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Messaggio di cescoballa
Probabilmente a molti dei frequentatori del forum non importerà un "c...o" di questo post, ma sapendo che alcuni utenti del forum sono stati, o sono ancora, iscritti all' A.N.ITA., ho ritenuto di pubblicare anche qui alcune mie riflessioni su questa Assemblea.
Un verbale "ufficiale" penso sarà pubblicato sul sito ufficiale dell' Associazione www.naturismoanita.it
"Prima di condividere le mie impressioni sull'assemblea A.N.ITA. di sabato 2 marzo voglio complimentarmi con:
il Presidente dell'assemblea Fabio Zoni che ha egregiamente svolto il suo compito di direzione dell'assemblea e degli interventi, con la segretaria Simona Pea che sono certo produrrà un verbale esaustivo dell'assemblea e con il tesoriere Massimiliano Fantoni che ha ben illustrato il Rendiconto Economico, nonostante sia stato consegnato ai soci presenti pochi minuti prima dell' inizio dei lavori.
Premesso questo non riesco a condividere "l'entusiasmo" di alcuni messaggi; a mio parere quella di sabato è stata l'assemblea meno partecipata degli ultimi anni, solo una quarantina di soci fisicamente presenti e un centinaio di deleghe, quasi tutte date ai candidati del C.D. o a loro familiari.
Altra cosa che mi ha negativamente colpito era la non presenza di tutti i componenti del precedente C.D. (eletto solo un anno fa) e che, a differenza di quelli che si sono riproposti, non si erano dimessi; l'unico presente era Sergio Cattaneo, dimessosi questa estate, e che è anche intervenuto nonostante qualcuno abbia cercato di zittirlo (bravo il Presidente dell'assise che non lo ha permesso). Devo dire che oltre alla lunga relazione del Presidente, dove non si sono toccati argomenti importanti quali i gruppi locali (ASINA, VITRÙ, MonfraNat e Sardegna Naturista) e altro, pochissimi sono stati gli interventi dei presenti; solo io sul Rendiconto Economico, il già citato Sergio Cattaneo, Elio Vera, Giovanni Bagnato, Gianni Bianchini e il sottoscritto, che ha letto anche un contributo di Alessandro Perrucci, sulla relazione del Presidente.
Naturalmente dovendo restare nei 7 minuti del regolamento e non avendo diritto di replica il dibattito non è stato, a mio avviso, soddisfacente in particolare nella replica del Presidente A.N.ITA. che, sempre a mio avviso, non ha risposto ad alcune domande e osservazioni che erano state fatte.
L'elezione del nuovo C.D. (praticamente tutti i dimissionari di novembre del C.D. precedente) è stata regolarmente fatta su scheda dove le opzioni erano: favorevole, contrario, astenuto (non erano previste dichiarazioni di voto).
Dopo l'elezione del C.D. si è discusso dell'unico punto, dei quattro da me proposti, aggiunto all'ordine del giorno e cioè della riapertura del forum dell'Associazione.
A grande maggioranza si è dato mandato al nuovo C.D. di aprire un luogo di confronto tra i soci anche se la forma resta da decidere.
Concludo augurando un buon e proficuo lavoro all' A.N.ITA. e al suo gruppo dirigente; personalmente ho deciso, molto a malincuore e dopo 25 anni di "bollini" A N.ITA., di accettare l'invito che mi è stato urlato durante il mio intervento (vattene) e di non rinnovare più la tessera A.N.ITA. e di restare iscritto all' ANAB e all'ANER.
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Apprendo con tristezza quanto stai rendendo noto, anche se qualcosa era già nell'aria e me l’aspettavo una tale dipartita. Io a tal proposito, so di dover essere l’ultimo ad esprimermi in merito in quanto l’associazione l’ho frequentata gran poco, e forse ho addirittura cercato di evitarla in quanto fatico forse a concepire il concetto di un’associazione naturista come una vera e propria organizzazione, preferirei fosse più intenderla come un semplice gruppo di persone e amici accomunati dalla stessa passione: il naturismo, che nel nostro libero e comune pensare sembra voler essere la cosa più normale, spontanea e naturale che ci sia. Un’associazione sembra a tal proposito in un certo qual senso snaturare tale pensiero libero, facendo forse perdere un po’ il vero spirito naturista. Io per queste mie idee mi sarò forse messo in cattiva luce riguardo ai componenti del direttivo in quanto nei loro confronti posso sembrare per così dire anarchico, anche se ho solo espresso il mio punto di vista, e il mio modo di vivere e di condividere il naturismo, però vedendo come si sta atteggiando l’associazione già solo per il fatto della decisione di chiudere un forum dell’associazione senza sentire il parere degli altri, sollevando anche dall’incarico chi per anni ha contribuito a svilupparlo e farlo crescere al fine forse di mettere il bavaglio ai vari iscritti con il probabile scopo di voler penalizzare le varie e libere iniziative a favore di quelle ufficiali. Anche questo atteggiamento non m’è parso molto democratico, oltre al fatto di voler quasi monopolizzare il naturismo: quello che fa l’associazione riguarda il naturismo le varie altre attività anche se comunque naturiste a tutti gli effetti non sono lecite. L’esempio pratico che posso citare è il fatto di fare escursionismo naturista, se lo faccio da solo o con altri di libera iniziativa è illecito se lo faccio in abito di un’attività associativa è lecito, stesso se frequento di mia libera iniziativa una spiaggia in cui è nota la presenza naturista di altri naturisti e che non è stata riconosciuta come spiaggia naturista. O addirittura il fatto non riconoscere come naturista chi non è tesserato in un’associazione naturista qui proprio siamo all'assurdo, anche se poi il vero scopo è quello di alzare il numero degli iscritti. Oltre al fatto e tu me ne stai dando conferma in quanto hai scritto, c’è chi per far prevalere le sue idee, cerca di scacciare gli altri anche a malo modo, (il rispetto è comunque sempre dovuto) un atteggiamento certamente scorretto e che non rientra nell'etica naturista in cui anche la condivisione di idee fa parte, non solo quella delle varie zone e iniziative naturiste, ma si sa in ogni organizzazione ci sono sempre per così dire le teste calde. Io spero comunque che l’associazione continui a fare proseliti a creare nuove iniziative e nuovi ambienti in cui vivere il naturismo e che possa solo che continuare e migliorare nella sua attività.