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Emidio.B.
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Inserito il - 22/09/2010 : 21:25:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Esattamente pagina 22 della rivista INFONaturista.

L'articolo l'avevo letto anch'io ed è subito finito nel dimenticatoio.

Dietro al naturismo c'è tutta una storia di studi, teorie e filosofia.
Dopo le tante rotture di p****e e problemi che la vita ci rifila, mi limito come naturista, se questo è un limite, a godermi le sensazioni di piacere che aria, acqua e sole, lasciano sulla pelle fino a scaldare il cuore. Rispettando gli altri e pretendendo rispetto dagli altri.

Personalmente la mia perplasità non è tanto il contenuto dell'articolo, che vale tanto quanto parlare del fumo o discutere del sesso degli angeli. La mia perplassità nasce invece dal fatto che sul nostro notiziario naturista via sia spazio per queste articoli senza senso. Forse scarseggaino notizie e informazioni più importanti...
Vero che il titolo del pezzo è "Il preservativo e il costume da bagno (secondo l'etica naturale)". Ma il vero contendere alla fine sono le posizioni, nella società civile e in quella belga in questo caso, tra le posizioni papaline e antipapaline, tra cattolicesino e laicismo. Dialettica reale e attuale, ma solo fumo nell'articolo di cui si parla...

Modificato da - Emidio.B. in data 22/09/2010 21:27:57
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a_fenice
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Inserito il - 23/09/2010 : 20:29:05  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
appunto, si sta parlando di aria fritta, cosi come le reazioni che ci furono al tempo della battuta papale sul preservativo, a cui molti illustri si son rivoltati.

Se un muezzin dice che le donne islamiche devono indossare un burka, o che non si devono depilare le sopracciaglia, da laici possiamo dire che è un problema di discriminazione verso le donne,ma loro, per motivi religiosi loro, dicono che questo è ciò che deve essere. Se la contestazione avviene sulla base di testi teologici se ne parli, atlrimenti non si può dettare legge in casa d'altri.

Se il papa dice no ai preservativi, è semplicemente per due motivi: 1) non è ammissibile il sesso promiscuo 2) il sesso coniugale deve essere sempre e responsabilmente legato alla prosecuzione della specie. E queste son regole teologiche.
Qualcuno di noi è laico o la pensa diversamente? Bene, farà sesso promiscuo o userà preservativo per lo stesso o per non procreare. Dov'è il problema?

O ci si aspetta che con i canoni religiosi il papa avesse detto: trombate pure tranquilli con chi vi pare, ma proteggete la vostra pelle? Spero si capisca che ciò non sarà mai, semplicemente perchè il sesso extraconiugale non è proprio contemplato, indi nemmeno la necessità dell'uso del preservativo.

E cmq, legare questo al naturismo/nudismo...... bene che lo si dica, male che lo si legga, ma domando.... uno sarà libero di trombare come cavolo desidera?

Mi sembra ricominci la storia talebana del vegetarianesimo. Ottimo chi riesce ad esserlo e a praticarlo, ma dire che se uno non è vegetariano non è naturista......... Ora ho letto solo: se usi il gommino non sei naturista!

Ma stiamo dando di matto? E ci mettiamo di mezzo pure i filosofi? Ma non è meglio stare un po più a ...terra?

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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mare

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Inserito il - 23/09/2010 : 21:23:25  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Avete ragione tutti e due,ma siccome dobbiamo fare anche cultura e formazione nella chiesa,per chi crede,mi sembrava giusto retificare a questo articolo nello stesso piano morale e teologico qui descritti.Mi preoccupo di quei cristiani naturisti,che avendo una coscienza cristiana,si sentono a disagio con affermazioni del genere rinnovando una morale famigliare non solo laica,ma anche cristiana riconosciuta nei suoi principi nella chiesa.Sfido a dirmi il contrario.


l’ideale dell’amore che dovrebbe stare alla base dei rapporti umani; ha dimenticato senz’altro l’etica, che è naturale prima che cristiana, e l’ha sostituita con la cosiddetta libertà sessuale che verrebbe garantita e protetta dai ritrovati della scienza: appunto, anche dal preservativo che rende inutile e obsoleto l’amore fedele, vero e ideale.

Per altri motivi il naturista genuino non ha bisogno né di profilattici né di anticoncezionali artificiali nel momento in cui esercita le funzioni sessuali o da esse si astiene. Infatti, fin dal suo sorgere il movimento naturista si è professato a carattere familiare, con tutte le conseguenze che ciò comporta.


Sento il bisogno di fare qualche distinguo anche se certamente non sarò all'altezza.
Vi racconto una storia.Dopo qualche anno di matrimonio io e mia moglie abbiamo deciso che l'uso della pillola per lei era l'unica scelta moralmente valida ed il non farlo era immorale.Come siamo giunti a ciò e quale percorso abbiamo fatto?
Prima di tutto abbiamo sentito la responsabilità e la gioia che la scelta era nostra,nessuno poteva dirci con esattezza morale la scelta da farsi.Nessuno si può sostituire in quel preciso momento storico,in quella situazione concreta alla nostra coscienza.Siccome ogni scelta morale non è personalistica ,ma anche con conseguenze comunitarie ( scelta morale è fare il bene per se e per gli altri) abbiamo deciso di confrontarci con il mondo esterno.Confronto con la morale umana ,con il senso comune,con la nostra cultura ed infine essendo cristiani con la morale cattolica.
Ora ,ci siamo detti,affichè la non regolarità del ciclo poteva essere regolata con la pillola,ben venga uno strumento tecnico che risolvesse il problema e dolori.Già di per se è già un atto moralmente corretto.Maternità e Paternità responsabile si dice.L'anticoncezzionale può essere annoverato come strumento di aiuto per una maggiore maternità o paternità responsabile?Credo proprio di si per non arrivare al famoso detto "se capita capita" (vi sembra questa paternità o maternità responsabile?).Perchè non accettare che attraverso l'intelligenza che Dio cia ha dato possiamo avere strumenti in più affinchè possiamo essere più responsabili?Certo è l'uso morale dell'anticoncezzionale che lo rende buono ed è proprio quì il problema.E' una scelta morale (ripeto ,conseguire il bene di se e degli altri in pratica il dono di se) in quella contingenza che rende morale l'uso,mentre se usato non per il bene della coppia o del compagno o compagna diventa immorale.
Poi mi sono chiesto.Ma l'atto sessuale non è forse il segno più bello e più umano dell'amore tra due?Anche in questo la chiesa dal concilio ripete che l'unione sessuale diventa segno di dono e di amore,anzi dico che nell'atto d'amore,essendo dono,c'è la presenza di Dio.Quando si ama c'è sempre Dio.Per scherzo con i fidanzati dico sempre:ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due ,ma in tre,Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino.(diremo noi che c'è il guardone di turno...eh).
Allora perchè ,mi son detto,dato che fare l'amore è una cosa grande e quasi divina,e non solo per la procreazione,ma per il bene della coppia,segno concreto di amore,non si pùò usare la pillola per questo fine altamente morale?O meglio,la pillola può servire all'amore di coppia affinchè diventi sempre più grande?Se la risposta è affermativa il suo uso diventa morale e per la mia coscienza da attuare al contrario il non uso diventa immorale.Certo bisogna vedere caso per caso,una coscienza retta e valori che si vogliono attuare.
Allora è contradittorio dire che l'anticoncezzionale è per il libertinaggio sessuale,ma anzi un suo uso morale (ripeto come dono di se) è per una corretta sessualità e sopratutto per una responsabilità.E' contradittorio dire inoltre che l'anticoncezionale rende inutile ed obsoleto l'amore fedele vero e ideale,anzi come ho descritto sopra rende l'amore più fedele e vero dato un uso morale dello stesso per il fine di un dono vicendevole.
Direi un'altra cosa.La chiesa ti da una morale,delle vie,dei principi,il vangelo,ma non potrà mai dirti che in quella situazione concreta in cui ti trovi cosa è giusto ed non è giusto.Siamo noi con una coscienza retta e confrontandoci a cuore aperto verso il bene dobbiamo fare una scelta.Il papa non potrà sostituirsi a me,ma mi può dare quei strumenti e valori per cui la mia scelta diventi morale,ma sono io che agisco.
Anche la scelta della nudità può diventare morale,e se in coscienza si rivela tale,moralmente ci dobbiamo spogliare appunto per conseguire il bene nostro e degli altri,dono di se agli altri.
Chiudo dicendo che è bello diventare proprietari delle proprie scelte e di ogni scelta,così si può amare di più.
Se ho detto qualche castroneria possa venirmi in aiuto persone più qualificate di me.Ciao

