curiosità in rete: divieto al burkini

a_fenice 02/09/2026 21:37 2.240 Visite
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01/01/2000 00:00
Infatti. Entrare in piscina con maglietta e fuseaux dovrebbe essere vietato e tu puoi contestarlo (sempre nel none dell'igiene, sia per la doccia che anche se fatta diventa inutile, sia per malattie cutanee occultate, sia perchè con quella maglietta e quei pantaloni ci avrebbe potuto coccolare il gatto o il cane in braccio per una settimana). Per i bermuda al ginocchio....anche se li aborro....credo che si possano considerare costume. Nascondono zone che difficilmente "ospitano" malattie cutanee e non inibiscono l'efficacia della doccia.... Per l'errore.....ripeto: Maestraaaaa Bandini Spia!!! [:207] [:258][:260]
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01/01/2000 00:00
A prescindere, direi che come sempre la correttezza sta nel buon senso. Come noi non pretenderemmo d'entrare con le scarpe in una moschea o di girare per in paese musulmano in reggipetto e hot pants, credo che sia giusto e corretto che chi ha dei limiti imposti dalla SUA religione se ne debba fare carico, senza coninvolgere chi lo ospita. Ci sono situazioni che per la nostra cioviltà ledono la dignità della donna e per questo vanno vietate.
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01/01/2000 00:00
Marcolino ha scritto:
.. il punto e': ritenete sia giusto che una persona abbia il diritto di fare il bagno come gli pare nudo o vestito che sia?
La mia risposta è: NO No, perchè il diritto lo pretendo ma con le regole del vivere comune. Non pretenderei mai, seppur naturista, di poter star nudo in spiaggia a Lignano o Rimini o Bibione o nella piscina comunale. Quello che per me è normale può essere offensivo, imbarazzante o fastidioso per altri. Devo rispettare anche i pensieri diversi dai miei. Vorrei invece avere spazi o possibilità di stramene nudo dove non posso dar fastidio (tipo spiagge libere) ed in cui chi non approva il mio pensiero abbia possibilità di spostarsi. Vorrei luoghi in cui sia chiaramente permesso stare nudi o adddirittura appositamente attrezzati, luoghi in cui chi non approva non viene. Allo stesso modo, desidero che chi ha costumi, credo, usanze diverse dalle nostre comuni, non pretenda di imporle. Ci sono piscine che accettano il burkini? Bene, che si utilizzino quelle. Imporlo come questione di libertà non è corretto. La libertà di una persona inizia dove comincia quella degli altri, frase vecchia come il mondo. Se c'è il fondato sospettio che una persona vestita possa essere potenzialmente antiigenica o portatrice di malattie cutanee, DEVO avere la possibilità di utilizzare una piscina in cui sia garantita la mia libertà e salute.
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01/01/2000 00:00
Ottimo. Allora DEVE essere autorizzato anche il "Suorkini" ora anche l’occidente ha lanciato a sua sfida, proponendo un abbigliamento più sobrio ed altrettanto castigato: il suorkini ... Immagine utente Vogliamo che si possa fare il bagno nelle loro piscine col Suorkini!!!!! Solo allora permetteremo il Burkini nelle nostre! [:D]
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01/01/2000 00:00
La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... La libertà di una persona finisce la volta che mi scova ancora un solo altro errore.... ....spetta che trovo un attimo che mi procuro una testa di cavallo....e non ti coricherai più tanto serenamente...[8D] [:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
è da un po' che non vado in piscine pubbliche, ma se trovo qualcuno che mi impedisce di far la doccia senza costume in uno SPOGLIATOIO dedicato, mi faccio restituire i miei sodi immediatamente. Dovrei forse andare a casa col cloro nelle parti tra l'altro più sensibili? E allora, che cavolo dio spogliatoi è? Tanto vale eliminarli e far cambiare la gente a bordo piscina. Si eviterebbero anche i furti!
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01/01/2000 00:00
Non vedo perchè un musulmano possa entrare vestito in piscina e un italiano no. Non vedo perchè un musulmano possa andare in giro col volto coperto ed un italiano no. Attenzione ragazzi. Non facciamoci ubriacare da false libertà...... Idee leghiste? Per fortuna che ci sono. Di questo passo, fra qualche anno avremmo l'obbligo di rispettare il Ramadam.
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01/01/2000 00:00
Lo hai guardato? (quello sopra...non fare il furbo![:D]) Non è un costume, è un vestito. Una casacca ampia che copre un paio di pantaloni (solo i pantaloni sono ASSOLUTAMENTE vietati). Sotto alla casacca, non c'è dato di sapere cosa ci possa essere, non può essere aderente chiaramente, per cui si presume che ci sia quantomeno un reggiseno ed un paio di mutande, ma ci starebbe tranquillamente anche un assorbente. Ripeto: oltre all'aspetto imbarazzante, c'è un'importante questione di igiene. A lignano ho visto donne musulmane fare il bagno vestite (con i loro vestiti, innumerevoli teli uno sopra l'altro) e mi ha fatto solamente sorridere per l'idiozia della cosa. In piscina è diverso.
