vieti all’altro le sue passioni. Se già uno partecipa alla passionò dell’altro, pur non abbracciandole del tutto, è gran cosa.
Se te giochi a pallone, e tua moglie no, ma invece di andare a far shopping o farsi l’amante nel frattempo, ma ti segue al campo, non è già gran cosa?
Certo, hai ragione quando dici che certe complementarietà sarebbero ancor più magnifiche se partecipate in toto, ma anche così non sono male.
Se io avessi un partner, di certo chiederei prima se ama il nudismo, perché di essere ripreso perché sto nudo a casa o in spiaggia non se ne parla proprio, già dato.
Ma se qua sta cosa è nata in un crescendo, già essere accettati e compartecipati va benissimo, no?