operaio del nudismo
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Modificato da - n/a in data 23/09/2010 21:28:29
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a_fenice
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Inserito il - 23/09/2010 : 21:49:33  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
rispondo solo sull'origine del divieto dell'uso della pillola e sulla promulgazione degli odiosi e obsoleti fin dalla nascita di Ogino e Billing.

All'origine la pillola era una "bomba ormonale", e le sue due princiali azioni antifecondative erano dettate da:
1) non maturazione dell'ovulo
2) attuare un'ipermotilità uterina, che impediva, in caso di maturazione e fecondazione, l'annidamento all'ovulo fecondato.

Dalla seconda possibilità nacque il divieto, perchè di fatto era un metodo abortivo. E sappiamo che la chiesa è contro l'aborto.

Oggi come oggi i dosaggi ormonali usati sono un'infinitesimà delle prime pillole uscite, e di sicuro la seconda possibilità è alquanto remota, ma nessuno da la certezza che non possa succedere.

A questo fine bisognerebbe avere certezze scientifiche che la seconda azione, quella abortiva, sia del tutto eliminata, e forse la chiesa potrebbe, con i suoi canonici tempi, rivedere la questione.

Di sicuro, la questione verte solo sulla ammissibilità della casualità procreandi. A memoria storica, uno de primi contrasti di Papa Luciani fu proprio questo, e derivava da un ragionamento terra terra. Se si accettano metodi anticoncezionali, perchè comunque, pur non dovendo limitare la "disponibilità divina" a concedere prole, si accetta che i genitori accolgano RESPONSABILMENTE i futuri esseri umani, con la coscienza di farli arrivare in un mondo atto, per economia, per saldezza della famiglia, ad accoglierli come si deve, l'accettazione del preservativo sarebbe stato solo un sistema più sicuro, e meno probabilistico di quelli ancora accettati. Lui si pose la questione, ma la sua breve vita non gli permise di portare avanti il ragionamento. E non possiamo certo noi sviluppare teologicamente la cosa.

Da parte mia anche io accettai a suo tempo il sistema pillola con questo ragionamento, ma aggiungevo, vista la regolarità ciclica, anche l'evitare i giorni fatidici di avere rapporti a rischio. Poi che ti devo dire, quando andrò di là, forse saprò se ho fatto casino.

Ma il ragionamento, ritornando in tema, credo sia totalmente diverso, e assolutamente fuori dal credere cristiano o altri. Nell'articolo, correggetemi se sbaglio, si associa la pratica naturista al non uso del preservativo. E la domanda: ma se io son naturista (io generico), e con o senza mia moglie mi piace far sesso con altri, se uso il preservativo son fuori dal naturismo? O meglio, partendo da un passo prima, se faccio semplicemente sesso con altri che non sia una moglie, mia moglie, son contro il naturismo?
Se son single e faccio sesso con la ragazza, non posso essere definito naturista?
Se son gay e faccio sesso col mio compagno/a, non posso essere definito naturista?

Cioè il problema è fare sesso extraconiugale o l'uso del preservativo?

E qui si ritorna al talebanesimo. il naturismo è fatto solo di coppie, anzi, famiglie regolarmente sposate? E tutti gli altri?

E qui mi sento particolarmente e sempre di più nudista, povero, misero, abbruttito senzamutande.

Che poi sia più bello far tutto senza nulla, tanto di cappello, non ci voleva quello per farcelo sapere, ma.......a parte la prevenzione dalla procreazione non voluta, e quella dal prendersi MTS?

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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mare

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Inserito il - 23/09/2010 : 22:13:22  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro fenice
In effetti parlo di amore e di dono di se in una coppia non specificando ritenendo primordiale appunto l'amore tra due persone.Chi ha orecchi intenda....

operaio del nudismo
Socio ANITA
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Andrea vi
iNudistfedelissimo

husky


Regione: Italy


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Inserito il - 23/09/2010 : 23:00:06  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Andrea vi  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Andrea vi  Rispondi Quotando
a quanto pare i talebani sono uguali ovunque e in tempi diversi:"Infatti, fin dal suo sorgere il movimento naturista si è professato a carattere familiare, con tutte le conseguenze che ciò comporta." è una balla colossale:l'obbligo(non la scelta) di accettare solo famiglie regolarmente sposate risale al dopoguerra quando per evitare rigurgiti nazisti in Germania qualsiasi associazione di qualsiasi tipo doveva essere autorizzata con l'approvazione di tutte le forze politiche e la destra conservatrice e religiosa impose al movimento naturista per permettere la sua esistenza i recinti invisibili dall'esterno e il fatto che potessero entrarci solo coppie regolarmente sposate(fonte: http://it.truveo.com/Documentaire-Nu-et-libre-Nudisme-et-naturisme/id/710936905# en francais).
assurdo i talebani approfittano di una legge fatta per evitare rigurgiti nazisti rispoverando essi stessi il nazismo:ci sono esseri superiori e degni e altri inferiori e indegni,sostituiscono solo ariano con cristiano praticante.
a quanto pare nella fenait c'è chi negli ultimi 60 anni non è mai uscito dal recinto,ricorda tanto quei film dove soldati della seconda guerra mondiale rimangono per anni dopo la fine del conflitto a difendere qualche isoletta deserta senza sapere che la guerra è finita

life is like yoyo,luck is just a given up go! go!

