"Chi nasce annuda e chi nasce 'ncammisa
Chi nasce annuda e chi nasce 'ncammisa
Io ca nascette annuda
Io ca nascette annuda e senza niente
aspetto ca pe' me cagna lu viento
aspetto ca pe' me cagna lu viento"
Questa in napoletano (ovviamente copiata) è la prima strofa della Villanella di Cenerentola, terzo brano cantato della celebre favola in musica di Roberto De Simone La gatta Cenerentola, e simboleggia chiaramente il sogno paziente di riscatto da parte dei poveri e degli umili. Riscatto da una condizione di nudità... in senso figurato. Da ieri sera, dopo una cena, mi è tornata in mente.
In questa cena era presente tra gli altri una giovane coppia, 32 lei e 31 lui, mediamente colta e propensa ad ascoltare e intervenire sui più svariati argomenti; per quanto apparentemente... bacchettona in certe cose. Ebbene, chiacchierando del più e del meno, a seguito di una curiosa carrellata (Beatrice d'Olanda abdica, seguono abdicazioni varie, abdicazione di Edoardo VIII d'Inghilterra, apertura sua e della moglie Wallis Simpson, loro che in Istria furono fra i primi a praticare il nudismo...) si arriva a parlare del "nostro" argomento.
Io non faccio segreto di essere nudista, così pure un altro ospite e il padrone di casa. A questo punto, dalla coppia protagonista ci si deve aspettare un certo imbarazzo, o che cominci con la solita associazione nudo=sesso, o col fatto di apparire ambigui anche nostro malgrado. O più blandamente, col rischio nei luoghi all'aperto (spiagge, ecc.) di incappare in guardoni, multe e via dicendo. Invece niente di tutto questo, anzi, si dicono convinti - pur non praticando loro - che si può essere nudisti senza quei secondi fini. Fin qui tutto a posto, ma quando spiegano il motivo per cui loro non fanno nudismo, non si sa subito se trarre conclusioni, tanto paiono bislacche.
In sostanza, asseriscono che spogliarsi in un contesto non privato senza effettive necessità (ambulatori, spogliatoi ecc.) significa metter da parte il proprio status esteriore, che è rappresentato da come ci si veste, che capi si portano e cosa si dimostra di possedere. Insomma, che equivale a sembrare... poveri! E che loro non vogliono sembrarlo... Per rispetto alle persone meno abbienti, non dico quale termine "familiare" hanno usato nel definirle. Ammetto che di tanto in tanto sono stati per così dire incalzati, ma si sa che agendo d'impulso si è spesso molto più onesti.
Poi, forse per non sembrare pateticamente classisti, arrivano a citare San Francesco d'Assisi, rimarcando che tra i suoi atti più significativi vi sono il momento in cui si spogliò (letteralmente) davanti al tribunale vescovile (il suo abbraccio pubblico della povertà) e quello in cui chiese di essere seppellito nudo (consacrandosi in modo supremo alla povertà).
Detto questo, morale della loro favola è che noi nudisti ostenteremmo un'immagine di povertà quando poveri non siamo..... Insomma, con tutte le ipocrisie altrui che denunciamo (vedi recente discussione), ora ne è stata costruita un'altra, più che originale, su misura per noi!
Non so con sicurezza, se questi volessero coprire altre ragioni. Qualunque fosse la loro intenzione, se fra le tante che si dicono esistesse la palma per la peggiore sciocchezza sul nudismo, stavolta non avrei dubbi sulla scelta del vincitore.
Nel caso, mea culpa a Cenerentola, simbolicamente annuda e senza niente!!! [:0]