siman ha scritto:
| | a_fenice ha scritto:
...E riguarda solo i maschi. Se una volta si cimentavano solo a lametta e lanciafiamme, oggi il mercato ha visto uno spazio per espandersi, e pubblicizza schiume, cere ...
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Noooo! Non farmi ricordare la tortura.[:211][:211][:211]
Quando sono arrivato a Cap fin dalla prima volta, ho notato che oltre al divieto di indossare alcun tipo di costume/vestito in spiaggia e indicato dagli appositi cartelli, ce ne era uno non scritto ma quasi del tutto rispettato: il divieto di mostrare qualsiasi tipo di pelo su un corpo umano.
Una sorta di ulteriore nudità dove neppure la normale peluria potesse essere di schermatura alla pelle. Personalmente non critico certo tali nudisti ad oltranza, perché trovo giusto che ognuno decida tranquillamente come e cosa fare del proprio corpo.
In spiaggia, infatti, moltissimi nudisti sono tali anche dabbasso. A dir il vero ho notato, seppur per mera e innocentissima deformazione professionale di distaccato osservatore, che qualche rarissima donna sfoggia un qualcosa di irsuto ma, doverosamente, bisogna ammettere che è curato nei minimissimi particolari.
Il detto -neanche un pelo fuori posto- assai probabilmente deve essere nato lì.
Gli uomini o meglio, i pubi dei maschi in generale invece si dividono tra glabri, per la maggior parte e, ma molto meno numerosi, tra barbutos di cubana memoria. Grovigli pelosi così sovrabbondanti che a volte il loro unico abitante, meschinetto, fatica a far timidamente capolino mentre, ciondolante, tiene il tempo all’incedere dei passi del suo proprietario.
“Sono quasi tutti rasati” notai rivolgendomi a mia moglie.
“Hai scritto un libro sul nudismo e non sai che è consuetudine rasarsi il pube?” domandò sarcastica mia moglie per vendicarsi di quando l’avevo presa in giro quando tornò dall’estetista più liscia della Barbie, la vigilia della partenza per le nostre vacanze.
“So che molti si rasano dappertutto, ma a che pro lasciare peluria su ventre, petto e schiena e rasarsi solo lì?” proseguii.
“Se vuoi vado a chiederlo a quei due giovani uomini che poco fa, mentre sono andata da sola in mare, mi hanno seguita chiedendomi se mi stavo annoiando proponendo gentilmente di tenermi compagnia” si offrì ridendo.
“Ma no. Non disturbarti amore. Sicuramente questa curiosità mi lascerà dormire stanotte” la rassicurai benevolo per non darle quella incombenza.
Tuttavia, ancora colpito da ciò che avevo constatato in spiaggia, quella stessa sera, a spasso per la cittadina, mi divertivo a ipotizzare come potesse essere la capigliatura intima dei vari uomini che incontravamo.
Fu allora che mia moglie, fingendosi spazientita esclamò:
“Il tuo è solo un senso di disagio per non essere depilato come i più tanti. Adesso ti porto dall’estetista così finalmente potrai sentirti conforme al posto in cui siamo.”
“Parli come se il mio pube fosse uguale alla capigliatura di Caparezza” risposi preoccupato che lei mi reputasse più vicino, come immagine nudista, ai portatori di cespugli.
“Secondo me hai solo paura della ceretta” rintuzzò lei, ormai divertita.
“Macché paura. E’ solo che mi imbarazza a farmi -cosare- proprio lì da una donna.”
replicai per scantonare quella terrificante eventualità.
“I problemi sono stati creati per essere risolti” disse. E senza darmi tempo di replicare, mi prese per mano e si diresse verso la piccola galleria commerciale di Port Nature, fermandosi di fronte ad un piccolo centro estetico dove, sulla porta, stava sostando il proprietario.
“Est-ce qu'il fait la cire dépilatoire inguinale aussi aux hommes?” Chiese gentilmente lei.
“Bien sûr” rispose quello.
Cercando di bluffare ignobilmente sulla mia profonda conoscenza del francese, per scantonare l’esperienza, rivolgendomi a mia moglie dissi:
“Visto? Ha detto -bien sur- che nel loro dialetto significa -non ci penso nemmeno!-”
Quel belinone di un francese invece, intromettendosi maleducatamente in una conversazione tra marito e moglie, sforzandosi di parlare in italiano, mi disse:
“Ma non, mounsieur. Bien sûr significa certamOnte.Stia trOnquillo. Sono beaucoup spcialiSSato nella Sceretta a li uomini. Nous usiamo quella di nostra produSion che è quasi indolore.”
“Visto? Hai anche la fortuna che non sentirai male.” disse lei sospingendomi all’interno dello studiolo.
“Ok, ok facciamo questa cavolata. Comunque, sia ben chiaro: non ha detto -indolore- ma -quasi indolore-. Siamo precisi per favore!” brontolai preoccupato mentre, dopo essermi spogliato, mi stendevo sul lettino.
“Bien. Ora mettiamo un petit de cremà pour prepar la peou o la pellè, come dire voi italiens” esordì il vate del pelo superfluo.
