Nudismo e tatoo

a_fenice 16/12/2011 22:37 3.547 Visite
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blatore
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16/12/2011 22:37
Non l'ho ancora letto . Ti faro sapere. Mi pare di capire che Leonardo sia contrario. Io ritengo che ogni cosa vada fatta con la giusta moderazione. Non mi piace il piercing, ma se è al posto giusto e con garbo va bene anche quello. Per il tatuaggio mi piacerebbe farmene uno discreto , ma mi siete saltati addosso e non ne ho fatto più nulla.
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16/12/2011 22:37
Pubblicato su infonaturista 52 il mio articolo di risposta e protesta ai benpensanti (leggi beghini) del naturismo italiano. Titolo: l'errore di Leonardo Modulo. Attendo critiche in merito [B)][B)][B)]
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17/12/2011 01:04
Pare che Max stia pensando di farsene un altro. Gira voce che vorrebbe tatuarsi un paio di mutande a grandezza naturale....
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17/12/2011 14:10
blatore ha scritto: ...ma mi siete saltati addosso...
Lungi da me l'idea di voler fare le veci del moderatore, ma vorrei ricordare che il forum non può essere usato per scopi non inerenti il naturismo; queste cose andate a farle a casa vostra, grazie. [:D]
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blatore
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17/12/2011 15:57
Biotto ha scritto:
blatore ha scritto: ...ma mi siete saltati addosso...
Lungi da me l'idea di voler fare le veci del moderatore, ma vorrei ricordare che il forum non può essere usato per scopi non inerenti il naturismo; queste cose andate a farle a casa vostra, grazie. [:D]
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pavia69
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17/12/2011 18:04
scusate qual'è l'oggetto del contendere????
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17/12/2011 18:41
Già,
Messaggio di a_fenice
Pubblicato su infonaturista...
Si potrebbero postare qui gli articoli in questione?
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17/12/2011 22:27
Ma nessuno ha infonaturista? Nessuno che poi legge gli articoli? OK, piccolo riassunto n° 50: Modulo parla delle "incomprensioni" avvenute durante le piscine naturiste a Milano, dell'Anita, in cui c'erano contestatori di coloro che avevano piercing e tatuaggi, dicendo che li avrebbe sempre difesi e che odia queste forme di razzismo. n° 51: escono due articoli su questo argomento. Il primo diffamatorio, che parla di coloro che si fanno t&p come degli immaturi irresponsabili, etc etc etc, l'altro, che invece estrapola concetti di libertà.....castrante e contrari a t&p perchè contrari alla natura, indi contrari al naturismo. n° 52: sull'onda di mille proteste in tal senso (l'opposizione a chi possiede T&P), esce una mia risposta in merito. Posto qui sotto una prima bozza dell'articolo, purtroppo non riesco a ritrovare la forma definitiva, intanto beccatevi questa, che in soldoni è la stessa cosa: L’ “ERRORE” DI LEONARDO MODULO Estate 2011. Esce il n° 50 di InfoNaturista. All’interno un articolo di Leonardo Modulo, in cui esprime il suo pensiero su tatuaggi e piercing e rapporto con il naturismo. Autunno 2011. Esce il n° 51 di InfoNaturista. Un no comment del Presidente FENAIT, in attesa di prese di posizioni ufficiali sull’argomento, e ben due articoli: uno totalmente diffamatorio, l’altro in aperta contestazione, seppur più ragionato. In essi viene criticato non solo ciò che sostiene Modulo in merito al rapporto tra naturismo e decorazioni corporee, ma anche la sua persona, la sua carica istituzionale (Vice Presidente A.N.ITA.) pur essendo l’articolo firmato come semplice naturista, e ciò che dice in merito a libertà personale e rapporto con il naturismo. Comincio a dire che se Modulo ha sbagliato, è solo in fondo all’articolo, dove afferma che: ”Come persona e come naturista non condividerò mai alcun razzismo nei confronti di chi vuole