L'arzigogolo (2020)

Luzy_pan 02/09/2026 21:37 2.927 Visite
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: la cosa, letta in politichese, stimola un avvenire con molte aspettative.
a me invece pare l'esatto contrario.
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
Esattamente (ultimi due interventi) e farei notare in particolare che le zone cosiddette "storicamente frequentate" (che di volta in volta andranno documentate), dunque zone dove è consuetudine il nudismo naturista, qui rischiano di essere identificate con quelle spiagge "non autorizzate" ma gestite da associazioni il che travisa totalmente il concetto progressista espresso dalla Sentenza di Cassazione venti anni fa. la Lecciona, Il Mort, Guvano, alcune spiagge sui laghi del nord, moltissimi siti sui fiumi del nord (solo per citare ciò che conosco) sono storicamente frequentate/i dai nudisti. Il politichese a cui fa riferimento Fenice mette la stragrande maggioranza di questi siti nudisti fuorilegge. E sicuramente tutti questi ultimi citati. E' paradossale dato che alla Lecciona la consuetudine naturista (pochi o tanti siano i nudisti presenti) è accettata in sintonia con la Sentenza sopracitata e il comportamento coscienzioso delle forze dell'ordine fa sì che nessun nudista venga multato. Certo è che remando contro, come peraltro fanno gli stessi nudisti e naturisti su questo e altri siti, andremo verso il peggio. L'arzigogolo infatti consiste nel far credere a qualcosa di positivo in luogo di uno scritto decisamente reazionario.
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01/01/2000 00:00
Luzy_pan ha scritto:
pieros_it ha scritto:
Luzy_pan ha scritto:
Esattamente (ultimi due interventi) e farei notare in particolare che le zone cosiddette "storicamente frequentate" (che di volta in volta andranno documentate), dunque zone dove è consuetudine il nudismo naturista, qui rischiano di essere identificate con quelle spiagge "non autorizzate" ma gestite da associazioni il che travisa totalmente il concetto progressista espresso dalla Sentenza di Cassazione venti anni fa.
Veramente, se leggi bene il documento, il ministro l'ha anche riportata nella sua risposta la sentenza della Cassazione del 2000, ribadendo che nei posti dove è consuetudine la pratica del nudismo non è reato...
Perdonami ma non ti seguo; aspetterò il pistolotto di Fenice (18mila battute [:D]), sicuramente chiarificatore.
Pur evidenziando un lato per me negativo "Al di fuori di queste zone, la condotta in esame integra l'illecito amministrativo sopra richiamato"... Vi sono comunque degli spunti positivi e che lasciano manovra per intervenire. unico problema la durata di questa legislatura...
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
Scusate ma a me sembra che si perda di vista il senso Della Sentenza di Cassazione citata nel documento. Lasciamo dunque perdere la collocazione della citazione all'interno del documento, non sapranno scrivere o scriveranno in maniera strumentale, chi se ne frega o mio caro fenice... A prescindere da questo la Sentenza ha una funzione e di questa funzione solo uno Stato reazionario può impipparsene. E' una discussione che ho già fatto anni fa sul sito di italianaturista. Una sentenza di Cassazione ha un valore e vorrei qui l'intervento di qualcuno che possa vantare titoli per spiegare questo valore... Io la metto in parole povere, il topless è stato legittimato sulla base di una sentenza (adesso non ricordo nello specifico ma forse proprio quella citata ne riconfermava la legittimazione già avvenuta), dunque perché il nudo genitale in ambiente naturista non lo deve essere? perché la nazione è ancora bigotta? Ce ne libereremo di questi bigotti, una volta per tutte.
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Marcolino
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01/01/2000 00:00
Ma di che documento si tratta?
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
pieros_it ha scritto:
Luzy_pan ha scritto:
Esattamente (ultimi due interventi) e farei notare in particolare che le zone cosiddette "storicamente frequentate" (che di volta in volta andranno documentate), dunque zone dove è consuetudine il nudismo naturista, qui rischiano di essere identificate con quelle spiagge "non autorizzate" ma gestite da associazioni il che travisa totalmente il concetto progressista espresso dalla Sentenza di Cassazione venti anni fa.
Veramente, se leggi bene il documento, il ministro l'ha anche riportata nella sua risposta la sentenza della Cassazione del 2000, ribadendo che nei posti dove è consuetudine la pratica del nudismo non è reato...
Perdonami ma non ti seguo; aspetterò il pistolotto di Fenice (18mila battute [:D]), sicuramente chiarificatore.
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Non partire dal “se mi dai un luogo, deve essere fatto così e cola” ma “devi scegliere un posto, punto” Ci arriveremo mai? Chissà
Bulala (Gela).
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
sergino ha scritto: Pur evidenziando un lato per me negativo "Al di fuori di queste zone, la condotta in esame integra l'illecito amministrativo sopra richiamato"...
Ma va? Mi aspettavo lo scrivesse Fenice...
