come si evince dal rigetto delle denunce della forestale a Dante, in cui il PM fa preciso riferimento alle sentenze della cassazione, proprio per dire che in quei casi, anche se non è scritto in nessuna legge, il nudismo non è perseguibile.
Non illudiamoci.
La giustizia è una catena piramidale. Al vertice, salvo la corte di Strasburgo, c'è la cassazione, poco prima del Presidente della Repubblica, ma che è noto che è il presidente, ma non dirà mai nulla se non telegrammi di sentite condoglianze, cordoglio, esecrabilità e ...... solleciti a pagare più tasse.
E' come se il tuo amministratore delegato dicesse questa cosa va intepretata in questo modo, e te piccolo direttore emetti una direttiva diversa. E' normale e logico che chiunque può tornare dall'amministratore e pretendere lo stesso trattamento. Per cui il direttore, anche di fronte ad una legge non scritta, terrà conto di cosa ha deciso il suo superiore, prima che gli dia contro e gli faccia fare bruta figura, come minimo.
La fregatura in questo caso, è che il tizio a fatto ricorso per un luogo NON a normale frequentazione nudista, indi fuori dai canoni esposti nel 2000. E la doppia fregatura è stata che la corte, non contenta di deliberare la non applicabilità di quella sentenza, ha emesso un'estensione del giudizio, castrandoci di brutto a tutti. Se la leggiamo bene, per assurdo, anche in campo nudista, se arriva un non consenziente, può pretendere che tutti si mutandano. Vero è che poi lo si appicca al più vicino palo, ma intanto......