Non indossa biancheria intima. In quel momento entra nel negozio una cliente ma l'uomo è di spalle, seduto in carrozzina, e non si accorge di nulla. Ma non appena il titolare della lavanderia si rende conto della situazione lo invita a rivestirsi. Lui si rifiuta, forse non possiede altri indumenti o forse non li ha con sé.
«Mi sembrava lucido ma non accettava di rivestirsi» spiega il titolare, «ho dovuto chiamare la polizia municipale». E i vigili, dopo pochi minuti, sono sul posto e scoprono che il trentenne è un volto già noto alle forze dell'ordine, un residente di un campo nomade dei dintorni.
«Vorrei ringraziare e lodare gli agenti per la loro pazienza» commenta il titolare della lavanderia, «l'uomo era lucido e li ha insultati pesantemente. È la prima volta che mi succede una cosa del genere e spero anche l’ultima».
Questi trafiletti spiegano tutto , il propietario della lavanderia pensa solo ai propri interessi e decoro, non gliene frega nulla del povero disgraziato disabile, che è pure suo cliente , visto che la lavanderia e' a gettone , cosa ci voleva a dare qualcosa per far si che potesse coprirsi , per me l'articolo e ' benfato, un bello sputtanamen.. al perbenismo , anche se potrebbe sembrare il contrario
@Met, sempre questione di perbenismo