Modificato da - Andrea vi in data 23/09/2010 23:00:56
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Biotto
iNudistfedelissimo

Avabiotto


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Prov.: Pavia


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Inserito il - 24/09/2010 : 02:55:51  Mostra Profilo Invia a Biotto un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho letto, ma solo superficialmente, ne ho ricavato delle impressioni e riporto le mie IMPRESSIONI di ritorno.
Bene la MIA IMPRESSIONE è che non so cosa abbia detto il Papa in Africa sul preservativo e non so cosa abbia detto o fatto il parlamento belga di rimando, ma ho appunto l'IMPRESSIONE che all'autore dell'articolo la faccenda non sia andata giù e abbia utilizzato la rivista per esprimere il suo punto di vista, e poichè era una rivista di naturismo doveva per forza (e c'è riuscito forzatamente) trovare un modo per legare le cose insieme.
Non riesco a spiegarmi in nessun altro modo un articolo così farraginoso in cui argomenti con ben pochi punti in comune si trovino in modo così pretestuoso accostati nella stessa, faticosa, lettura.


Le cose al di fuori della norma non sono alla portata della massa: l'eccellenza non è accessibile ai più.
Meglio aiutare un cieco ad attraversare la strada che lasciare che un non vedente utilizzi le sue differenti abilità.

Modificato da - Biotto in data 24/09/2010 02:57:26
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a_fenice
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Inserito il - 24/09/2010 : 22:40:20  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
in breve: il Papa ha solo detto che se la gente fa sesso solo con la propria compagna/o (o più dettagliatamente col proprio marito/moglie), non c'è bisogno di usare il preservativo per proteggersi dall'AIDS.
Noi possiamo dire: ma per proteggersi dalle gravidanze si. E la risposta è ok.
Noi, anzi loro han detto: dicendo cosi dici ai moretti di non usare il preservativo perchè è peccato, questi non lo usano, e l'AIDS imperversa e si propaga. Vero, come vero che chi fa sesso extraconiugale di qualsiasi genere, non segue certo ciò che dice il Papa in merito all'uso del preservativo, ne che egli abbia detto di far sesso solo con propria moglie o marito (appunto).

Per cui, dov'è il problema? Se son cristiani non vanno a strombazzare in giro, ne con ne senza preservativo, indi l'AIDS non lo beccano a prescindere.
Se amano far sesso comunque e dovunque, non stanno certo a sentire il papa, e il messaggio rimane uno dei tanti inascoltati.

O pensano forse che siamo in Italia, dove di cristiani veri ce ne son pochissimi, ma tutti gli altri tendono a fare i moralisti e i perbenisti e si inventano sempre regole e precetti nuovi mai esposti, editati, ne comunicati a nassuno? Tutti che si ergono a cattedratici teologici, mentre si cibano di siti porno, dei reality a sfondo sexy, fanno vacanze sessuali, strombazzano alla grande ogni buco disponibile, rubano a tutto spiano, comprano migliaia di riviste che esaltano l'esibizionismo fatto in tutti i modi, per non parlare del sostenimento scritto delle coppie "sto con te finchè trombo bene, poi ti mollo per qualcun'altro? E vedi anche di mantenermi nel giusto modo?".

Decisamente se qualcuno ritorna, per me si riarma di quella frusta, e altro che cacciare i cambiavalute dal tempio. Ma credo che i primi che frusterà saranno i farisei di cui siamo intasati, i peggio peccatori che il mondo possa conoscere, falsi e ipocriti, quelli che vedono la paglia nell'occhio del fratello e non vedono la trave nel proprio.
Poi può essere che a noi dirà semplicemente "nessuno ti accusa, va in pace e non peccare più"

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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giannige
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Inserito il - 25/09/2010 : 00:34:54  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
cordom ha scritto:

Per altri motivi il naturista genuino non ha bisogno né di profilattici né di anticoncezionali artificiali nel momento in cui esercita le funzioni sessuali o da esse si astiene.

Prima di tutto abbiamo sentito la responsabilità e la gioia che la scelta era nostra, nessuno poteva dirci con esattezza morale la scelta da farsi. Nessuno si può sostituire in quel preciso momento storico, in quella situazione concreta alla nostra coscienza.

Confronto con la morale umana, con il senso comune, con la nostra cultura ed infine essendo cristiani con la morale cattolica.

L'anticoncezionale può essere annoverato come strumento di aiuto per una maggiore maternità o paternità responsabile? Credo proprio di si per non arrivare al famoso detto "se capita capita" (vi sembra questa paternità o maternità responsabile?).Perchè non accettare che attraverso l'intelligenza che Dio ci ha dato possiamo avere strumenti in più affinchè possiamo essere più responsabili? Certo è l'uso morale dell'anticoncezionale che lo rende buono ed è proprio qui il problema. E' una scelta morale (ripeto ,conseguire il bene di se e degli altri in pratica il dono di se) in quella contingenza che rende morale l'uso…

Per scherzo con i fidanzati dico sempre: ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due, ma in tre, Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino.(diremo noi che c'è il guardone di turno...eh).
Allora perchè ,mi son detto, dato che fare l'amore è una cosa grande e quasi divina, e non solo per la procreazione, ma per il bene della coppia, segno concreto di amore, non si può usare la pillola per questo fine altamente morale? O meglio, la pillola può servire all'amore di coppia affinchè diventi sempre più grande? Se la risposta è affermativa il suo uso diventa morale e per la mia coscienza da attuare al contrario il non uso diventa immorale.