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01/01/2000 00:00
ArturoB, questa volta ti quoto! Ci vogliono regole comuni e rispetto delle stesse, indipendentemente da credo e costumi. Solo in questo modo una società multietnica resta sempre e comunque una società. L'aggettivo "multietnica" diventa superfluo. Come dire "venite a fare un giro in bicicletta" o "venite a fare un giro con le biciclette colorate". Specificare che siano colorate non cambia nulla, lo scopo è essere tutti in bicicletta.
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01/01/2000 00:00
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01/01/2000 00:00
Lo vogliamo chiamare razzismo? ok, allora lo sono. facciamo un esperimento? Domenica prossima proviamo a tuffarci in una piscina pubblica in pantaloni e maglietta. Vediamo quanto ci mettono a buttarci fuori. Mi spaventa come, per paura d'essere etichettati come "razzisti" si stia arrivando al permissivismo più illogico, andando anche contro leggi e culture che ci appartengono. Come per i naturisti, senza voler imporre agli altri le nostre idee, si cerca di attenere spazi "dedicati", anche chi non resiste alla voglia di fare un tuffo ma non lo può fare in costume, cerchi luoghi e strutture "dedicate". A prescindere da una questione estetica (quindi soggettiva), il principale problema è l'igiene. Io prima d'entrare in acqua mi devo fare la doccia. Con un agegggio simile, oltre a diventare assolutamente inutile la doccia, per quel che ne so potrebbe nascondere qualsiasi tipo di malattia dermatologica o scarsa igiene. Forse stiamo arrivando ad un razzismo al contrario??
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01/01/2000 00:00
Prova. Vai in una qualsiasi piscina pubblica e tuffati vestito, senza farti la doccia. Poi mi racconti. Comunque, quando si è ospiti in qualsiasi luogo ci si adegua, non si pretende che sia il luogo ad adeguarsi. Se io venissi domenica a castelsalus pretendendo d'avere un pasto a base di verdure alla griglia perchè son vegetariano, mi fareste fare una corsa. Diverso sarebbe se, sapendolo, mi accontentassi di sbeccolare qualche verdura, senza rompere le scatole a nessuno. No? Oggi invece assistiamo in modo crescente a pretese di adattamento verso chi ospitiamo, e questo non mi va bene. Come già scritto altrove, nella mia ditta ho dipendenti di svariate nazionalità, cultura e religione. Non so e non mi interessa cosa facciano a casa loro, ma nel mio ambiente di lavoro devono sottostare alle abitudini comuni. avevo un marocchino che un giorno s'è lamentato perchè dove andavano a mangiare non specificavano se ci fosse anche carne di maiale tra i vari piatti proposti. Gli ho detto semplicemente che se voleva poteva mangiare formaggio. Così fece.
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01/01/2000 00:00
Marcolino ha scritto: Prova a riflettere: se non si parlasse di musulmani ma si parlasse di normali cittadini italiani continuereste tutti (o quasi[;)]) ad accostare l'argomento centrale del topic a tutta quella serie di cose che sono state elencate? Mi riferisco al crocefisso, alla festa di natale, al rispetto degli usi e costumi fino ad arrivare addirittura ai clandestini delinquenti che si ubriacano e ammazzano?