semplicemente essere se stesso, anche per mezzo di piercing e tatuaggi”. E’ questo l’unico vero errore di Modulo. Nella lingua italiana questi atteggiamenti CONTRO ciò che è diverso da se, non si chiama razzismo (l’avere tatoo e piercing non ti fa appartenere ad una razza diversa), ma si chiama XENOFOBIA. Leggendo ciò che dicono Agnoli e Fiorella si evidenzia questa forma antisociale che, purtroppo, oramai dilaga nella nostra società. Nella sostanza posso essere d’accordo con il Presidente Ribolzi quando scrive che “mi informerò se sono o saranno prese posizioni ufficiali sull’argomento”, anche se non è detto che debba per forza esistere una “posizione ufficiale”, ma ci si aspettava comunque tolleranza, se non accettazione, di un modo di essere”differente”. Passo ora ad analizzare i due articoli in questione. Ho provato un enorme dispiacere a leggere nelle pagine della rivista portavoce del naturismo italiano, parole volte alla più completa denigrazione dell’essere umano, del suo intelletto, della sua correttezza morale. Definire come: ridicolo, autolesionista, masochista, pervertito, immaturo che vuol fare il giovincello, individuo mentalmente instabile ecc., tutti coloro che portano tatuaggi e piercing, appare quanto meno discriminatorio per non dire di peggio. se non vi si ravvisano addirittura parametri sufficienti per parlare di calunnia e diffamazione. Credo che ognuno di noi possa esprimere una propria opinione su ciò che pensa però senza offendere l'altrui persona dando degli epiteti poco graditi. Si tratta di ingiurie che possono configurarsi come un reato in quanto offendono l'onore e il decoro di una persona, in questo caso di Modulo. L'offesa alla reputazione costituisce il nucleo della norma di legge, che punisce chi cerca di scalfire, ed in effetti scalfisce, la stima di cui taluno gode tra i consociati, ciò che costituisce il valore sociale della persona. Vedo ora di analizzare lo scritto di Fiorella a cui si può riconoscere il tentativo di ragionare portando argomentazioni che non condivido ma che almeno non sono offensive. Gli argomenti su cui mi soffermerò sono almeno tre: a) concetto di libertà, b) diritto della modifica del proprio corpo, c) ammissibilità di tatuaggi e piercing nel contesto naturista. Senza dilungarmi troppo, vedo di analizzare questi tre punti. LIBERTA’. Fiorella riporta la definizione di libertà. Aggiungo che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella degli altri. Il che non significa che la libertà degli altri deve limitare la nostra; in pratica la libertà di essere è a doppio senso. Se ad esempio non è giusto che noi si imponga in tutte le spiagge il nostro nudismo, per rispetto ai tessili, non è altrettanto giusto che se viene un tessile nei nostri luoghi, esso debba limitare la nostra libertà di essere nudi, perché in questo caso è lui che deve adeguarsi a noi. Troppo spesso il concetto di limitazione di libertà riguarda solo uno dei due contendenti. Sarebbe ora che le cose venissero viste a 360° e non a senso unico. Per cui, al di là di leggi, regole, religioni, ognuno col proprio corpo ha il sacrosanto diritto di farci quel che vuole. In Italia ciò è sancito dall’art 32 della costituzione, anche se in alcuni casi le leggi diventano limitanti in molti aspetti, spesso incomprensibili (leggi testamento biologico, fecondazione assistita, ecc.). Il principio dell’autodeterminazione dell’individuo è un diritto universalmente riconosciuto, e autodeterminarsi significa che posso decidere di ingrassare o dimagrire, farmi bello o brutto, curarmi o no, farmi tatuaggi o piercing. Sta alla sensibilità e alla cultura personale decidere come uno vuol gestire se stesso; se affogarsi in baggianate socialmente assurde come il Grande Fratello e investire se stesso nel far guadagnare ancora di più 22 miliardari in mutande che corrono dietro ad una sfera di cuoio (magari menando e distruggendo tutto) o dedicare se stesso e il proprio tempo a cause ben più nobili e socialmente utili. Diritto a modificare il proprio