Allora è contraddittorio dire che l’anticoncezionale è per il libertinaggio sessuale, ma anzi un suo uso morale (ripeto come dono di se) è per una corretta sessualità e soprattutto per una responsabilità. E' contraddittorio dire inoltre che l'anticoncezionale rende inutile ed obsoleto l'amore fedele vero e ideale, anzi come ho descritto sopra rende l'amore più fedele e vero dato un uso morale dello stesso per il fine di un dono vicendevole.
Direi un'altra cosa. La chiesa ti da una morale, delle vie, dei principi, il vangelo, ma non potrà mai dirti che in quella situazione concreta in cui ti trovi cosa è giusto ed non è giusto. …
Il papa non potrà sostituirsi a me, ma mi può dare quei strumenti e valori per cui la mia scelta diventi morale, ma sono io che agisco.

Se ho detto qualche castroneria possa venirmi in aiuto persone più qualificate di me. Ciao


Scusa Cordom, io non sono certo più qualificato di te per giudicare quanto dici (che per altro condivido appieno), ma hai provato a dire queste cose ad un prete? Hai provato a dire in confessionale che usi pillola o preservativo per una paternità responsabile? Ti hanno detto che è morale? che è lecito? A me hanno sempre detto che “l’atto sessuale deve essere sempre aperto alla fecondità”, che la funzione unitiva e quella procreativa dell’atto sessuale sono inscindibili”… cioè: niente pillola e niente preservativo! In definitiva: ogni trombata un figlio (o magari: un figlio ogni 9 mesi…). Spiegazioni che non mi hanno mai convinto, ma che vogliono dire solo una cosa: l’uso di pillole e preservativi sono un peccato che va confessato.
L’unica cosa di cui ho avuto l’approvazione da parte dei preti che ho contattato è la pratica del naturismo (ma solo quei preti che capiscono cos’è veramente il naturismo).

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mare

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Inserito il - 25/09/2010 : 07:32:25  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Certo che ho parlato con dei preti e confessato.Non ho avuto problemi e quasi tutti o tutti mi hanno risposto che se lo fai per amore non ci sono problemi.a qualcuno reticente ho risposto non essendo peccato il mio e non c'è neanche bisogno di confessione,come fa essere peccato un bene?e me ne andavo.Ciao
La maggior parte mi hanno risposto che certo è un atto morale a quelle condizioni dette sopra.Sta tranquillo non sono le regole che fanno la morale ,ma la tua coscienza che decide in libertà attingendo anche dalle regole.Diamo il primato alla scelta umana e di coscienza.Alla fine credo che Dio non mi chiederà se mi sono attenuto a tutte le regole e precetti,ma "se ero nudo e mi hai vestito,se ero forestiero e mi hai accolto,se avevo fame e mi hai dato da mangiare ecc.E' il bene che fai che conta

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Modificato da - n/a in data 25/09/2010 08:40:42
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giannige
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Inserito il - 25/09/2010 : 16:16:41  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
cordom ha scritto:

Certo che ho parlato con dei preti e confessato. Non ho avuto problemi ...


Come ti invidio che sei riuscito a parlare con dei preti con un'ottica così aperta! A me hanno sempre detto che se non volevo avere figli (hai conosciuto mia moglie e le sue condizioni), l'unica cosa che potevo fare era la continenza, e se non ci riuscivo potevo contare sulla misericordia di Dio, cioè confessarmi, cioè è peccato. Veramente questa posizione l'ho riscontrata anche nel Magistero, in encicliche tipo Familiaris Consortio, Humanae Vitae, e altre che ora non ricordo. Il bello è che qualcuno mi diceva anche che la stessa continenza, finalizzata alla non procreazione è peccato... A questo punto non c'ho più capito una mazza. La mia domanda base era:" come e perchè? I modi naturali sono di una complicazione assurda, tanto che l'atto non è più naturale, ma frutto di calcolo; il tutto poi senza avere una minima idea del perchè la vita coniugale deve essere così complicata, le spiegazioni che mi davano avevano sempre più l'idea di arrampicate sugli specchi per far apparire credibili gli insegnamenti del Magistero. Cioè: se non fosse che la mia fede è basata su ben altre esperienze, fosse per loro sai quante volte sarei diventato ateo? Quante volte mi sono venute in mente le parole “Per colpa vostra il mio nome è bestemmiato tra le genti” oppure “per colpa del pastore il gregge è andato disperso”, o ancora "imoponete grossi pesi, ma voi non muovete un dito per portarli"(Mt23)


Modificato da - giannige in data 25/09/2010 16:21:03
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a_fenice
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Inserito il - 26/09/2010 : 08:55:58  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
gianni, li è come nel mondo: tante teste, tante idee. Dicendola da laico potrei risponderti in modo malevolo: ma vale anche per quando vi trombate le mogli altrui? Dicendola da credente invece dico: il peccato è quando c'è il male; il male è quando prevarichi tuo fratello. Il resto è amore. Se Dio ci voleva casti avrebbe usato altri sistemi, meno attizzanti. Usarli con testa si, non usarli........

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giannige
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Inserito il - 26/09/2010 : 09:22:41  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

il peccato è quando c'è il male; il male è quando prevarichi tuo fratello. Il resto è amore.


Fenice e Cordom, è inutile che cercate di convincermi di concetti che ritengo sacrosanti: già la penso come voi! Il prblema è convincere chi sta dall'atra parte della grata di un confessionale, chi (forse suo malgrado) deve sostenenere tesi (quelle del Magistero) che vanno contro ogni logica. D'accordo che la fede non si basa sulla logica, ma i precetti andrebbero dati in modo applicabile, e supportati da spiegazioni convincenti... E qui avrei un sacco di cose da dire, ma non finirei più, finirei per annoiare, e per finire OT.

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giannige
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Inserito il - 26/09/2010 : 09:27:39  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

Dicendola da laico potrei risponderti in modo malevolo: ma vale anche per quando vi trombate le mogli altrui?

Scusa Fenice, rileggo ora il tuo messaggio, ma questa non l'ho capita, o almeno non ho capito cosa c'entra.

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a_fenice
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Inserito il - 26/09/2010 : 17:48:52  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ti rispondo ad entrambe le cose. Primo, ho specificato il fatto del "filtro" della ragione, perchè una cosa son le "regole" espresse da ciò che hai evidenziato come Magistero, e un'altra son lo cose che diffondono i suoi operai (preti, religiosi in genere). Quando uno indossa una divisa, che sia religiosa, politica, o da forza dell'ordine, non sempre persegue ciò che è il dettato principe, e ognuno cerca di adattare e applicare ciò che ha "imparato", e spesso, molto spesso travisa ciò che invece dovrebbe dire o fare. Cioè magari chi è al di sopra su una questione la dice A, e chi la porta agli altri, la dice Z.

