Non voglio passare per il paladino degli swingers.
Facciamo però il cosiddetto conto della serva:
Un bilocale in ordine e già ammobigliato, a Cap d'Agde si può acquistare con circa 180mila euro; lo stesso, se acquistato circa 10 anni fa, è stato comprato a circa 50/60mila euro.
1) chi ha fatto l'invesrtimento puramente naturista potrebbe rivenderlo, guadagnarci e riacquistare in un altro luogo (visto che la località attualmente non gli piace più).
2) a differenza di chi è "nauseato" di quel posto, chi possiede tale immobile e decide di affittarlo settimanalmente, riesce a guadagnare (al netto di tasse, ici francese, condominio, percentuale dell'agenzia e lavori di manutenzione) una media di 230/250 euro a settimana (con pochissime, se non nessuna settimana sfitta)dal primo maggio a fine ottobre.
A questo punto capisco i proprietari degli appartamenti e i gestori dei negozi e attività commerciali che se ne infischiano dei "mugugni" dei naturisti ortodossi.
Mi rendo conto, con questo, di non aver ragione su chi pretende sobrietà quando passeggia alla sera per strada, però....immaginiamo se, pur non amando Cap d'Agde, ognuno di noi avesse deciso di fare un simile investimento, fino a che punto vorremmo che la trasgressione che così tanto attira (volenti o nolenti) turismo laggiù, cessasse?
Quel che voglio dire, alla fine, è che non sono tanto i turisti trasgressivi che si oppongono ai naturisti "seri" ma le stesse persone che campano e guadagnano con tale tipo di turismo.