Avevo ironizzato sull'esortazione di ConteMax a non ricercare termini offensivi o dispregiativi. Poi ieri mi è capitato di leggere un editoriale di Giorgio Israel che fa riflettere sull'efficacia dei termini meno espliciti. Ve ne segnalo uno stralcio, che credo non sia OT.
Il ricorso ormai generalizzato al turpiloquio sta facendo sì che l'uso di una terminologia discreta, anzi addirittura letteraria, stia diventando di straordinaria efficacia. Provare per credere. Invece di dire a qualcuno che vi sta sulle scatole (eufemismo) o che vorreste prenderlo a calci nel sedere (traduzione eufemistica di una battutaccia usata, a quanto pare, in un Consiglio dei ministri), provate a dire qualcosa del genere: «Lei mi ha definitivamente stufato», «la prego cortesemente di togliersi di torno». L'effetto sarà dirompente. Infatti, un simile linguaggio è tanto inusuale che l'interlocutore resterà di sasso e non troverà la misura giusta per reagire.