Ci ho pensato un po' a rispondere: circa la questione burkini ci sono pro e contro, ma Marcolino mi ha toccato un punto dolente. Io i mussulmani non li sopporto. E non a causa della loro religione, ma per l'ignobile imposizione della stessa in ambito civile. Eventuali disobbedienze vengono sanzionate con punizioni corporali che giungono anche alla pena di morte: roba che dovrebbe far rabbrividire chiunque si occupi di diritti civili ed umanitari e che invece non suscita nemmeno un decimo del clamore di cui gode il parrucchino di Berlusconi. Ma noi siamo evoluti e tolleranti e così giriamo la testa dall’altra parte, perché occuparsi del problema in modo diverso dal dire che dobbiamo accogliere tutti nel rispetto delle loro tradizioni sarebbe estremamente scomodo. Donne e bambini sono l’anello più debole di questa catena di imbecillità applicata. I bambini vengono indottrinati da famiglia ed istituti religiosi: nel migliore dei casi si trasformano in acritici prosecutori di una tradizione ottusa e maschilista, nel peggiore in fanatici strumenti di auto ed etero distruzione. Le donne, nella maggior parte dei paesi islamici, sono considerate una sorta di elettrodomestico: vengono scelte da piccole, comprate con una dote, dopodiché diventano un accessorio dell’abitazione al servizio dell’uomo-padrone. Che bisogno c’è di istruirle o addirittura rispettarle: mandereste a scuola il vostro televisore, o vorreste sentire il parere della vostra lavatrice? in Arabia Saudita, che non viene indicato come paese fondamentalista, ad esempio le donne non possono guidare l'auto. Ma io dico, se a questi uomini la prospettiva di peccare contro Dio fa così tanta rabbia e paura, si potrebbe fare dunque loro un favore incatenandoli, facendoli lavorare 12 ore al giorno e ricompensandoli con un po’ di cibo e la lettura del Corano: alla fine di un’esistenza in cui sicuramente non avrebbero occasione di contravvenire ai dettami della loro religione avrebbero certamente in premio le vergini del loro paradiso. Quantomeno (la frase di prima era una provocazione, ma questa no) si dovrebbe accettare in Italia chi proviene da un paese mussulmano solo dopo il giuramento da parte sua di accordare alle donne gli stessi diritti di cui godono gli uomini e di tenere separati norme religiose e leggi sociali. Ritornando in topic non so cosa dire, perché l'accettazione del burkini da un lato consente a queste povere donne sicuramente vessate (a più livelli) di poter godere di un minimo di libertà e vita sociale, dall'altro permette alla parte più evoluta degli islamici di evitare la riflessione su cosa sia la loro cosiddetta civiltà (costringo la donna a vestire in un certo modo, ma siccome le consento di andare in piscina, posso evitare di pensare se sia degno di persone civili o meno imporre a qualcun altro addirittura il vestiario). Ho esagerato? Date un’occhiata a questo: se lo leggete fino in fondo, scoprirete che all'autore è stato consigliato di non pubblicarlo, per il suo stesso bene. http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/?TAG=islam%20e%20allegria Ne riporto la frase che ritengo più importante: “Finisco questo articolo citandone il titolo ("Ma quando mai un Dio misericordioso metterebbe fuori legge l'allegria?"). Sono le parole pronunciate da una giovanissima islamica al suo insegnante di religione, quando costui le ricordò che “per una donna è disdicevole ridere”. Per aver detto quella frase all’Imam, la ragazza fu condannata alla fustigazione. Siamo in Pakistan nel 2004".
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01/01/2000 00:00
Biotto ha scritto:
Quantomeno (la frase di prima era una provocazione, ma questa no) si dovrebbe accettare in Italia chi proviene da un paese mussulmano solo dopo il giuramento da parte sua di accordare alle donne gli stessi diritti di cui godono gli uomini e di tenere separati norme religiose e leggi sociali.
Biotto, quoto... quoto assolutamente! Avrei voluto sollevare anche questo argomento ma non volevo andare in OT piu' di quanto non lo abbia gia' fatto. Hai colto nel segno! Quello che molti non hanno capito, e' che il burka di sicuro non e' voluto dalle donne ma dai loro mariti. Spero di non essere bannato... ma vorrei raccontare un'episodio accadutomi 16 anni addietro: In vacanza in Sicilia (prov. Palermo) conosco una bella ragazza Marocchina figlia di un ingegnere trasferito li per lavoro. Ben presto tra noi nasce un'intesa e ci ritroviamo spesso soli a raccontarcela e farci coccole. La terza sera, siamo entrambi con il fiato corto determinato dalla bramosia di stare insieme. Venendo al dunque... una volta in intimita', questa mi offre il suo lato "B" e mi incoraggia a non farmi problemi e a non chiedere il suo lato "A" ! Motivo: "fino al giorno delle nozze il papa' puo' controllare CON MANO la sua integrita''" Ora mi domando.... vogliamo proteggere questo tipo di cultura anche a coloro che soggiornano nel nostro paese ???? Il burkini non e' sicuramente voluto dalle donne che si sono trasferite in Italia ma dai loro uomini che continuano a considerarle un elettrodomestico ! Pertanto, continuo a condividere il pensiero di chi il Burkini lo vuole bannare dalle piscine comunali! Un'altro esempio: In Turchia (paese Mussulmano), il Burka e' vietato nelle scuole ed universita'. La Turchia vuole assolutamente tener religione e struttura sociale "separate"!!! Abbracci Alex
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01/01/2000 00:00
Marcolino ha scritto:
...perche' non proviamo a guardare oltre ed a dare l'esempio un volta tanto?
Un ultima cosa...(OT) siamo l'unico paese che non sbatte fuori gli immigrati clandestini... credimi ! Credo questo sia già un esempio di come siamo in grado di guardare oltre! Germania, Francia, Spagna ed Inghilterra ti scovano anche nel sedere dei lupi ed allo scadere del visto, se non hai un lavoro stabile ti prelevano anche nottetempo ed indipendentemente da sesso o razza e ti accompagnano alla frontiera ! Notte notte
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