Algol, prima di quotare dei messaggi vediamo di controllarne la data, qui ormai quella fase è stata ampiamente superata, io, per esigenze di condensazione, avevo generalizzato e, come si sa e come si deve sempre tenere conto, le generalizzazioni peccano spesso nei confronti di qualcuno ... ma sono pur sempre forme retoriche di assoluta necessità a cui spesso è d'obbligo ricorrere per evitare lunghe liste, le debite eccezioni, come conferma il detto, non fanno altro che confermare la regola.
Qui sarebbe bene ora rimanere in tema, ovvero concentrarsi sulla questione del Congresso, mi permetto solo di deviare un attimo (che poi non è una così grande deviazione) per riponderti riguardo all'altra questione: le divisioni.
E' vero che l'unione fa la forza, ma l'unione non necessariamente deve intendersi in forma, piuttosto è da intendersi in intenti. Mi spiego meglio.
Le Associaizioni è bene che siano tante perchè le Associazioni devono essere il più possibile vicine ai propi associati, al fine di permettere a questi ultimi di partecipare alle attività delle prime. In teoria dovrebbe esserci un'Associazione per ogni città. Ora, questo può essere raggiunto mediante due strade parallele (ma alla fine alquanto simili):
a) un'unica sigla con varie sezioni sparse per l'Italia (come per il Club Alpino Italiano)
b) tante sigle raggruppate sotto un'unica Federazione (come per la maggioranza delle Associazioni Italiane Sportive e non solo)
La soluzione a potrebbe sembrare la migliore (meno confusione), ma necessità di una grande forza Associativa e di molte persone per la sua gestione, oltyre che di tanti soldi e tanto impegno per ogni singolo associato, cosa che oggi è sempre più difficile avere (tant'è che anche il CAI soppravvive solo grazie alla lunga tradizione storica, nacque sul finire del 1800, e vede le sue fila diventare sempre più deboli e precarie).
La soluzione b potrebbe sembrare peggiore (più confusione), ma in realtà risulta essere molto semplice ed efficace (per fondare un'Associazione bastano tre persone, poche di più per tenerla in piedi), relativamente economica e meno onerosa anche in termini di impegni per i singoli individui che vi partecipano.
Vedi che non importa che ci siano tante o poche sigle, anzi, più ce ne sono più è facile che le persone possano incappare in esse e chiedersi "ma cosa sono?", "ehi, quante e ne sono, ma allora non è poi cosa così di nicchia", quello che conta è che le varie sigle non si facciano la "guerra" (debitamente tra virgolette poichè il termine è forte), cma piuttosto collaborino tra di loro programmando eventi comuni ed evitando di sovrapporsi con gli eventi riservati. Questa strada se nel recente passato sembrava difficile da percorrersi, oggi, come dimostrato dal nostro ultimo Raduno Nazionale, può essere intrapresa e sta per essere intrapresa, grazie anche alla presenza de iNudisti e di tutti gli altri forum indipendenti (ovvero non legati ai siti di specifiche Associazioni) che si sono aperti nello scenario del nudismo.
La Federazione (che invece deve essere assolutamente unica) deve fare la mamma delle Associazioni che non vuol dire fare da dittatore e imporre la propria visione alle Associazioni ma piuttosto percepire dalle stesse (che a loro volta percepiscono dai propri soci) le esigenze nazionali, valutarle e trasformale in azioni e iniziative comuni. Poi la Federazione deve fornire gli strumenti per poter coordinare le varie iniziative, specie se a carattere più che locale, e, soprattutto, aprire la necessaria lobby nel territorio governativo italiano (senza la quale mai o molto difficlmente si arriverà a qualcosa di concreto in senso legislativo; non servono grandi cose, solo l'apertura di un canale diretto di comunicazione e collocquio).