Ognuno è libero di acquistare dove preferisce per i motivi che ritiene più validi, ma rivoglio mettere una nota su un dato sbagliato, che ho già detto sopra.
Il pagamento delle tasse riguardano solo sito social, informativi, etc, che hanno la residenza legale estera.
Google, bing, Yahoo, Instagram, Facebook, Twitter, tic toc, e tanti altri simili. E riguarda la pubblicità che passa nei loro siti soprattutto.
Amazon vende alcuni articoli in proprio (cioè fa del magazzino su quelli più quotati come livello di vendita, e altri a bassissimo prezzo, per cui, caricati delle spese di spedizione, non potrebbero essere trattati. Tutti gli altri vengono venduti direttamente da negozianti o grossisti con sede propria, che vendono attraverso i canali Amazon. Tutti e ripeto tutti pagano l’IVA, all’Italia, non all’estero. Basta guardare ogni singola fattura ordine emessa, e volendo si può anche richiedere copia originale.
In pratica, per fare un esempio, io domani voglio cominciare a commerciare le mie salsicce. Dato che qui le fanno tutti, non avrei mercato, o alias, avrei forte concorrenza.
Divento venditore su Amazon, lui, che sappia, mi da i suoi imballaggi, e inserisco articolo e prezzo nei suoi canali.
Mi arrivano gli ordini tramite Amazon, io spedisco, Amazon riceve il pagamento , toglie la sua commissione, e mi versa il guadagno. Io verso l’IVA
Altro esempio di e commerce. Lulu. Noi abbiamo lì dentro il libro di Siman, di cui ci ha lasciato le provvigioni. Chi compra il libro lo fa attraverso Lulu. Lulu spedisce, riscuote, paga le tasse, paga l’articolo, trattiene la commissione, e mensilmente (o periodi più lunghi in caso di meno vendite) ci versa su paypal il guadagno già al netto delle tasse.
Quindi prima di dare retta al gran bugiardo, facciamo attenzione a dar colpe.
Per il resto… anche Amazon e tanti altri simili hanno catene immense di operatori (lavoratori italiani) che operano al suo interno, assieme ad una marea di indotto, una catena che da lavoro a tanta gente. E teniamo conto che, potete vederlo da soli nelle varie pubblicita, l’ecommerce ormai sta diventando lo standard del futuro su molte cose, non alternativo totalmente, ma con sempre più presenza. Pensate che questo sistema, assieme all’asporto, ha salvato tutte quelle aziende che potevano migrare il tipo di vendita.
Per me non seppellirà mai il negozio classico, anche perché non sempre i dati riportati negli articoli son chiari, non sempre sono poi così convenienti, e spesso toccar con mano rimane la soluzione migliore, quindi per me sopravviveranno entrambi, purché ci sia un rinnovamento della tipologia gestionale di offerta