La seconda battuta, è che anche tra i religiosi, purtroppo, amaro purtroppo, c'è chi della "retta via" si è scordato l'indirizzo. Al pari della gente comune, che applica le proprie regole (òleggi fa i cavoli propri) che van benissimo finchè li fan loro, poi se si tratta di giudicare altri, si ergono a paladini di giustizia e di morale e dan contro agli altri.
Se tra laici il discorso ad esempio vale per coloro che ci danno addosso in quanto nudisti, solo perchè, essendo nudi, provochiamo sesso a gogò, per i religiosi vale per coloro che si fanno beatamente le loro perversioni (leggi farsi l'amante, leggi, sigh, essere pedofili, leggi farsi gli affari propri) e poi si mettono a giudicare e condannare chi si confessa loro (i fedeli).

Riassumedo, ripeto. Una cosa son le regole, cioè che vien detto a livello ufficiale (diciamo), un'altra cosa è quello che possiamo filtrare con la nostra ragione, mettendoci in un serio confronto senza lassismi che ci fan comodo per ciò che dobbiamo raggiungere.

I mafiosi che inneggiano ai vari santi locali perchè i loro misfatti vadano a buon fine, ne sono un ottimo esempio.
I religiosi che, avendo rinunciato loro al sesso vogliono imporlo pure a te, ne son un altro esempio diverso. Coloro che invece cercano di insegnarti modi "tranquilli" di far sesso, anteponendo al proprio piacere l'unità della coppia, fanno certamente di più il loro dovere.

Per cui, niente vaneggiamenti, testa sulle spalle, e confronto serio con la propria coscienza e col proprio credo, fatto in modo tangibile e realistico.

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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siman
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Inserito il - 26/09/2010 : 22:52:38  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di siman  Rispondi Quotando
I sacerdoti sono un pò come i medici: alcuni estremamente bravi, altri un pò meno e comunque, come i medici, devono saper infondere fiducia e credibilità nelle loro parole e nel loro operato.



UN FORUM E' COME UN'ORCHESTRA. MA FAR PARTE DI UN'ORCHESTRA NON SIGNIFICA SAPER COMPORRE UNA SINFONIA.

SII FELICE DA VIVO PERCHE' RIMARRAI MORTO PER UN BEL PEZZO

Semel in anno licet insanire




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giannige
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Inserito il - 27/09/2010 : 00:11:43  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

…Una cosa son le regole, cioè che vien detto a livello ufficiale (diciamo), un'altra cosa è quello che possiamo filtrare con la nostra ragione, mettendoci in un serio confronto senza lassismi che ci fan comodo per ciò che dobbiamo raggiungere.
…Per cui, niente vaneggiamenti, testa sulle spalle, e confronto serio con la propria coscienza e col proprio credo, fatto in modo tangibile e realistico.

Sarebbe bello fosse così semplice. Il fatto è che pur ritenendo sbagliata un’interpretazione rigida del Magistero (cioè dell’insegnamento e della posizione ufficiale della Chiesa), cosa che mi trova perfettamente d’accordo con voi, resta il fatto che io sono cristiano, cioè seguace di Cristo, e quindi prendo come riferimento, come punto fisso la sua parola. E quando dice “ciò che legherete in terra sarà legato anche nei cieli…” oppure “quanto vi dicono fatelo e osservatelo, ma non guardate le loro opere, poichè dicono e non fanno... (Mt23)”, mi dice una cosa ben precisa: devo stare alle regole, anche se queste sono sbagliate, anche se chi me le impone lui per primo non le applica. La responsabilità di norme sbagliate o non applicate ricadrà poi su chi le ha fatte (autorità ecclesiali) o su chi non le ha applicate (operai della messe, cioè preti, ecc.).
Per completare quanto dicevo prima, relativamente alla confessione dell’uso degli anticoncezionali, devo aggiungere un particolare: qualche volta mi è stata addirittura negata l’assoluzione semplicemente perché ho detto che l’ho fatto a causa delle condizioni precarie di mia moglie, e quindi non c’era il proponimento di non commetterlo più. Mi sembra, con questo, di aver detto abbastanza sull’ottusità con cui si ha a che fare.
Ma con questo che posso fare? disconoscerne l’autorità? Vorrebbe dire disconoscere l’autorità dell’intero istituto della Chiesa. Sarebbe quasi uno scisma.
A proposito di scisma, mi pare che il vostro modo di pensare collimi molto con la posizione dei protestanti: la coscienza anteposta(come “filtro”) alla legge. Non che ce l’abbia coi protestanti, ma penso che bisogna prendere delle posizioni precise, e io sto dalla parte della Chiesa, con tutte le magagne, incoerenze, assurdità, ecc., anche perché dei protestanti ci sono troppe cose che non condivido

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mare

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Inserito il - 27/09/2010 : 16:28:23  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Calma amico mio.
Stai confondendo diversi piani:dottrina e morale che sono due cose diverse all'interno della chiesa.
Se guardi bene i pronunciamenti (ex cattedra,cioè infallibili)riguardano la fede e i sui principi e non vi è nessuno,ripeto nessuno sulla morale tantomeno sulla morale famigliare.I pronunciamenti del tipo esortazioni ed enciclice non rientrano in quelli infallibili.In morale poi sono pronunciamenti o esortazioni o direttive,perchè?
Proprio perchè la Chiesa si rende conto che in morale è la "coscienza retta"che ha l'ultima istanza e bisogna che l'abbia altrimenti qualsiasi azione non è morale.Questo non vuol dire non confrontarsi con questi principi,anzi bisogna,ma sei tu che devi discernere,scegliere ed agire per fare il bene in quel preciso momento storico e situazione.E' il bene che devi fare e che vedi in quel momento da fare.Lo seguire come se fosse un elenco di cose da fare o non fare dettate da tutti i pronunciamenti ti porta ad una morale impersonale cioè fai perchè ti è stato detto di fare,ma non perchè tu ,dopo attenta analisi e confronto,vedi dovè il bene da farsi e decidi di conseguenza di agire.La chiesa,essa stessa lo dice,non può mettersi al tuo posto e non lo potrà fare mai.La chiesa stessa dà il primato alla coscienza,ma essa stessa (coscienza) deve essere retta cioè educata al bene.
Certo ti puoi trovare in una situazione paradossale dove a livello generale la chiesa ti "indica"un certo comportamento,ma tu ,proprio perchè vuoi seguire la chiesa devi sceglierne uno diverso.
Questo non è sisma (che si ha solo su questioni di fede e pronunciamenti infallibili).
La chiesa vuole che tu diventi protagonista delle tue scelte e non semplice esecutore di dettami.
La chiesa vuole uomini liberi,e credo che Gesù Cristo sia l'esempio e molti altri nella nostra storia.
Un consiglio amico mio?Devi essere più libero e rivolto al bene e all'amore che da qui nasce tutto il resto,anche la legge.La legge c'è affichè tu sia più libero nelle scelte e non il contrario e libertà vuol dire amare.
Non igarbugliarti il cervello con mille se o ma,quando vedi il bene da fare,fallo e basta.Ti voglio bene

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Modificato da - n/a in data 27/09/2010 17:32:42
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giannige
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Inserito il - 28/09/2010 : 00:13:01  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

cordom ha scritto:

Calma amico mio.
Stai confondendo diversi piani:dottrina e morale che sono due cose diverse all'interno della chiesa.

