Stiamo andando fuori tema, ma...
Ciò che è lecito o illecito di sicuro non sono Federazioni e Associazioni a decretarlo, tantomeno singole persone: lo può decretare solo ed esclusivamente la legislatura.
In Italia la legislatura è muta (purtroppo o perfortuna), nella legge si parla solo ed esclusivamente di atti contrari alla pubblica decenza e di atti osceni in luogo pubblico, ma da nessuna parte vengono poi ben indicati quali siano tali atti, lasciando ai giudici il compito di definirli (e ricordiamo che in Italia una sentenza fa memoria ma non fa legge, quindi ogni volta si riparte quasi da zero: un giudice nonn è tenuto a tener conto del giudizio dei suoi colleghi).
In tale situazione si è nel tempo instaurata una convenzione giuridica che faceva rientrare in tali atti anche la semplice nudità.
Ma poi, grazie a varie sentenze a vari livelli (compresa Cassazione, anche se questa poi si è in parte smentita: anche loro non sono tenuti a tener conto del parere dei colleghi che li hanno preceduti) che rilevavano l'evoluzione dell'opinione sociale, le cose sono cambiate, non totalmente certo, ma cambiate.
Allo stato attuale delle cose la nudità non è ne lecita ne illecita, a livello giuridico (con le dovute premesse già fatte: cambia il giudice può cambiare l'opinione) è però consentita nelle aree appositamente costruite o identificate (in gergo aree ufficialmente riconosciute), è permessa in quelle aree libere dove da trenta o più anni si pratica senza problemi la nudità (in gergo aree ufficiose) ed è tollerata nelle zone a nulla o bassa frequentazione (tipo certi sentieri di montagna o le calette di lago e mare raggiungibili solo a nuoto o in barca).
Alla fine la situazione corrente, anche se non propriamente rassicurante, ci lascia molta libertà d'azione e ci permette di premere un poco sull'opinione pubblica, che, con alterni periodi, continua a evolversi verso l'indifferenza al nudo (nel senso che magari non lo praticano ma nemmeno ne sono disturbati).
Premere non solo con le parole ma anche attraverso l'esempio pratico, ovvero la nudità pubblica fuori dai contesti ufficiali ed ufficiosi, unico modo per spingere realmente alla rinormalizzaizone del nudo e del corpo: limitarla alle aree riservate induce solo opinioni dubbiose che spesso paragonano tali aree ai club del sesso; le aree non recintate vanno meglio ma vengono da molti utilizzate per "andiamo a guardare quei porci di nudisti" e, comunque, non ingenarano l'idea che il nudo sia qualcosa di normale, piuttosto rafforzano l'idea che sia un qualcosa comunque sempre da circoscrivere, isolare, ghettizzare.
A livello legislativo l'unica cosa che veramente risulterebbe risolutiva, e che potremmo accettare, è una legge tipo quella spagnola (la nudità nelle aree demaniali è sempre e ovunque lecita) o quelle britannica e, se ho ben capito (ci sto lavorando sopra per farci un articolo, ma non è facile reperire informazioni certe) austriaca (la nudità è sempre e ovunque lecita, fatto salvo rimostranze da parte degli atri presenti). D'altro canto la Germania dimostra che anche senza una legge specifica la nudità possa felicmente convivere con il vestirsi.