aspetto. Penso non sia nemmeno in discussione il principio, per quanto sopra esposto, che ognuno gestisce se stesso, e ciò non è in contrasto con nessuna legge umana e divina. Faccio una premessa; purtroppo è vero, e dico purtroppo, che molti giovani si dedicano a tatuaggi e piercing solo per moda, e ciò, che si sappia, è caldamente osteggiato da chi invece ha delle decorazioni corporee una visione più “spirituale”. Tatoo e piercing non dovrebbero mai essere fatti per moda, ma solo per motivi profondi. Infatti, i giovani possono stufasi nel tempo di un tatuaggio fatto per moda, e ciò diventa poi problematico. Insomma come più o meno sposarsi con convinzione, e poi ritrovarsi divorziati, perché non era la persona giusta. Errori di gioventù. Vietiamo il matrimonio perché poi si potrebbe divorziare? Altra premessa. Si legge negli articoli di motivi igienici. Partendo dal presupposto che nessuno metterà mai una protesi, che so, al ginocchio, dal guaritore sotto casa, ma andrà in struttura ospedaliera, anche per queste pratiche c’è il “guaritore”, e l’autorizzato dall’ASL, che usa tutto ciò che deve essere messo in atto ai fini igienici. Per cui sterilità degli strumenti, monouso degli stessi ove possibile, o autoclavazione degli altri. Inchiostri non più di origine minerale/metallica come nei tempi passati, ma antiallergenici. In fondo, anni va vietarono i coloranti delle bibite e degli alimenti, oggi ne han trovati di diversi, e ditemi voi quali bibite sono trasparenti come in quei tempi, o quali carni non son rosse al punto giusto. Non vedo in giro battaglie contro cose che TUTTI mangiamo TUTTI i giorni, mentre ogni tanto si vedono battaglie contro cose che fanno solo alcuni. Parliamo ora di ciò che è lecito o no; quando è lecito modificare il proprio corpo “naturale”? Quando è lecito fare modifiche di qualsiasi tipo (momentanee o permanenti) al proprio corpo? Dice Fiorella “ora alcuni porteranno ad esempio la depilazione..…ma quelle cose si fanno per igiene ….”. Chi l’ha detto che sia igienico depilarsi? La persona che ha barba lunga o il pelo sulla schiena non rispetta “l’igiene”? Io direi che sono le convenzioni sociali a far si che in occidente l’uomo sia sbarbato. Se abitassimo in India la convenzione sociale sarebbe al contrario: se non hai la barba, e bella lunga, non sei nessuno. Non solo, sei uno che va contro natura, perché la natura ti ha dotato della barba. Ma Vogliamo vedere altro, cose più profonde? Prendiamo ad esempio un transessuale o trans gender. Il cosiddetto trans è una persona, uomo o donna, che nasce in un corpo “sbagliato”. Lo sviluppo ormonale e genico fisico del corpo, non corrisponde a quello mentale. Quando dopo anni e anni di ragionamenti e sofferenza sopra questa cosa, di vita assurda mascherando se stessi agli altri, si arriva a prendere la decisione, sempre difficile, di cambiare sesso, non ne ha il diritto? Vogliamo forse dire che una persona con queste problematiche non ha il diritto di modificare il suo stato corporale? Non penso ci sia molto da disquisire in merito. Ritorniamo ai tatuaggi e piercing. Chi non fa queste cose per moda, e anche fosse rimane comunque la libertà personale, nella stragrande maggioranza lo fa come forma di comunicazione non verbale. Cosi come un artista mette il suo spirito, tramite la sua arte, facendo un quadro o una statua e comunicando in questo modo agli altri sentimenti, sensazioni, concetti, chi si fa un tatoo o piercing lo fa per comunicare le stesse cose, in modo permanente, usando come tela il suo corpo. Ogni simbolo, ogni anello, ogni buco, ha un suo significato preciso, che ricorda a lui, e dice agli altri, il suo vissuto, il suo essere. Poco comprensibile? Sì, forse sì, anzi, spesso. Come molti dei maggiori artisti moderni, vedi Gauguin, Picasso, Burri , Fontana e altri. Opere che per molti sono assolutamente incomprensibili. Cosa esprime un sacco bruciacchiato di Burri? O una faccia sconnessa come di uno finito sotto un tram di Picasso? Una tela squarciata di Fontana?. Eppure se