La chiesa vuole che tu diventi protagonista delle tue scelte e non semplice esecutore di dettami.
La chiesa vuole uomini liberi,e credo che Gesù Cristo sia l'esempio e molti altri nella nostra storia.
Un consiglio amico mio?Devi essere più libero e rivolto al bene e all'amore che da qui nasce tutto il resto,anche la legge.La legge c'è affichè tu sia più libero nelle scelte e non il contrario e libertà vuol dire amare.
Non igarbugliarti il cervello con mille se o ma,quando vedi il bene da fare,fallo e basta.Ti voglio bene


Carissimo Cordom, vorrei tanto che quello che dici tu fosse vero (e dentro di me ti giuro che lo è), però io non ho mai avuto la fortuna di incontrare un prete che mi parli in questi termini (forse don Gallo, ma quello fa capitolo a se). Se fosse vero quanto dici, come si spiega delle mancate assoluzioni, o comunque il fatto che mi hanno sempre vincolato alla confessione per l’uso dei contraccettivi, anche se giustificati da gravi motivi di salute? Se la norma e le direttive della chiesa fossero subordinabili alla morale, alla coscienza, alla propria convinzione, alle varie situazioni… non mi avrebbero obbligato a confessarmi per delle cose che ho sostenuto più volte essere giuste secondo la mia convinzione e la mia situazione. Non sarebbero stati necessari lunghissimi colloqui a parlare del sesso degli angeli, a sentir sostenere tesi insostenibili.
In definitiva vorrei che tu mi indicassi quali testi sostengono quanto dici, dove sta scritto che “ La chiesa vuole che tu diventi protagonista delle tue scelte e non semplice esecutore di dettami. La chiesa vuole uomini liberi,…”, tanto per ribadirle davanti a chi fino a poco tempo fa mi ha reso la vita impossibile. Perché in certi dialoghi io potevo sostenere le mie opinioni solo basandomi sulla logica e il buon senso (cose su cui mi pare che si basano anche i tuoi ragionamenti, come quelli di Fenice), ma che non valgono niente quando parli con qualcuno che ha davanti codici, norme, decreti, ecc. emanati da persone che non vivono in prima persona i problemi famigliari, coniugali, sessuali, ecc.
In definitiva noi non viviamo in un mondo in cui vale ciò di cui sei convinto che sia bene, ma in un mondo reale in cui chi dovrebbe sostenerti nei momenti difficili trova tutti i mezzi per ostacolarti, per metterti in crisi e colpevolizzarti, per crearti stress e complessi… e non puoi neanche dire “agisco secondo coscienza”, perché ti dicono che vuoi arrogarti l’autorità di decidere cos’è il bene e il male. Inoltre un’assoluzione in un confessionale non si può negoziare con dei principi, ma viene data a seconda delle convinzioni del prete, che segue delle normative ben precise: non basta che gli dici “basta che faccio ciò che ritengo bene e sono a posto”: l’assoluzione non te la da (a meno che tu non ritenga di poterne fare a meno... ma allora è tutta un'altra questione).

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giannige
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Inserito il - 28/09/2010 : 10:09:03  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
cordom ha scritto:

… Per scherzo con i fidanzati dico sempre: ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due, ma in tre, Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino. (diremo noi che c'è il guardone di turno...eh).



Rileggendo ora il tuo messaggio mi accorgo di essermi dimenticato di commentare questa frase.
A me risulta che la Chiesa è sempre stata decisamente contraria ai rapporti prematrimoniali. Se ti risulta diversamente, fammi sapere dove è scritto, ti ringrazio: mi farebbe estremamente piacere scoprire che da parte della Chiesa c’è tutta l’apertura mentale che mi stai illustrando


Modificato da - giannige in data 28/09/2010 10:09:57
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Inserito il - 28/09/2010 : 15:36:18  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La prima domanda domanda è ma che razza di preti hai trovato.Nessun confessore può negare l'assoluzione (se non per gravissimi motivi elencati nel diritto canonico,e sono pochissimi,questo non è il tuo caso)davanti ad un pentimento e coscienza retta.Mi è successo anche a me e tranquillamente al prete dissi:prima dovrebbe confessarsi lei che è poco docile all'amore misericordioso di Dio che vuole tutti salvi,secondo gli dissi che sarei andato dal vescovo per il suo rifiuto.Mi dette l'assoluzione.Ti manderò un buon libro di teologia fatto apposta per te.Perchè sei fissato con le normative che non c'è l'hanno neanche loro.Non hanno il vademecum che a seconda delle situazioni precise rispondono altrimenti sai che librone.Il Dio amore non si fa prigioniero di norme e disposizioni,ma è li che ti aspetta per far festa per il tuo ritorno.
Se un prete non ha questo atteggiamento di accoglienza e perdono,vai da un'altro,vul dire che deve ancora vivere la misericordia e ha strada ancora da fare.
Non vuole essere un rimprovero,anzi:mi pare che stai vivendo una fede abbastanza complessa piena di norme e codici e anche tu continuamente cerchi.La fede è vita e ti deve rendere la vita semplice.Se vuoi cercare scritti ci sono (con calma te li indicherò),ma io per es.non ne ho il bisogno se non qualce volta.
Il prete non deve essere un robot con un programma preciso e infallibile per tutti.Troverai preti che ti dicono una cosa e altri un'altra sulla stessa questione perchè sono umani e la loro fede e magistero passa attraverso la loro cultura,preparazione e carattere ed è bello così.


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Inserito il - 28/09/2010 : 15:54:20  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
giannige ha scritto:

cordom ha scritto:

… Per scherzo con i fidanzati dico sempre: ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due, ma in tre, Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino. (diremo noi che c'è il guardone di turno...eh).