“Et apres...dopo, una spruSSata de borotalcò. Et voilà è tutto pronto” proseguì.
“Tutto pronto per l’olio bollente; -lo interruppi preoccupato- mi sembra di avere un totanetto infarinato pronto per la frittura.”
Dopo qualche istante, ruppe un piccolo pezzo di una lastrina di materiale scuro e iniziò a manipolarla per ammorbidirla informandoci nel frattempo:
“Est la nostra creaSCion; simile alla Sceretta araba ma plus...come dir?...evolùta.”
Mentre mia moglie, interessata, chiedeva i procedimenti per quella realizzazione io riflettevo sui pro e i contro per aver preferito un estetista uomo.
Con una donna, in effetti e sotto i maneggiamenti nelle sue immediate vicinanze, il mio arnese avrebbe potuto issarsi maleducatamente quasi a poter curiosare meglio ciò che stava accadendo nei suoi dintorni.
Sicuramente sarebbe stata un ben miserabile figura.
Oddio, forse per qualcun altro che sta leggendo, e al contrario, si sarebbe trattato di una orgogliosa attestazione di maschia efficienza.
Con un uomo, invece e conoscendomi, sicuramente tale incresciosa eventualità era nulla.
Tuttavia, contemporaneamente, mi chiesi se non fosse stato meglio correre il rischio di far la meschina figura dell'arrapato con una estetista donna, piuttosto che venire tocchignato per la prima volta nella mia intimità, da un uomo.
Nel frattempo quello iniziò a stendere un pezzetto di quella pasta sopra la parte pelosa che doveva essere ripulita.
Dopo che fu amalgamata nei peli, mentre la asportava velocemente esclamò:
“Voilà! Visto? Tu non hai sentito niOnte.”
“Niente un paio di palle, sempre che tu me le lasci attaccate ovviamente” risposi mentre una vampata di fuoco vivo mi invadeva la zona trattata.
Il supplizio di quella operazione QUASI indolore, come la chiamava quell’aguzzino degno della Santa Inquisizione, durò un tempo infinito.
Fu in quel momento che ebbi la certezza della mal interpretazione della famosa frase pronunciata da Galileo Galilei, quando dovette ritrattare le sue scoperte astronomiche.
Se per farlo convincere, i boia gli fecero la ceretta, quel suo -Eppur si muove- era da riferirsi sicuramente ad un testicolo particolarmente coinvolto dalla tortura e non certo alla Terra.
Ero quasi lieto della fine del trattamento quando un’altra indicazione del torturatore mi impensierì:
“Tira su le gOmbe e tienile sollevate tenOndele con le braccià sotto i ginocchi”
“Perché?” domandai allarmato.
“Devo fare l’anus”
“L’anus? E che cosa è? Un altro composto estetico?”
“Ma no! E’ l’ano” mi tradusse mia moglie proseguendo:
“Deve farti il culo”.
“!!!!!!!”
Il tempo di riacquistare la salivazione improvvisamente azzerata e lo informai:
“Tranquillo, nel portafogli ho sicuramente abbastanza denaro per saldare la sua prestazione con il classico metodo monetario. Non sono un appassionato dei pagamenti in natura. Se non vanno bene gli euro, ho anche la carta di credito: scelga pure lei quale valuta le aggrada. Dollari? Yen? Rubli? Copechi? Preferisce i Sesterzi?”
Insensibili alla comprensibile preoccupazione di perdere la mia illibatezza posteriore, quell’altro, dopo aver riso come un matto assieme alla mia sciagurata signora, mi tranquillizzò pur se parzialmente:
“Sei tutto bello e depilé davOnti e vuoi rimaner brutto e peloso dietro?”
“Io dietro non mi vedo. Che mi frega se lì sono bello oppure brutto?” cercai inutilmente di argomentare.
E così, assieme a nuovo tormento, eccomi messo in una indecorosa posizione come una figura femminile da Kamasutra, mentre quello…
Finalmente rivestitomi, ci ritrovammo nuovamente a zonzo. Mentre procedevo con ancora l’inguine infiammato, la schiena ritta e a piccoli passi, la perversa al mio fianco domandò:
“Fa ancora male?”
“Diciamo che stavo meglio prima. Lo avessi saputo, mi sarei sparso di crema da barba lì e seppur con molta attenzione, mi sarei sbarbato da solo”.
“Le lamette funzionano esattamente come per la barba del viso. Radono solo ciò che spunta ma lasciano il pelo vivo tanto che meno di un giorno dopo rispunta di nuovo”
e poi senza che potessi ribattere:
“Vedi che vita facciamo noi donne? Anche i nostri rasoi elettrici non funzionano come quelli di voi uomini; niente lamette ma una infinità di pinzette che afferrano i peli e li strappano via eliminando anche i follicoli piliferi. Non credere di aver patito solo tu”.
In effetti non potevo certo darle torto anche se la mia dignità di macho non me lo permise.
Proseguii perciò con solo un ragionamento, riflettendo al sistema depilatorio brutal estrattivo/follicolare delle donne.
“Adesso ho capito il motivo per cui si dice che voi donne -ve la tirate-!”
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