te lo spiegano, se visto nel contesto dell’autore e dei suoi messaggi, si può evincere tutta la bellezza e la ricchezza del messaggio. Perché questo non può essere possibile in una persona che si fregia di tatoo e piercing? Che rapporto allora tra decorazioni corporee e modifiche allo stesso e naturismo? Qui dovremmo fondare la teoria della relatività corporale. Tutto è relativo al contesto. Per un indiano essere senza barba è inconcepibile. Il contrario per un europeo, che se la fa crescere solo per piacere. Chi rispetta di più la natura, l’uno o l’altro? Un aborigeno fa i suoi tagli corporali con simboli religiosi, un Maori si fa i suoi tatoo con simboli religiosi o del clan di appartenenza. Un europeo si fa i suoi tatuaggi mettendoci la sua vita scritta in un disegno, in un simbolo. Vero è che assieme a quelli significativi ne vengono spesso aggiunti altri a corredo di sola natura estetica, ma con ciò? Vogliamo forse criticare la naturista che si fa le meches? O la nonna che si tinge i capelli? O quella che si mette lo smalto? Senza voler addentrarci nelle mille vie che identificano un naturista, rimaniamo a quanto unanimemente deciso a Cap d’Agde . Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente. La pratica della nudità in comune, il rispetto degli altri e dell’ambiente non credo sia in discussione. Rimane armonia con la natura, e rispetto di se stessi. Chi fuma, ha poco rispetto di se stesso. Sa che è un forte precursore tumorale, cancerogeno. Ormai non ci son più scuse, non più ignoranza. Chi fuma lo fa con la consapevolezza di farsi del male. E qui un bel mea culpa ce lo possiamo fare in tanti. Cacciamo dalle nostre file chiunque fuma? Sì, c’è chi lo farebbe. Nutrirsi di carne e pesce oltre ad essere eticamente discutibile (si uccidono esseri viventi) lascia un’impronta ecologica fortissima; il bravo naturista deve essere forzatamente vegano? Non tutti si può diventare frati o asceti per essere nell’eccellenza della religione. Quella è la perfezione, ma nessuno può obbligarci ad essere dei “perfetti”. Chi per motivi di salute o estetici apporta modifiche al proprio corpo (chirurgia plastica) è più o meno naturista di chi disegna il proprio corpo? La natura ci ha fatto in un certo modo. Alti, bassi, belli, brutti…. Ognuno nel suo piccolo cerca di migliorarsi. Inutile esemplificare come, ma ogni atto che facciamo ogni giorno determina il nostro modo di essere e di apparire. Dal mettersi le scarpe, al vestirsi, al mangiare, all’andare in palestra, dal barbiere e cosi via dicendo. La differenza da un tatoo? Questi son atti quotidiani, quello vien fatto una sola volta. Quelli vengono ritenuti naturali (perché mai poi non si sa), questi altri innaturali. Cosa c’è di naturale nell’indossare le scarpe? I barefooters (il movimento di coloro che camminano scalzi) avrebbero molto da disquisire in merito. Concludendo direi che la verità, amara, è che una parte del mondo naturista sta rispolverando teorie di cattiva memoria in voga nei primi del ‘900. Viene privilegiata non già la ricerca e il suggerimento di una forma di perfezione raggiungibile, ma vengono imposte regole e dettami tesi più a fare la razza perfetta, che non suggerimenti di vita. Alcuni ostracismi sempre più serpeggianti nel mondo naturista, fan si che alcuni saranno anche perfetti, ma i perfettibili si sentono tagliati fuori, esclusi da questo mondo di eccelsi. E per chi promulga una filosofia di vita tesa al comune accoglimento di tutti, questo modo di fare risulta incomprensibile, generando astio e allontanamento di tanti Il dato di fatto è che sta nascendo una nuova XENOFOBIA di tipo naturista che penso debba porre molti interrogativi al movimento stesso. Spesso ci domandiamo cosa fare per avvicinare molti nudisti, in particolare giovani, al naturismo, non credo che questo modo di ragionare ci possa aiutare a svecchiare e a rinvigorire il nostro movimento. O si accetta senza tante chiose il principio di Cap D’Adge, a cui si ispirano tutti gli statuti delle Associazioni naturiste aderenti alla FENAIT e naturalmente lo statuto della FENAIT stessa o se ne riscrive uno nuovo, ad hoc, che ponga regole ferree solo per naturisti a “Denominazione d’Origine Controllata”. Nel primo caso molti saranno coloro che vorranno appartenere a questo mondo. Nel secondo caso, credo che sarebbero molti a lasciare libero spazio ai pochi eccelsi pronti a vivere una vita in perfetto stile monastico.
