In biologia, l'evoluzione delle specie è il fenomeno del cambiamento, non necessariamente migliorativo, del fenotipo, espressione visibile e diretta del genotipo (cioè del patrimonio genetico) degli individui di una specie. La teoria dell'evoluzione delle specie è uno dei pilastri della biologia moderna. Nelle sue linee essenziali, essa è riconducibile all'opera di Charles Darwin (che vide nella selezione naturale il motore fondamentale dell'evoluzione della vita sulla Terra) e alla genetica.
Se i princìpi generali della teoria dell'evoluzione sono consolidati presso la comunità scientifica, aspetti secondari della teoria sono tutt'oggi ampiamente dibattuti, e costituiscono un campo di ricerca estremamente vitale.
La definizione del concetto di evoluzione ha costituito una vera e propria rivoluzione nel pensiero scientifico in biologia, e ha ispirato numerose teorie e modelli in altri settori della conoscenza.
Voglio quindi esprimere una mia teoria applicata alla nudità e per necessità cerco di avvalorarla autorevolmente grazie a quel pezzo di carta chiamato laurea che ho conseguito proprio in Scienze naturali.
Contrariamente a quanto spesso proclamato da molti nudisti, si nasce nudi per vivere vestiti. L'evoluzione della specie umana ha determinato la perdita dei peli a favore di una pelle nuda. La pelle nuda non consente all'uomo di ripararsi dalle condizioni climatiche avverse e coprirsi è divenuta una necessità per sopravvivere. Se questo aspetto ha apparentemente indebolito l'uomo, in realtà è stato determinante per molte conquiste, tra cui le più importanti sono:
La colonizzazione dell'intero pianeta, dall'equatore alle regioni artiche.
Non esiste altra specie che sia presente in tutto il nostro pianeta, ad esclusione degli animali domestici che beneficiano dell'aiuto dell'uomo stesso. La portata di tale conquista è facilmente intuibile: maggiori risorse, adattamento alle condizioni estreme, possibilità di migrare ecc.
La possibilità di procreare durante tutto l'arco dell'anno e non solo in periodi favorevoli, come tutte le altre specie.
E qui si potrebbe aprire un approfondimento sul piacere dell'accoppiamento come volano alla procreazione, ma lo trattteremo in altra sede.
L'affermarsi di una postura eretta, avendo la possibilità di riparare gli organi vitali dell'addome. Questa conquista ha avuto molteplici effetti, in particolare la differenziazione degli arti: le gambe per muoversi e le braccia e soprattutto le mani con il pollice opponibile, per prendere e fare.
Questi privilegi, rispetto alle altre forme di vita, hanno contibuito ad affermare l'uomo come l'essere vivente dominante sul pianeta Terra.
E' quindi vero che si nasce nudi per vivere vestiti, tuttavia, quando le condizioni climatiche lo consentono l'uomo si toglie i vestiti perché la nudità diventa condizione di salute e benessere.
E' qui che il nudismo assume valore scientifico come apportatore di benessere fisico, di rispetto della condizione prevista da madre natura. Se infatti siamo programmati per vivere vestiti e nessuno si opppone a ciò, non si capisce perché quando le condizioni ci indicano di spogliarci ci siano usi sociali che inibiscono tale naturale pratica.
In conclusione io nasco nudo, vivo vestito ma quando mi spoglio torno nudo.