Io la metterei cosi...non esiste diatriba o altro mondo o questo mondo o credente o non:siamo solo uomini e basta,ma vogliamo essere uomini?Essendo credente io ripeto solamente che Gesu, non importa se uno crede o no,ci dice solo come essere uomini veri come hanno fatto in molti nella storia (socrate,ghandi o altri filosofi non credenti).L'umanità di gesu si incontra con la nostra perchè identica.A me piace Gesu non perchè divino,ma perchè tremendamente vero uomo ed insegna a me come esserlo.Mi dice soltanto:caro Domenico vuoi essere uomo e allora fai come me perchè?Sia io che lui abbiamo un'umanità identica e tutti e due siamo sulla strada di una maggior umanità.Tutto qui.Ed essere uomini non vuol dire amare,solidarietà,condivisione,rispetto,ecc? Questi prima di tutto sono valori umani prima che divini.In fondo il percorso è inverso:più siamo uomini e più siamo divini e non il contrario.
In fondo cerchiamo la gioia,la pienezza,quello che da un senso alla nostra vita e per me è essere uomo il più possibile e perciò condividere me stesso con gli altri,gioie,dolori e pesi.Sapere che senza gli altri non esisto,che senza amore (quello spicciolo intendo,quello di tutti i giorni)la mia vita ha poco significato.
Puo essere non condivisibile,ma il dono di me stesso agli altri mi fa essere più umano ed essere me stesso perchè in fondo l'uomo è fatto per il dono di se e se ci riflettiamo lo vediamo ogni giorno.
Ora vorrei andare per assurdo: a me non importa se esiste Dio,Gesu e paradiso perchè ora esiste ogni persona umana che fa parte della mia vita (questa è realta squisitamente umana,non solo cose serie,ma anche divertenti perchè umane) e qui trovo Dio,Gesù e Paradiso.
IO, ora, e per me, non ha più senso parlare di credenti o non,di cielo e terra perchè è dalla terra che vedo il cielo.
Scusate per queste mie riflessioni che partono da un cuore che vuole essere innamorato degli uomini perchè vuole essere umano.[:D]
Detto questo perchè in me non ha più senso parlare di credenti o non penso che il pensiero di colui che ha proposto questa discussione,partendo dalla sua esperienza personale e di fede, sia semplicemte porre una domanda:
Noi abbiamo mai soprafatto l'altro,sottomesso o ignorato per raggiungere il nostro scopo?Non è mai successo che ci siamo serviti degli altri per i nostri scopi e per costruire il "nostro regno"?E quando abbiamo posti di "comando"come abbiamo usato l'autorità?
Questa secondo me è la proposta.Certo Piero è partito dalla sua esperienza di fede,ma non è a quella che vuole indirizzare il contenuto della proposta.... se ho ben capito la cosa.
Perciò non è un argomento di fede,e qundi inutili e solite schermaglie (altrimenti l'avrebbe postato nella sua sezione),ma una partenza dalla sua esperienza per arrivare alla domanda intrinsica del suo ragionamento[:D][:D]