@Siman
grazie per il chiarimento.
Pensandoci, in effetti, credo che qualsiasi forte convinzione rischi di diventare "verità" nell'identità di un individuo, e quindi il rischio di sentirsi "superiori" per quelle che sono in realtà semplici scoperte personali è altissimo, le arti e la politica sono pieni di esempi di questa deriva.
Però dissento Siman, concordando sulla divergenza di opinioni :), sul fatto che il nudismo sia "neutro".
Come altre attività dell'uomo, la nudità qui e oggi (quindi non tra gli indio amazzonici, per dire) è in sé portatrice di un messaggio che, per tornare IT, non ha niente a che fare col sesso. Ma non è che non c'è. C'è, ed è rilevante: è la cultura della diversità.
Dici che si possono affrontare questi temi anche vestiti, ed è verissimo. Ma è altrettanto vero che chi è nudo tra i nudi, e parlo soprattutto per il vantaggio enorme dei bambini esposti alla nudità, sa quanto l'accettazione di ciò che è diverso da noi - nel modo più evidente possibile, il corpo - si integri nella normalità del proprio quotidiano e finisca per influire in modo importante nello sviluppo del sé.
Proporre la legalizzazione della nudità, per come la vedo io, non significa volerla imporre, ma voler introdurre in una comunità cieca e sorda, e soprattutto impaurita da ciò che non conosce, un magnifico strumento di evoluzione.
Grazie ancora per il chiarimento, ciao!