Rileggendo ora il tuo messaggio mi accorgo di essermi dimenticato di commentare questa frase.
A me risulta che la Chiesa è sempre stata decisamente contraria ai rapporti prematrimoniali. Se ti risulta diversamente, fammi sapere dove è scritto, ti ringrazio: mi farebbe estremamente piacere scoprire che da parte della Chiesa c’è tutta l’apertura mentale che mi stai illustrando


Prima di tutto mi riferivo ai corsi di fidanzati che si preparano al matrimonio.
Ti pongo una domanda:tutti i rapporti sessuali nel matrimonio sono un bene?Si può commettere peccato in un rapporto sessuale in un matrimonio cristiano?Certo di si,ma allora cos'è quella cosa che alla fine ti dice che un rapporto sessuale è morale?Il rapporto come dono che si può non avere in un matrimonio oppure si può avere in un rapporto prematrimoniale o viceversa..Comunque caso per caso.Certo che nel matrimonio vi è una presenza sacrementale che rende l'atto o dovrebbe renderlo come segno di donazione.Credo che vi siano poche fidanzati che non abbiano avuto rapporti prematrimoniali.Il fidanzamento è un cammino di dono ed è qui che si gioca il tutto.Ad alcuni sposati ho detto chiaramente di non avere rapporti sessuali se non dopo un cammino di liberazione e di dono.Il sacramento del matrimonio rende ufficiale e pieno di Dio un cammino che già c'è.Non è che prima del matrimonio non c'era niente e dopo pochi secondi c'è tutto.Anche qui con calma la chiesa sta cambiando e lo vedi appunto nelle confessioni di questo genere.
Una volta caso mai se sei nei paraggi viene a vedere quando parlo di queste cose ai fidanzati con la presenza del sacerdote.
Qui il topic sta diventando troppo a due spero che altri intervengano.

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giannige
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Inserito il - 29/09/2010 : 00:04:45  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
cordom ha scritto:

La prima domanda è ma che razza di preti hai trovato. Nessun confessore può negare l'assoluzione (se non per gravissimi motivi elencati nel diritto canonico, e sono pochissimi, questo non è il tuo caso) davanti ad un pentimento e coscienza retta.

Ti sto semplicemente parlando dell’ordinarietà dei preti che ho consultato a Genova (se escludiamo don Andrea Gallo, che senz’altro conoscerai di fama, ma quello mi stupisce il fatto che non è ancora stato sospeso a divinis!). e ti dirò di più: al mio paese (prov. di Modena) ne ho trovati di peggio, ma non ne conosco molti, quindi non posso fare statistiche.
cordom ha scritto:

… Perchè sei fissato con le normative che non c'è l'hanno neanche loro. Se un prete non ha questo atteggiamento di accoglienza e perdono, vai da un altro, vuol dire che deve ancora vivere la misericordia e ha strada ancora da fare.
Non vuole essere un rimprovero, anzi: mi pare che stai vivendo una fede abbastanza complessa piena di norme e codici e anche tu continuamente cerchi.

Forse non mi hai capito: le norme non le cerco, ma me le trovo sempre davanti, sbattute in faccia da preti (e non solo) che si ostinano a prendere alla lettera encicliche e normative che usano come metro per dare o meno l’assoluzione su scelte che io in coscienza ritengo giuste… ma l’assoluzione non me a posso dare da solo!

cordom ha scritto:

giannige ha scritto:

cordom ha scritto:

… Per scherzo con i fidanzati dico sempre: ricordatevi che quando fate l'amore come segno del vostro donarvi non siete in due, ma in tre, Dio è li che gioisce di questo grande amore umano simbolo di quello divino. (diremo noi che c'è il guardone di turno...eh).



Rileggendo ora il tuo messaggio mi accorgo di essermi dimenticato di commentare questa frase.
A me risulta che la Chiesa è sempre stata decisamente contraria ai rapporti prematrimoniali. Se ti risulta diversamente, fammi sapere dove è scritto, ti ringrazio: mi farebbe estremamente piacere scoprire che da parte della Chiesa c’è tutta l’apertura mentale che mi stai illustrando

cordom ha scritto:
Prima di tutto mi riferivo ai corsi di fidanzati che si preparano al matrimonio.


Questo non l’avevo capito e ora spiega tutto


[/quote] cordom ha scritto:
Ti pongo una domanda: tutti i rapporti sessuali nel matrimonio sono un bene? Si può commettere peccato in un rapporto sessuale in un matrimonio cristiano?
[/quote]

Certo che sì. In privata sede credo di averti raccontato come vivevo il matrimonio (e la mia vita sessuale in genere) prima che scoprissi il naturismo, e come il naturismo mi ha liberato da una visione distorta del proprio corpo, del corpo dell’altro sesso, della nudità, della sessualità, e infine anche dello stesso rapporto di coppia. Qui non posso dire ai quattro venti particolari intimi, ma se vuoi posso (se non l’ho già fatto, non ricordo) spiegartelo privatamente.

[/quote] cordom ha scritto:
Qui il topic sta diventando troppo a due spero che altri intervengano.
[/quote]

Condivido. Ma mi sa tanto che altri leggono e tacciono come spettatori, non so se interessati o meno. A proposito invito qualcuno che legge ‘sto dialogo a dirci se cominciamo ad annoiare, se andiamo fuori tema al topic, ecc.


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robi nood
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Inserito il - 29/09/2010 : 00:33:36  Mostra Profilo Invia a robi nood un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
giannige ha scritto:

...invito qualcuno che legge ‘sto dialogo a dirci se cominciamo ad annoiare...


A mio avviso sì.
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mare

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Inserito il - 29/09/2010 : 15:44:54  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
robi nood ha scritto:

giannige ha scritto:

...invito qualcuno che legge ‘sto dialogo a dirci se cominciamo ad annoiare...


A mio avviso sì.

Ho paura di si anch'io.E meglio cambiare registro.