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Nudomark
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17/12/2011 22:51
Ti avevo letto su Info.. Daccordo su tutto, essendo tatuato e con piercing anch'io! Ma sappiamo le posizioni di chi ha scritto contro Modulo... Credo che prima o poi scriverò anch'io, mi sto trattenendo perchè non so essere così diplomatico. Mark
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Marcolino
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17/12/2011 23:32
Ho letto questo pomeriggio Infonaturista ed il tuo articolo in particolare...molto ben scritto, approvo tutto anche se non ho ne' tatuaggi ne' piercing...e nessunissima intenzione di farmene uno [;)]. Leggere certi discorsi mi spaventa, a volte mi viene il dubbio che si celi veramente qualche xenofobo fra le nostre fila...[:(] Salutoni, Marcolino
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18/12/2011 03:46
Io non riesco proprio a capire da cosa parte la discussione!! Non ho letto gli articoli sopra citati, ma dagli stralci ripresi da a_fenice me ne posso fare un idea. Non riesco veramente a capire su che basi si possa pensare che una persona tatuata o con piercing sia più o meno naturista di una che non ne ha. Mi sento chiamato in causa perchè sono tatuato, ma certe considerazioni mi lasciano alquanto sconvolto!! Per come la pensano loro...io che su una spalla ho i 4 elementi e sull'altra un delfino...sarei moooooolto più naturista di loro...perchè mi piace talmente tanto la natura che me la sono anche disegnata addosso!!! Boh...in questo "mondo" non avrei mai pensato di trovare persone cosi bigotte
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blatore
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18/12/2011 06:12
Come al solito si ricade in un senso o nell'altro nell'estremizzazione dei concetti e nella perdita dei criteri di analisi delle cose e dei motivi per cui queste cose sono o avvengono. La differenza tra moderazione ed integralismo sta proprio nel considerare le cose cercando di mettersi nei panni dell'altro e di vederle dal suo punto di vista. Per venire allo specifico il contestare ed il denigrare sino al dileggio coloro che scelgono liberamente di vestire il proprio corpo' con orpelli di vario tipo è condannabile al pari di coloro che superano di gran lunga quel limite ipotetico individuabile nella decenza quando questo uso diventa un abuso per effetto dell'eccesso di tali pratiche. Al pari questo concetto è applicabile alla variegata gamma di atteggiamenti riguardo al concetto di naturismo, dalla estrema ed intollerante ortodossia nell'applicazione di presupposti comportamenti alla semplice espressione della nudità , magari con fini sessuali. Trattasi quindi di due estremi entrambi da deprecare . Quanto poi all'assunzione di perentori pensieri quali la xenofobia e/o l'intolleranza verso chi è diverso sia nel fisico che nel pensiero, come nel comportamento, la storia ne è piena ed i risultati di tali atteggiamenti non solo sono stati disastrosi ma hanno evidenziato lati del comportamento umano che purtroppo giacciono dormienti ma esistenti. La diversità È CARATTERISTICA DELLA NATURA , senza la quale saremmo automi degenerati avviabili attraverso un pulsante. La natura stessa regola gli estremi di questa varietà di colori di infinite sfumature, per ottemperare a quel disegno superiore che elimina gli estremi perchè questi si fonderebbero vanificando appunto le innumerevoli sfumature di quei mondo di colori, facendo diventare tutto nero, indistinguibile, indefinito e destinato al perenne decadimento fino alla scomparsa.
