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crazybetty75 ha scritto:
al limite la discriminazione la fa l'associazione che non emette la tessera al singolo se non a certe condizioni.
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Questo a riprova della diseducazione di certi rappresentanti "ufficiali" del nudismo, ben in contrasto col concetto di famiglia nudo-naturista che non dovrebbe escludere a priori nessuno.
Bisognerebbe che queste pseudo-associazioni vengano stimate alla stessa stregua di patacche truffatrici, un po' come le agenzie di reclutamento che promettono successo e in realtà ti chiedono solo soldi. E' immorale, infatti, pagare la quota associativa per un'associazione che tradisce i valori del naturismo. Altrimenti si chiamino al limite clubs privati: questa non è che mentalità da setta; dalla selezione all'obbligo di essere presentati da altri; come dire, se sei timido e non hai molte conoscenze attaccati al tram, per noi sei un potenziale pericoloso asociale! Alla faccia dell'integrazione.
Tutte le associazioni al contrario serie - ANITA ecc. - e i siti come questo (che si sta espressamente battendo contro le discriminazioni) è bene che prendano ogni distanza dai suddetti settari a uno a uno. Pubblicamente, s'intende.
Per chi poi "si comporta male" o ha dei "precedenti" dovrebbero bastare le norme che regolano qualsiasi associazione di ogni genere. Altrimenti è inutile girarci attorno: è razzismo, punto. Mi pare che l'art. 3 della Costituzione parli di uguaglianza senza distinzione non solo di "sesso, razza, lingua" e "opinioni politiche", ma anche di "condizioni personali e sociali".