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: La nazione non è bigotta, è antica, ma ancor più vuol nascondere le stesse cose che fa, di nascosto. Nudo topless prostituzione, cose che fan tutti, o quasi, ma guai a farle di giorno o davanti a tutti.
e il sesso dove lo metti scusa? escludendolo certo non capisci perché la nazione è assolutamente bigotta
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Luzy_pan
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01/01/2000 00:00
in sostanza stai dicendo che la nazione è bigotta... [:D]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Dovevo fare tutto il lunghissimo elenco delle cose che tutti fanno, ma di nascosto? Ne ho citate tre o quattro, ma sai benissimo che l’elenco è infinito.
no, scusa, il mio appunto era per sottolineare che nudità e attività sessuali - ogni genere di attività lecita, non solo la prostituzione da te menzionata - sono gli aspetti della vita umana sottoposti a rigido giudizio e controllo da parte di una società dove la morale sessuale bigotta è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al passato (il "fare di nascosto" è la prova dell'esistenza di questa morale) quindi se leviamo la sessualità come aspetto del vivere di ogni cittadino italiano sopra i 14anni, verrà a meno la critica alla società bigotta e la comprensione stessa del metodo critico applicato in questo clima dominato da una morale sessuale bigotta si inseriscono i tentativi di proposte di legge per la legittimazione della nudità naturista pensare che gli interlocutori al governo siano tutti o almeno in buona parte cittadini emancipati sessualmente tanto da aver scisso il legame morboso tra sesso e nudità è pura utopia questo è il problema, non il fatto che siamo sotto Covid-19
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01/01/2000 00:00
Perché una sentenza esamina dei fatti (nel particolare una denuncia fatta ad un tizio che si era denudato in un parco pubblico, a Campello su Clitunno, in Umbria, mettendosi su un tavolino, luogo dove vanno turisti e scolaresche a visitare dei favolosi giardini, ed era una condanna al libero stare nudi, tranne che nei luoghi storici naturisti, dove stare nudi non crea disagio e riprovazione ) e ragiona su quelli, ma non crea giurisprudenza, non crea una legge che mette regole e paletti. Quella del topless risale a 40 e rotti anni fa, ed era sula stessa stregua. Licenziare il topless non significa ammetterlo tout court, tanto vero che ogni tanto assistiamo a denunce e reprimende varie, perché il seno nudo, per quanto sdoganato, non è, ahimè, ammissibile ovunque. Sta poi al parlamento emettere leggi apposite che definiscano, per tutti e per tutto, i confini dei “permessi”, secondo le linee guida della cassazione. Tanto è vero che di tre sentenze, una a favore e due contrarie, tutte più o meno dicono la stessa cosa: ci vogliono regole. Cosa che ha ripetuto anche il ministro: portate una proposta di legge se volete chiudere la questione. La sentenza non potrà mai mettere dei confini, non potrà mai dire qui si là no, non è il suo scopo. Lei esamina i fatti relativi alla denuncia in corso. E ha detto: si, il nudismo non è illegale, ci sono posti dove si può fare, ma questo non lo era, e quindi il tizio va condannato. Ma come gestire “questi posti” , come riconoscerli, dove possono essere, lo deve determinare una legge specifica. La nazione non è bigotta, è antica, ma ancor più vuol nascondere le stesse cose che fa, di nascosto. Nudo topless prostituzione, cose che fan tutti, o quasi, ma guai a farle di giorno o davanti a tutti. Il nudo in ambito naturista possono criticarlo ma non han mezzi per contrastarlo; quello che viene combattuto e che sta sempre sui giornali, è quello al di fuori delle aree autorizzate, e lo sarà sempre, finché non saranno scritte regole e non verranno affissi cartelli. Inutile girarci intorno.
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01/01/2000 00:00
Già, la vecchia proposta Grillini. Anche io sarei dell’idea, e pure nella proposta c’è, il problema vero è che son convinto non la modificheranno mai. O se lo fanno, con 1000 di quelle chiose che diventerebbe inapplicabile. Dovrebbe scomparire del tutto, allora sì che sarebbe una soluzione. Ma riguarda troppe cose e non scomparirà. Rimane il fatto che la proposta così scritta, diventerebbe vincolante per ogni comune: tutti dovrebbero dedicare un’area, metterci due cartelli stop. E se ritengono di non averla, devono appoggiarsi al comune vicino. Ho paura che se mai arrivasse in aula sarebbe guerra dei soliti benpensanti, ma di fatto è una concezione diversa delle proposte fatte finora. Non partire dal “se mi dai un luogo, deve essere fatto così e cola” ma “devi scegliere un posto, punto” Ci arriveremo mai? Chissà
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01/01/2000 00:00
Mi hai chiamato in causa per evidenziare i suggerimenti scritto nel politichese, non per evidenziare cose già ben scritte e note, quelle te le leggi da solo. Per quanto non è molto vera l’equazione, però è ovvia: se ci sono aree autorizzate, palesemente nelle altre l’autorizzazione non c’è, quindi nemmeno le scuse. Tanto è vero che i primi antichi approcci, on Grillini, erano tesi all’abolizione del 726, unica modalità che avrebbe ammesso il nudo praticamente ovunque, anche in città. Senza condanna il tutto diventa lecito ovunque. Ovviamente il ripiego è stato: se non ovunque, almeno che si possano creare zone. E pian piano stanno sorgendo. Ma queste sono come le aree di sosta. Se non crei aree ovunque poi parcheggiare, purché non crei ostacolo o impedimenti. Se crei aree di sosta, significa che puoi parcheggiare solo lì e non altrove, anche senza specifici divieti. Questo anche in presenza di una legislazione che dice che ogni cosa deve essere segnalata, per assurdo, e nemmeno poi tanto, del tipo: li puoi parcheggiare e li no. Ma è anche vero il contrario appena esposto: se ti ho dato delle aree, oltre e significa che non puoi, anche se non metto divieto specifico, altrimenti non avrebbe senso identificare l’area apposita. Mi sembra lapalissiano.
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01/01/2000 00:00
Dovevo fare tutto il lunghissimo elenco delle cose che tutti fanno, ma di nascosto? Ne ho citate tre o quattro, ma sai benissimo che l’elenco è infinito.
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