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20/12/2011 23:39
Grazie per la sintesi degli articoli. L'ultimo numero che ho ricevuto di Infonaturista è il 51, quindi nonavevo ancora letto l'ultima parte. Anche secondo me piercing e tatuaggi non rendono una persona nè più nè meno naturista. E' una scelta personale da rispettare come altre, anche se non la si condivide, ma ripeto secondo me non c'entra nulla col naturismo, salvo che su un nudo si notano di più. Personalmente non sento alcun desiderio di farmi un tatuaggio e tanto meno un piercing, ma sostengo la libertà di fare le proprie scelte.
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21/12/2011 10:03
A proposito di piercing, andando in O.T. e me ne scuso, ho sempre avuto una curiosità ed approfitto per chiedere lumi a chi può darmi una risposta. Tempo fa ho visto un ragazzo tedesco, in spiaggia, con una infinità di piercing (anellini) lungo il pene...ne aveva così tanti, da sotto il prepuzio fino allo scroto che pareva, quasi, avesse una sorta di.....cerniera lampo. Il quesito è questo: se li leverà per l'atto sessuale? E se non se li leva, non rischierà di (ahia) sguarciarsi o....squarciarla?
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24/12/2011 12:14
L'avevo letto da un pò, e la risposta è arrivata, doverosa ed efficace. Max, quello che hai scritto è perfettamente condiviso da tutti quelli che dispongono e non, di disegni e anelli, ma che rispettano le altrui scelte individuali. Credo che l'articolo comparso sul n°51 sia assolutamente inappropriato e di stampo xenofobo, e non si offenda l'autore, leggendo le mie parole, in quanto rispecchiano lo stesso pensiero di molti che lo hanno letto e che dissentono totalmente da tali affermazioni in stile medioevale. Mi sorprende molto negativamente che anche nel nostro mondo naturista ci siano personaggi che invece di fornire un buon esempio di ragionamento sulle diversità di ognuno di noi, sia nel vestire che nel ragionare, collocandolo poi su un unico filo conduttore, cioè quello del rispetto, insultano senza neanche un minimo di riflessione. Come si giustifica un articolo del genere? Ce lo spieghi l'autore, se ne è capace. Al resto ha pensato Max, rispondendo in maniera elegante e profonda ad illazioni stupide e incomprensibili. Ottimo lavoro, sei stato grande. [:257] Il ragionamento dell'autore è stato di una superficialità estrema senza minimamente pensare che in questo mondo ci sono un infinità di categorie di persone, delle quali ragionano in modo uguale o diverso. Ciò che conta è che se io la penso diversamente da te non vuol dire che tu o io abbiamo torto o ragione. Ma tirare in ballo frasi offensive rivolte a un numero molto considerevole di persone che non fanno nulla di male...boh! Da denuncia!! Mi sa che di problemi psichici ne abbia, e come!!. Considerato che non possiedo ne l'uno ne l'altro,( tatoo, piercing) non mi permetterei mai e comunque di ingiurare su nessuno. La libertà di pensiero e le scelte individuali vanno rispettate se non ledono quella degli altri. Sarei curioso di sapere su quali studi sociologici e antropologici si sia basato o documentato per scrivere una cretinata del genere. Tapiro d'oro. Complimenti!!
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