Vado fuori tema per poche righe, poi ci torno subito, al tema!
Il primo errore che fanno molti degli associati è guardare alle proprie associazioni come a "mamme" che devono risolvere il loro singolo problema o capriccio! Io spero che ci sia spazio anche per dare alle associazioni suggerimenti e contributi "dal basso"! Bisogna frequentare assemblee e chiedere conto di come vengono spesi i soldi, di cosa fanno in concreto, e pensare anche in modo altruista! Se la lamentela è sempre la stessa: "con la mia tessera non entro quì, o non mi fanno lo sconto quà ...." non andiamo da nessuna parte! E poi un' altra cosa: Bisogna avere coraggio: comportarsi da cittadini, "tosti", determinati. Se si vuole ottenere che almeno le spiagge a frequentazione naturista storica diventino "autorizzate" in qualche modo, bisogna andarci, frequentarle, non chiudersi nei tre o quattro posticini tranquilli, che "mammona R" ci propone (o propina)!
Insomma quello che voglio dire è che le associazioni sono lo specchio degli associati. Se siamo tutti pigri, e paurosi, lo saranno anche i direttivi e i presidenti. Personalmente mi auguro che si arrivi anche ad una legislazione favorevole al naturismo/nudismo, attraverso un movimento ampio di cittadini, che fà nudismo sul campo a colpi di sentenze che avere una elargizione attraverso un baratto lobbistico tipicamente italiano: "Quanti siete? Ah quanti soldi muovete? Che volete? Il voto me lo date? Ok, eccovi il contentino! ...."
Poi, se fare massa critica, serve ad avere visibilita ed ascolto allora va bene! Ma in un percorso chiaro! Fine divagazione.
Tornando al merito del titolo credo che Emanuele e Max e Marcolino abbiano scritto in modo tanto chiaro che più di così non si può. Il numero in se (13 Fenait + ? Conait + privati)non è elevato. Il problema è che non lavora sulla stessa lunghezza d' onda. Il primo motivo secondo me è generazionale. Molti hanno perso il polso della situazione, e sono bloccati da vecchie consuetutini (di amicizia o gratitudine, o di interesse personale) a indirizzare gli iscritti verso i "posti" già consolidati! Poi si arriva a vere e proprie antipatie personali e ripicche, del tipo "se lui dice giallo noi facciamo verde"! Fenice ha scritto che le società di calcio hanno le stesse regole, giusto? Così dovrebbe essere per le associazioni: lo statuto dovrebbe essere identico (potrebbe solo avere qualche differenza di tipo dimensionale, in base al numero di iscritti), ma la gestione sarebbe sempre fatta in autonomia per preservare quello stretto rapporto con il terrriorio (iscritti e istituzioni) che ha ricordato marcolino all' inizio.
Infine dovrebbero dare conto in modo trasparente del numero di iscritti e gestione delle risorse (quanto si prosciuga in sterile burocrazia, e quanto viene impiegato per acquisti e d investimenti per scopi sociali). Poi darsi degli obiettivi trasparenti e pubblici. Se lo scopo delle associazioni è promuovere il naturismo, questo significa far crescere gli iscritti e i praticanti (che non vuol dire vendere bollini). Chi, avendo ruoli gestionali da anni, non riesce in questo, dovrebbe lasciare la mano ad una nuova leaderschip, mettendosi a disposizione, e non distruggendo il giocattolo.