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bacco
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Inserito il - 01/10/2010 : 21:31:53  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Susate un attimo- cari signori cordom- mi presento,primo non sono battezato e poi ho vissuto un infanzia semi selvatica in una zona molto isolata delle ardenne in belgio e vi assicuro che era meglio che non segussi i miei genitori perchè i miei guaii sono iniziati conoscendo il vostro mondo di qui nessun essere ne può svuggire ormai più.per me il naturismo rappresenta un'occasione imperdibille ad una svolta radicale alla società umana finquado è in tempo.
é un problema per voi se mi sento profondamente pagano?
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Inserito il - 02/10/2010 : 01:12:18  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di a_fenice Invia a a_fenice un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
piccola nota.
La cosidetta confessione ha cambiato nome da tantissimi anni (concilio vaticano II 1962-1965) e da allora ha modificato la confessione nel nuovo sacramento della RICONCILIAZIONE. Confessarsi non è fare l'elenco dei peccati al prete (tipo lista della spesa), ma al massimo confrontarsi con lui nel porre cose che ti hanno portato ad allontanarti da Dio e dai suoi dettati (non dal quelli del Magistero, anche se dovrebbero essere conseguenziali). E il prete non deve star li a fare i conti (una bugia= un'ave maria, 1 euro fregato= 1 paternoster), ma deve aiutarti a capire se stai sbagliando e magari aiutarti a far meglio. Riconciliarsi con qualcuno non vuol dire: ho fatto questo e quest'altro (Dio sa già cosa hai fatto, se ci credi), ma son stato lontato da te per questo motivo, oppure ho fatto questa cosa che mi ha allontanato da te.

E' qui che entra in gioco la coscienza (vera, non i propri comodi). Se te hai usato dei sistemi contraccettivi non normalmente concessi o suggeriti, non significa che devi confessarli, anche perchè li hai usati a ragion veduta. Se te fai nudismo, non lo fai per eccitare chi ti sta davanti o per concupire, ma solo per stare senza mutande (Adamo ed Eva Dio non li ha mutandati. Solo la malizia del nudo ha fatto si che comparisse la foglia di fico.) Per questo un nudismo tranquillo, nel rispetto dell'altro, non sarà mai male. Ma se lo fai per "vederti le donne nude" ed "eccitarti sopra la loro nudistà" è qui la malizia, la perversione, il non rispetto della donna (9° non desiderare la donna d'altri- che andrebbe modificato, visto che parla solo delle donne altrui e non delle single- Ovvio che il "desiderio qui nominato non è il normale desiderio di una compagna, ma una forma di perversione che ti porta a voler concupire tutto ciò che sormonta due gambe, e ha valenza bisessuale[NDR cioè vale sia per m che per f]).


Per i sacerdoti "vecchi" di pensiero, o alla S. Pio X (intendo con in testa il vecchio catechismo).
Leggiti cosa diceva S. Francesco di Assisi nel 1.200 (testamento):

[112] Poi il Signore mi dette e mi dà una così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà.
[113] E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue suo che essi ricevono ed essi soli amministrano agli altri.


Al di la del discorso del rispetto, come vedi, anche a quel tempo c'era la stessa storia: predicare bene e razzolare male. Nessuno è perfetto, nemmeno tra chi dovrebbe esserlo. Ragiona un po con la tua testa...... prima.


@Bacco: liberissimo di essere tutto ciò che vuoi, chissene..... Se c'è una cosa bella tra noi, è che non siamo in un paese islamico, e nessuno ti metterà alla lapidazione se la pensi o sei in modo diverso. Ma nello stesso modo in cui vieni rispettato te per le tue idee, rispetta anche chi crede in cose e valori diversi.

@tutti. Credo che il discorso si stia facendo troppo dottrinale. Lo scopo iniziale del topic era diverso. Mi domando: stiamo andato in OT? Che ne dite di rientrare nel tema/problema: essere nudisti e cristiani è compatibile?

Max Pg- http://www.inudisti.it/it/amici/amico.aspx?id2=990

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mare

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Inserito il - 02/10/2010 : 11:35:45  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Giusto max,anche perchè qui non dobbiamo fare apologia del cristianesimo ne tantomeno teologia che possiamo farla in altre sedi (sono discorsi per appassionati,ma noiosi per i pù).Mi sono fatto prendere la mano,ma non succederà più.
Dobbiamo solo dare speranza,testimonianza attraverso magari qualche brano della assoluta fondatezza del nostro vivere nudi e cristiani.
A proposito credo che questo topic e altri simili in altri siti vengano visitati anche dagli addetti ai lavori tanto che mi hanno contattato per dare testimonianza io e moglie e chiarire alcuni concetti sulla nudità e fede in una parrocchia in un gruppo famiglia.
" Domenico molto bello il tuo articolo su famiglia cristiana, grazie del link. speriamo possa essere un piccolo apripista anche per continuare a riflettere sul tema .... ma mi piace leggere i tuoi interventi"Un sacerdote che mi ha scritto.
In fondo è anche questo che vogliamo,giusto?ciao

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Modificato da - n/a in data 02/10/2010 12:03:33
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giannige
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Inserito il - 02/10/2010 : 18:03:04  Mostra Profilo Invia a giannige un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
a_fenice ha scritto:

...Che ne dite di rientrare nel tema/problema: essere nudisti e cristiani è compatibile?

Certo, e ti dirò di più: ho scelto di diventare naturista proprio perché cristiano, cattolico praticante. È difficile spiegare senza andare in particolari che vanno un po’ nell’intimo, ma posso semplicemente dire che ora vivo la mia sessualità in modo molto più sereno e naturale, e di conseguenza riesco anche a vivere con maggiore coerenza la mia fede, senza più conflittualità tra gli stimoli sessuali che mi provocavano la visione di un corpo nudo (che per me, prima di scoprire il naturismo, aveva sempre e solo un senso erotico), col nono comandamento, che a ben vedere non è solo un comandamento biblico, ma una anche una sana etica, rispettosa del corpo altrui.

Al contrario di tanti ”tessili”, che, in virtù del loro cattolicesimo, del loro perbenismo, lasciano alla nudità un valore erotico, e da questo un valore commerciale. Il nudo cioè è accettabile solo se soddisfa le bramosie dei clienti: nelle riviste, così “tirano”, in TV, per la “audience”, nei calendari e nei cartelloni, per la pubblicità… Insomma è il dio denaro che rende lecito il nudo, sempre però che sia un nudo perfetto, scultoreo, con le misure giuste; se no, se c’è un po’ di ciccia, un po’ di cellulite, cicatrici, ecc., se è gratuito, tanto per cercare solo un po’ di libertà, è scandalo, è vergogna, e va perseguito a suon di articoli penali. Mi rammarico solo di una cosa: aver capito queste cose troppo tardi!

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Inserito il - 05/10/2010 : 10:28:58  Mostra Profilo Invia a n/a un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Domenica 10 ottobre:da Luca

“Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”.
Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?”. E gli disse: “Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!”.


Due punti:
I lebbrsosi erano considerati immondi e vivevano fuori dalle città(sia per questioni igeniche che religiose considerati impuri)e i samaritani considerati stranieri perciò esclusi.
Gesù accetta la legge ebraica mandando i lebbrosi dai sacerdoti,gli unici che potevano far rientrare i lebbrosi guariti nella società (una specie di certificato di guarigione).

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